Atalanta-Verona, i convocati (non ufficiali) – fuori Gosens e Pasalic

I convocati ufficiali per la sfida di questa sera tra Atalanta e Verona, valida per la 9/a giornata di Serie A 2020/2021 ancora non sono stati comunicati (semmai lo saranno), ma ufficiosamente si può dire che saranno Gosens e Pasalic gli altri assenti nel gruppo di Gasperini, oltre ai sicuri Miranchuk e Malinovskyi positivi al Covid-19 e Caldara infortunato. Ancora non è chiaro se l’assenza dell’esterno tedesco e del centrocampista croato sia dovuta a eventuali positività al Covid-19.

Percassi: “I mugugni dopo il pareggio con lo Spezia?…”

Al Corriere di Bergamo, il Presidente dell’Atalanta Antonio Percassi ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni in un’intervista. Eccone un sunto:

Sul successo col Liverpool in Champions League: “Questa vittoria è al primo posto delle gioie atalantine, senza ombra di dubbio. Una vittoria in Champions, significa che è stata vista in tutto il mondo. Diciamoci la verità, vincere in casa del Liverpool ha dell’incredibile“.

Sul ritorno di Ilicic: “Devo riconoscere che è stato bravo il mister a sostenerlo in un momento delicato. Ha creduto fermamente in lui ed ha avuto ragione, è tornato il campione che conoscevamo“.

Su Gasperini: “Lui gioca sempre, ha una marcia in più e lo ha dimostrato in tantissime occasioni. Stiamo diventando una squadra sempre più esperta“.

Sui mugugni dopo il pareggio di Cesena con lo Spezia: “Questo è il dramma vero che ti fa cadere le braccia. Pareggi una partita e diventa la fine del mondo. Noi siamo l’Atalanta e non un caso se il nostro primo obiettivo è sempre la salvezza. Ma stiamo scherzando? Non ci si rende conto dei miracoli che un club di provincia sta facendo. Siamo un modello. Diventa intollerabile pensare che caschi il mondo se pareggiamo una partita. Quelli che criticano non sono atalantini“.

Quei record del Liverpool a cui l’Atalanta…

Sono quasi passate 24 ore, ma ancora l’emozione e la gioia dei tifosi atalantini non è scemata. E ci mancherebbe altro. Non capita tutti i giorni di vedere la Dea espugnare un tempio laico del calcio come Anfield Road. Tempio muto, d’accordo, a causa di questo maledetto Covid-19. Ma sempre di tempio si tratta e quindi ieri l’Atalanta ha messo nel suo album delle date da ricordare un’altra combinazione di giorno, mese e anno che resterà impressa per sempre nelle menti e nei cuori dei sostenitori nerazzurri.

Una data che però resterà impressa anche nelle menti e nei cuori dei calciatori e dei tifosi del Liverpool. Le due reti di Ilicic e di Gosens hanno infatti posto fine a determinati record che i Reds stavano costruendo.

Innanzitutto, il più importante che enfatizza ancor di più l’impresa compiuta dagli uomini di Gasperini. Anfield Road è stato violato dopo 64 partite ufficiali. L’ultima squadra capace di riuscirci era stato il Crystal Palace nell’aprile del 2017, imponendosi per 2-1.

Poi, per la terza volta nelle ultime tre stagioni, il Liverpool non riesce a segnare nel suo stadio in casa in Champions League. Le ultime squadre in grado di riuscirci erano state il Porto nel ritorno degli ottavi di Champions League 2017/2018 terminati 0-0 (ma all’andata i Reds avevano messo la qualificazione in ghiaccio imponendosi 5-0) e il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di Champions League 2018/2019, conclusisi sempre sullo 0-0 (poi gli inglesi avrebbero vinto in Germania per 3-1, dando il là alla cavalcata che li avrebbe visti conquistare la Coppa dalle Grandi Orecchie battendo il Tottenham in finale).

Infine, da quando Jurgen Klopp è il tecnico dei Reds, Liverpool-Atalanta 0-2 rappresenta la prima sconfitta interna in assoluto degli inglesi in Champions League nei 90 minuti. Lo scorso anno, l’Atletico Madrid violò Anfield Road nel ritorno degli ottavi imponendosi per 3-2, ma dovette far ricorso ai tempi supplementari.

Liverpool-Atalanta 0-2, l’editoriale – Sì, questa volta Gasperini ha imparato

Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo“. Quante volte abbiamo ascoltato questa massima da Gian Piero Gasperini? Tante. Eppure, dopo la scoppola interna per 5-0 di tre settimane fa in casa con il Liverpool, diversi tifosi dell’Atalanta si sono giustamente domandati: “Gasp, hai veramente imparato la lezione? Come accadde a Manchester col City lo scorso anno, hai concesso l’uno contro uno in difesa, mettendo a repentaglio la retroguardia contro attaccanti tecnicissimi e fortissimi. E 5 gol prendesti lo scorso anno, 5 gol hai preso dai Reds in casa“.

