Atalanta-Torino 1-1, l’editoriale – Rigori, richiamo di preparazione cannato e il mercato: le tre spine atalantine

Una partita frutto di tre caratteristiche delle quali solo una si è espressa direttamente in campo. Sì, una frase volutamente arzigogolata per spiegare il pareggio di ieri tra Atalanta e Torino.

Un segno “X” che rappresenta due punti persi, senz’ombra di dubbio. L’Atalanta ha predominato territorialmente, ha costruito diverse occasioni, ha trovato il gol su palla inattiva con Djimsiti, ha reclamato per un rigore non concesso per fallo di mani del torinista Coco, ha trovato un rigore con Retegui che però lo stesso centravanti ha sbagliato facendosi ipnotizzare da Milinkovic-Savic.

E il Torino? Il gol del pareggio su palla inattiva segnato da Maripan e poi più assolutamente nulla. Ma che è bastato per portarsi a casa un punto pesante e per collezionarne quattro sui sei complessivi contro l’Atalanta.

Quindi, i rigori hanno rappresentato la prima spina atalantina di ieri. Intendiamoci, da quel punto di vista siamo ancora in debito perché se è vero che il penalty di ieri non fischiato ci stava ricordiamo oggi quelli netti non fischiatici contro con Udinese e Cagliari.

E purtroppo Retegui ha confermato di essere un rigorista non proprio performante (2 gol segnati su 4 tentativi) cercando di piazzare il pallone quando contro un pararigori come Milinkovic-Savic andava calciata la classica botta.

Poi, la seconda spina. Probabilmente la più pungente. Inutile anche qui indorare la pillola: il richiamo di preparazione invernale di inizio gennaio dell’Atalanta voluto da Gasperini è stato un autentico flop. E lo dimostra l’elenco delle “vittime” che ieri ha visto Carnesecchi e Kolasinac aggiungersi a Kossounou e Zaniolo, seppur con diverse conseguenze.

Ora ci sarà il tour de force campionato-Coppa Italia-Champions League con questi calciatori in meno (a detta del passaggio di Zaniolo alla Fiorentina) e in aggiunta anche con Scalvini e Lookman in meno (sebbene questi ultimi due abbiano subito, seppur anche loro con diverse conseguenze, infortuni traumatici).

E da qui abbiamo la terza spina: il mercato. Fino ad oggi un’autentica delusione. Vero, è arrivato Daniel Maldini ma sostituisce Zaniolo e non tappa la falla lasciata da Lookman (anche perché Scamacca è durato da Natale a Santo Stefano).

E, soprattutto, in difesa ora non c’è emergenza, ma un’autentica Caporetto. Disponibili per tre settimane ora saranno – di ruolo – i soli Toloi, Hien e Djimsiti. Quindi, o Gasperini si inventa un ennesimo miracolo (Ruggeri braccetto oppure passaggio – auspicabile – alla difesa a 4) oppure è la società a dover fare un’impresa portando a Zingonia in questi ultimi due giorni due difensori e un attaccante esterno. Se non ci riuscisse, il prosieguo di stagione rischierebbe di essere tutt’altro che allegro.

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