Atalanta-Genoa 0-0, l’editoriale – Come la primavera 2022

Ammettiamo il nostro peccato: siamo stati troppo ottimisti il giorno dopo l’eliminazione in Coppa Italia ai rigori a opera della Lazio, invitando l’ambiente atalantino a compattarsi per centrare almeno l’obiettivo del settimo posto.

Invece, la prima a non crederci a tale obiettivo è l’Atalanta stessa che ieri, contro un Genoa che non ha più nulla da chiedere al campionato, non è andata oltre lo 0-0. E si è subito avvertita una sensazione di déjà vu.

Si è tornati alla primavera di quattro anni fa quando, falcidiata dagli infortuni, dagli errori arbitrali e da scelte tecniche di Gasperini incomprensibili (sì, sbagliava anche lui, care vedovelle), l’Atalanta dopo l’eliminazione dall’Europa League ai quarti a opera del Lipsia crollò in campionato perdendo prima il treno Champions, poi quello Europa League e perfino il trenino Conference, andando fuori dall’Europa.

L’Atalanta di quella primavera di quattro anni fa era abulica, stanca, predominante territorialmente ma quasi mai pericolosa e quelle poche volte che riusciva a esserlo trovava o il miracolo del portiere avversario o i legni a sbarrarle la strada.

In pratica, come l’Atalanta di adesso. Ieri col Genoa si è vista una squadra svuotata che ha sì fatto la partita ma i rossoblu non hanno certo fatto chissà quale impresa per riuscire a tornare sotto la Lanterna con un risultato positivo.

E nelle uniche tre occasioni create, prima Bijlow si è opposto a De Ketelaere e al tandem Ederson/Raspadori poi la traversa ha negato la gioia del gol a Raspadori stesso.

Palladino ha provato a invertire la tendenza schierando dal primo minuto Scamacca e Krstovic ma forse ha capito che non è solo questione di mettere in campo le due punte e basta ma come schierarle.

Metterle in maniera lineare significa far loro pestare i piedi e diventa controproducente. Schierarle in un 4-2-3-1 (il perché Palladino abbia accantonato questo sistema di gioco sta diventando una sorta di nuovo segreto di Fatima) con Scamacca alle spalle di Krstovic potrebbe invece esaltarne le caratteristiche.

Ma siamo seri: il rischio che con Milan, Bologna e Fiorentina (che sono tutt’altro che squadre in forma, eh) non si raccolga nulla è elevato. Con il paradosso che potresti comunque lo stesso arrivare settimo. Ma del futuro se ne parli a fine maggio.

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