Un quesito pienamente legittimo e una critica assolutamente costruttiva posta al Vate di Grugliasco. E, da quanto si è visto ieri ad Anfield Road, quasi sicuramente è stato Gasperini stesso il critico più aspro di Gasperini. La formazione schierata ne è piena dimostrazione.

Un’Atalanta che ha giustamente rinunciato all’uno contro uno dietro, non inserendo dall’inizio nessuna punta di ruolo, con Ilicic e Gomez liberi di svariare su tutto il fronte offensivo e Pessina a fare il pendolare tra il centrocampo e la trequarti. In questo modo, la Dea non ha fornito alcun punto di riferimento in avanti al Liverpool e soprattutto ha creato una diga in mediana che ha retto pienamente alle – per la verità poche – avanzate inglesi.

Sì, lo possiamo scrivere chiaro e forte. Gasperini ha imparato. Gasperini ha capito che in certe occasioni rinunciare al proprio credo tattico è sinonimo di maturità e non di paura. Poi, certamente, avere, a differenza dall’andata, in campo Romero, De Roon, Gosens e Hateboer a pieno servizio ha dato una grande mano. Perché gli schemi tattici hanno la loro importanza, senz’altro. Ma senza gli adeguati calciatori a metterli in pratica, corrono il rischio di rimanere lettera morta.

Quando invece in campo c’era Diego Armando Maradona, non c’era schema che avesse potuto contenere la classe e l’estro di uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport meraviglioso, se non il più grande in assoluto. Sì, poi fuori dal terreno di gioco la sua condotta non è stata irreprensibile. Ma chi ama il rettangolo verde, non può non amare Maradona. E’ stato il Calcio, poche discussioni al riguardo.

Ieri l’Atalanta ha battuto una formazione inglese (emblema di una nazione che, per i motivi noti ai più, non aveva certo in simpatia il “Pibe de Oro“) con le reti siglate al 60′ e al 64′. 60′, come l’età terrena del fuoriclasse argentino, 64′, numero la cui somma delle cifre fa 10, il suo numero per eccellenza. Chiamatele, se volete, coincidenze. Lasciateci però la libertà di credere che non lo siano.

Gasperini: “La miglior vittoria di sempre come prestigio. L’Atalanta deve giocare senza stress”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della Dea in quel di Liverpool contro i Reds per 2-0, tratte da tuttomercatoweb.com.

Sulla vittoria: “Questo è un campo che tutti vedono come la storia del calcio. Non perdevano da 64 partite, forse è la migliore vittoria di sempre come prestigio. Ci deve dare la spinta, ci deve dare fiducia“.

Sulla novità tattica dovuta all’inserimento di Pessina: “L’inserimento di Pessina ha aiutato molto, col Papu e Ilicic abbiamo giocato parecchie partite. A volte abbiamo giocato coi tre, è una soluzione. Non è detto che sarà sempre così, per altre partite adotteremo altre soluzioni“.

Su Ilicic e Pessina: “Ilicic? Sono contento per lui, deve ritrovare la convizione di tornare in area. Ha ritrovato la fiducia, ha fatto tanti gol così. Questo gol è davvero molto importante. Pessina? Ha fatto bene ma trovatemene uno o due che hanno giocato male, tutti hanno fatto una partita unica. Non mi sento di fare una classifica“.

Sul discorso qualificazione: “La partita decisiva sarà con l’Ajax. Si dovrà vedere se avremo uno o due risultati a disposizione, abbiamo la qualificazione certa in Europa League. L’ambizione è quella di continuare in Champions, ci giocheremo tutto ad Amsterdam“.

Sugli obiettivi dell’Atalanta: “Deve giocare senza stress senza sentire le pressioni esterne. L’Atalanta deve trovare la soddisfazione a essere in questa competizione. L’unico grande rammarico è non viverlo vicino ai nostri tifosi. In tanti ci vogliono togliere la serenità“.

Su Maradona: “Dispiace. Ho vissuto da avversario il periodo migliore di Maradona“.

