Atalanta, nuova tegola. Si ferma Retegui in Nazionale

Niente da fare, è una stagione pessima quella dell’Atalanta dal punto di vista degli infortuni. Nuovo stop per Mateo Retegui.

Il centravanti ha accusato un risentimento muscolare alla coscia destra durante l’allenamento a Coverciano con la Nazionale e ha già lasciato il ritiro azzurro.

Atalanta-Inter 0-2, l’editoriale – Concentrazione sul “possibile” (ma l'”impossibile” non è sfumato ancora). E il segreto di Pulcinella svelato dal Gasp…

La kriptonite sta a Superman come l’Inter di Simone Inzaghi sta all’Atalanta di Gian Piero Gasperini. La partita di ieri ha visto l’ottavo successo di fila dei meneghini sui bergamaschi e del tecnico piacentino su quello piemontese. Un successo che ha mostrato la forza dell’Inter ma anche l’arguzia della formazione milanese.

Inzaghi aveva preparato la partita al solito modo: aggredire l’Atalanta, trovare subito uno-due gol e gestire il risultato. E ci stava quasi riuscendo, dato il palo colpito da Thuram.

Poi l’Atalanta, passato lo sbandamento iniziale, aveva risposto e aveva iniziato a giocare alla pari con l’Inter. Sfiorando anche il vantaggio con Pasalic.

Allora Inzaghi ha utilizzato le armi dell’arguzia e dell’esperienza. Che, condite a un pizzico di fortuna, hanno portato al gol del vantaggio di Carlos Augusto con i milanesi più furbi nel gestire i cinque minuti di sospensione per soccorrere un tifoso prima del calcio d’angolo di Calhanoglu.

E poi hanno “provocato” la sciocca reazione di Ederson, giustamente espulso dall’arbitro Massa. Dea in 10, secondo gol di Lautaro Martinez e fine dei discorsi.

Sogno finito? Nì, perché 6 punti da recuperare con 9 gare da giocare non sono un distacco abissale da colmare. Però rimane un obiettivo “impossibile”.

L’Atalanta fa bene a concentrarsi sul “possibile”, cioè sulla qualificazione alla prossima Champions League. Probabilmente basteranno 73 punti, però per non sapere né leggere né scrivere sarebbe meglio toccare quota 75.

Questo vuol dire portare a casa altri 17 punti, “impresa” assolutamente alla portata della squadra di Gasperini. Gasperini che ieri, in puro stile mourinhiano, ha svoltato le attenzioni di tutti sul suo futuro svelando quello che da tempo è un segreto di Pulcinella.

Quando ha parlato di “diversità di idee” e che altri devono prendere scelte, impossibile non identificare in Luca Percassi il destinatario della missiva. Che i rapporti tra i due non siano proprio così forti lo si sa. Che l’AD non si metterà in ginocchio sui ceci per convincere Gasperini a rimanere pure (d’altra parte il “ce ne faremo una ragione” pronunciato prima della gara di Empoli è lapalissiano).

Ebbene, Percassi jr sappia una cosa: si prenderà una bella responsabilità nel caso. E, già che ci siamo, ne sappia anche un’altra. La panchina dell’Atalanta diventerebbe la più bollente di tutta la Serie A quindi, con tutto il rispetto, non potrà venire al suo posto il primo Gilardino di turno.

Questa sera alle 21:45 torna BergamoNerazzurra in diretta

Questa sera alle 21:45, sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra, ritorna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo della sconfitta casalinga contro l’Inter e del futuro atalantino, sia sul campo che in panchina. Vi aspettiamo numerosi.

Gasperini: “Massa ha rovinato la partita. Scudetto? Noi diciamo che ci proviamo. Futuro? Se ti accorgi che quello che vuoi fare non piace più, è giusto cambiare”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua squadra in casa con l’Inter per 2-0

Sulla risposta del pubblico: “L’ immagine dello stadio è stata molto buona quindi è rimasto soddisfatto“.

Sull’espulsione di Ederson: “Su Ederson avete visto tutti, la gara è stata letteralmente rovinata da una decisione assurda che ha rovinato una bella partita

Sulla partita: “Abbiamo fatto un’ottima prestazione contro una grandissima squadra. Abbiamo giocato alla pari, gara tirata al limite da parte nostra perché bastava poco per cambiare gli equilibri. Siamo stati fermi sul calcio d’angolo ma la partita era ancora lunga, poi è arrivata l’espulsione“.

Sui gol presi da calci d’angolo: “Oggi era una partita difficile, sui calci d’angolo siamo in negativo tra dare e avere e contro di loro molto spesso siamo andati sotto su queste situazioni“.

Sul futuro: “Nove giornate sono tante perché c’è ancora tutto in palio, noi dobbiamo giocare con questo spirito, faremo partite importanti, usciamo da queste due sfide gratificati e se c’è stato l’applauso del pubblico vuol dire che abbiamo fatto bene“.

