Il calcio moderno si basa su tante regole scritte e poche regole non scritte. Con queste ultime che dominano. E tra queste ultime vi è la seguente: “se un calciatore se ne vuole andare, se ne andrà”.
Teun Koopmeiners non ha fatto eccezione alla regola. L’olandese ha da tempo un accordo con la Juventus e, dopo aver cercato di convincere l’Atalanta con le buone, prova a farlo con le “cattive” non allenandosi, come ha rivelato Gian Piero Gasperini in una lunga intervista rilasciata all’Eco di Bergamo quest’oggi.
E ora che si fa? Tre le possibili opzioni. In primis, il muro contro muro con Koopmeiners in tribuna a tempo indeterminato. Sebbene sia l’ipotesi auspicata dai tifosi atalantini, sarebbe anche quella più masochistica dal punto di vista economico e quindi quella meno percorribile.
Quella più concreta riguarda il mettersi a tavolino con la Juventus. Premettendo che l’eventuale cessione dovrebbe avvenire a fine mercato (in maniera che i bianconeri non lo abbiano a disposizione per le prime tre partite di campionato), potrebbero essere inserite contropartite che potrebbero fare al caso dell’Atalanta. Da Rugani a Nicolussi Caviglia passando per…Chiesa (sembra impossibile l’8 agosto, ma il 30 chissà).
La terza opzione riguarderebbe il fatto che arrivasse un altro club (di Premier) e offrisse all’Atalanta i 60 milioni che chiede. Anche questa prospettiva, a ora, sembrerebbe molto difficile.
Quindi, palla ai Percassi e alla probabile trattativa con Giuntoli e alla Juventus. Un commento sulle altre parole di Gasperini? Beh, la solita “sfuriata” sul mercato è oramai una tradizione estiva come la coda al casello di Melegnano il 15 agosto, quindi desta poche preoccupazioni.
Così come desta poche preoccupazioni il solito commento sul dualismo Musso-Carnesecchi, che verrà gestito sapientemente dal tecnico piemontese come lo scorso anno.
Quel che desta realmente preoccupazione è l’allarme “pancia piena” che Gasperini ha lanciato. “Rischiamo di fare la fine del Napoli”, ha tuonato l’allenatore. Ecco, quella è l’unica frase che fa suonare il classico campanellino. Occorre porvi rimedio. E in fretta.
Koopmeiners, e ora? E la vera frase “preoccupante” del Gasp…