Champions League, il punto dopo la 4/a giornata

Questo il punto dopo la 4/a giornata del girone D di Champions League

Champions League 2020/2021, 4/a giornata, Girone D

Ajax – Midtjylland 4-0
Liverpool – Atalanta 0-2

Classifica
Liverpool 9 8 reti fatte 2 reti subite + 6 differenza reti
Ajax 7 punti 7 reti fatte 5 reti subite + 2 differenza reti
Atalanta 7 punti 8 reti fatte 7 reti subite + 1 differenza reti
Midtjylland 0 punti 2 reti fatte 11 reti subite -9 differenza reti

Liverpool-Atalanta 0-2, il tabellino

Il tabellino di Liverpool-Atalanta 0-2, 4/a giornata del girone D di Champions League 2020/2021, tratto da tuttosport.com.

LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; N. Williams, R. Williams, Matip (40′ st Minamino), Tsimikas (16′ st Robertson); Jones, Wijnaldum (16′ st Fabinho), Milner; Salah (16′ st Firmino), Origi (16′ st Diogo Jota), Mané. A disposizione: Adrian, Kelleher, Cain, Clarkson, Koumetio. Allenatore: Klopp

ATALANTA (3-5-2): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Hateboer, De Roon, Pessina (39′ st Miranchuk), Freuler, Gosens (30′ st Mojica); Ilicic (25′ st Zapata), Gomez. A disposizione: Rossi, Sportiello, Palomino, Lammers, Muriel, Piccini, Ruggeri, Scalvini, Panada. Allenatore: Gasperini

ARBITRO: Del Cerro Grande (Spagna)

MARCATORI: 15′ st Ilicic, 19′ st Gosens

NOTE: Ammoniti: Tsimikas (L), De Roon (A). Recupero: 1′ e 2



Klopp: “Atalanta ottima squadra, dimentichiamo l’andata”

La conferenza stampa della vigilia di Liverpool-Atalanta del tecnico dei Reds Jurgen Klopp, tratta da tuttomercatoweb.com.

Sulla partita: “Vero, se vinciamo domani passiamo il turno e ci risolviamo qualche problema per le partite successive, ma dobbiamo lavorare tantissimo, ma è duro e difficile giocare contro di loro“.

Sull’Atalanta: “Rappresenta una vera minaccia. Però a Bergamo abbiamo giocato molto bene, abbiamo fatto una prestazione eccezionale, tutto quello che poteva andare bene è andato bene. Sappiamo anche quella partita lì non ha niente a che vedere con quella di domani sera, ricominceremo da capo. L’Atalanta è un’ottima squadra, ha un modo particolare, dobbiamo fare molta attenzione. Mi aspetto di avere delle difficoltà“.

Sui singoli: “Salah? Si è allenato ieri, sta molto bene. Curtis Jones? Sta andando bene. Non sono molto sorpreso comunque, parlando dalla situazione agonistica. Abbiamo sempre saputo fosse un talento eccezionale. Tutti hanno capito quant’è bravo in potenziale, la cosa migliore è che quando sei in un ambiente, in una grande squadra, hai a fianco i migliori giocatori e tutti ti possono aiutare molto. Sta crescendo come giocatore e come persona, è una cosa fantastica. Quest’anno ha fatto un ulteriore passo in avanti“.

Sugli infortunati: ” Non ci sono altre notizie. Ci sono alcuni giocatori vicini al rientro, altri no, è inutile parlarne ora, non ne so quasi nulla“.

Sul poco tempo per allenarsi: “Quando abbiamo tempo di fare lavoro supplementare? Giochiamo o siamo in viaggio, non abbiamo un attimo per lavorare. Parlare di questi problemi in difesa… Abbiamo subito 7 gol contro l’Aston Villa, non ce lo dimenticheremo mai. Sappiamo difendere, pur con giocatori diversi in ruoli differenti. Dobbiamo continuare così, anzi, migliorare, perché ci rimangono solo tre partite in Champions, giocate solo 9 in Premier. A volte i giocatori devono adattarsi ai cambiamenti“.

Sul discorso Nazionali: “È una situazione normale, è sempre stato così, ha un impatto enorme, se n’è già parlato. Anche noi abbiamo la stessa situazione, non c’è nessun vantaggio per nessuna delle due. Per la prima volta abbiamo giocato domenica, non sabato come l’Atalanta, c’è un giorno di riposo in meno. Non siamo né io né lei che cambiamo le cose, l’Atalanta ha potuto allenarsi solo una volta e sappiamo che c’è stato un problema di questo genere. È difficile per noi e per loro“.