Sugli infortuni: “Sugli infortuni siamo nella media ma abbiamo tre infortuni che ci hanno privato di tre giocatori forti, i tre dovrebbero recuperare. Abbiamo recuperato Cuadrado e Toloi con il primo che era fermo da due anni e il secondo che ha riguadagnato continuità, Zappacosta si è sempre conservato, gli acciacchi che durano 15-20 giorni sono nella normalità del calcio”.

Sullo striscione della tifoseria sullo scudetto: “L’ago e il filo? In un campionato dove tutti dicono che vogliono arrivare quarti per i soldi della Champions ed è forse anche meglio del primo posto così non pagano premi partita, noi diciamo che ci proviamo per lo scudetto che è un sogno impossibile e che è ancora diventato ancora più impossibile“.

Sul futuro: “Bergamo mi ha cambiato la vita e il pubblico mi ha dato decisamente di più rispetto a quello che ho dato io a loro. Poi c’è il calcio. Altri scelgono e quando ti accorgi che quello che vuoi fare non piace più è giusto cambiare“.

Atalanta, l’Inter rimane un tabu. 2-0 per la squadra di Inzaghi a Bergamo

Lo scontro diretto tra Atalanta e Inter vede gli ospiti imporsi per 2-0. La squadra di Inzaghi infligge l’ottava sconfitta consecutiva negli scontri diretti alla Dea e rimane in testa a 64 punti, con l’Atalanta terza a 58.

Il primo tempo si conclude 0-0, con un’occasione per parte: palo di Thuram per l’Inter, colpo di testa di Pasalic con grande parata di Sommer per l’Atalanta.

Nella ripresa al 49′ calcio d’angolo per l’Inter. Ma Calhanoglu non batte subito per un malore avvertito da un tifoso interista e quindi la partita viene sospesa per consentire i soccorsi. Il corner viene battuto dopo 5 minuti e Carlos Augusto di testa batte Carnesecchi.

All’81’ Ederson si fa espellere ingenuamente per proteste e la partita termina con il gol in contropiede di Lautaro Martinez all’87’. In pieno recupero espulso pure Bastoni per l’Inter sempre per proteste.

Questa sera alle 21:45 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 21:45, sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra, torna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo della storica vittoria sul campo della Juventus per 4-0 e ci proietteremo alla sfida di domenica sera contro l’Inter. Vi aspettiamo numerosi.

Juventus-Atalanta 0-4, l’editoriale – Una Dea “vuciniciana”

Mirkoooo, Mirkooooo, che hai fatto? Tu i gol facili nun li sai fà e poi te inventi ste coseeeee“. Quando Mirko Vucinic giocava nella Roma, Carlo Zampa – simpatico giornalista/telecronista di fede giallorossa – soleva esultare così alle prodezze del centravanti, ricordandogli nel frattempo che era stato in grado di sbagliare gol più semplici.

Ebbene, dopo il successo netto in casa dell’Atalanta sulla Juventus per 4-0 ci è subito venuta in mente l’associazione con il centravanti montenegrino. La compagine di Gasperini è in grado di cannare partite (solo sulla carta) “facili” con Cagliari e Venezia in casa ma poi di schiantare a domicilio una squadra di Thiago Motta reduce da cinque vittorie consecutive in campionato e in odore di clamoroso reinserimento nella corsa scudetto.

Un reinserimento che rimane e rimarrà solo sulla carta mentre l’Atalanta in questa corsa è pienamente inserita, a -3 dall’Inter e a -2 dal Napoli. La partita non ha praticamente avuto storia. Anzi, l’Atalanta – se proprio bisogna trovare un difetto – ha avuto il torto di non concretizzare altre occasioni che avrebbero reso ancora più facile il match.

Ma, appunto, si tratta di pelo dell’uovo di una serata che rimarrà alla storia. Merito della squadra, merito di Gasperini che ha surclassato Motta con la mossa del “tridente lineare” atipico con Lookman e Cuadrado esterni alti sì ma che partivano più bassi e più vicini al centrocampo. A dimostrazione come la Dea abbia bisogno di continuare a rinnovarsi tatticamente per essere competitiva fino alla fine.

Ora Atalanta-Inter. Una sfida che va preparata mettendo in ciclo continuo le parole di Simone Inzaghi post Supercoppa Italiana. Quel “non c’è stata partita” da ricacciare in gola a lui e a “mister simpatia” Farris.

E, a proposito di “mister simpatia”, massima solidarietà al collega Massimiliano Nebuloni di Sky. Gasperini è unico e eccezionale ma certe cadute di stile deve evitarle. I giornalisti fanno i giornalisti. Se lui preferisce gli scendiletto e i trombettieri, è un problema suo.