Atalanta, i convocati per la trasferta di Liverpool

L’Atalanta ha comunicato i convocati per la sfida di domani alle 21 a Liverpool contro la compagine guidata da Jurgen Klopp, valevole per la 4/a giornata del girone D della Champions League 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati. Rientrano Hateboer, Mojica, Muriel e Djimsiti assenti a Cesena contro lo Spezia, ma mancherà Mario Pasalic, fermato da un problema fisico, così come Depaoli. Assenti anche Caldara e Malinovskyi. Prima convocazione in Champions League per i giovani Scalvini e Panada. Questo l’elenco dei convocati:

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Djmsiti, Gosens, Hateboer, Mojica, Palomino, Piccini, Romero, Ruggeri, Scalvini, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Miranchuk, Panada, Pessina
ATTACCANTI: Gomez, Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Spezia-Atalanta 0-0, l’editoriale – Non va tutto bene, non va tutto male

Siamo tornati indietro di due anni e mezzo. Alzi la mano chi, al secondo gol divorato da Mario Pasalic, non ha rivisto i fantasmi di quella maledetta sera di fine agosto in quel di Copenaghen, quando il croato (in buona compagnia, allora) si mangiò un paio di reti, con la partita che terminò 0-0 e poi i danesi che ai rigori centrarono la qualificazione ai gironi di Europa League.

Questa volta non c’è stata la lotteria dei tiri dal dischetto, ma il punteggio è rimasto identico. Dal “Manuzzi” di Cesena, l’Atalanta porta via solo un punto nella sfida contro lo Spezia, salendo a quota 14 punti in classifica. Un pareggio che però non ha soddisfatto la maggioranza dei tifosi atalantini, convinti di fare un sol boccone delle Aquile. Vero, il rammarico c’è, ma non bisogna cedere alla tentazione di vedere solo “nero”. Perché, nonostante tutto, un po’ di azzurro c’è.

Innanzitutto, la classifica che è, aspettando gli impegni delle altre, ancora corta. Poi, le occasioni da rete create. Vero, l’Atalanta è ancora lontana parente di quella ammirata nelle prime tre giornate. Però non è neanche derelitta, perché una squadra derelitta non ti costruisce cinque limpide occasioni da gol e costringe il portiere avversario a diventare il migliore in campo. Per tacere della rete annullata (giustamente, la regola è questa, poche discussioni) a Gosens per quella spalla di Zapata in fuorigioco pizzicata dal VAR.

E poi lo scotto da pagare alle due grosse pietre a cui è legata la Dea 2020/2021: la mancata preparazione estiva che ancora sta riverberando tutte le sue conseguenze e gli impegni delle Nazionali che puntualmente consegnano a Gasperini alcuni calciatori solo alla vigilia della partita di ripresa. Tant’è vero che il tecnico ne ha saggiamente deciso di lasciarne a casa alcuni.

Quindi, questo punto così disprezzato potrebbe in un futuro prossimo diventare, chissà, benedetto. Anche perché vorremmo vedere Roma, Milan, Lazio e compagnia cantante in casa di questo Spezia che molti espertoni già vedevano in B alla vigilia del torneo e che invece darà filo da torcere a tutti, soprattutto ora che tornerà a casa sua, al “Picco”.

Poi, i singoli. Romero sempre di più leader difensivo di una squadra che in campionato negli ultimi 270 minuti ha subito solo 2 reti (una situazione del genere non accadeva dalla 29a alla 31a giornata dello scorso campionato, 0 reti al passivo con Napoli, Cagliari e Sampdoria). Pessina può essere più di Pasalic un’alternativa a Freuler in mediana, sperando che a gennaio la società riesca finalmente a trovare un centrocampista di ruolo.

Allora, non è che vada tutto così male. Però, ovviamente, non va tutto così bene. Sul banco degli imputati sale, purtroppo, ancora una volta Gasperini e la sua incomprensibile gestione dei cambi. Primo tempo, si fa male Depaoli (che, tra l’altro, non stava facendo male). Hateboer è a Zingonia, Piccini sarebbe il suo sostituto naturale. Peccato che lo sappiano anche i sassi della Val d’Aosta che l’ex Valencia è al rientro, non può avere tanto minutaggio nelle gambe e, soprattutto, non si è mai allenato in questi giorni con i tre titolari dell’attacco. Ergo, non sarebbe stato più saggio inserire Sutalo che già si era ben disimpegnato in quel ruolo a Crotone?

Come prevedibile, infatti, Piccini si è trovato ad essere un pesce fuor d’acqua e a metà secondo tempo era cotto. E poi, con un Ilicic che è apparso in crescita ma che nel secondo tempo è crollato fisicamente, non tenendo su un pallone, perché solo 8 minuti a Miranchuk? Il russo può rappresentare un valore aggiunto per quest’Atalanta, ma non può fare miracoli in un minutaggio così esiguo.

Vero, nel calcio esiste la riconoscenza e nessuno toglierà mai i meriti di tutto a Gasperini. Però la riconoscenza non fa punti in classifica. E il primo a saperlo è proprio il tecnico piemontese.

Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli