Ex Atalanta – Tissone riparte dalla Serie D

Dopo Maicon che, a 39 anni, ha firmato con il Sona, anche un altro volto noto della Serie A ripartirà dal campionato di Serie D. E si tratta di un ex atalantino.

Fernando Tissone, centrocampista classe 1986, 68 presenze e 6 reti con l’Atalanta tra il 2006 e il 2008, ha firmato un contratto con il Taranto, nobile decaduta militante nel girone H del massimo campionato nazionale dilettantistico. Fermo da più di un anno, l’ultima esperienza del “Tisso” era stata in Portogallo con il Nacional de Madeira, con il quale ha collezionato, nella stagione 2018-2019, 12 presenza in Primeira Liga.

Rio Ferdinand: “Diallo? Come Cristiano Ronaldo”

Amad Diallo? In alcune giocate mi ricorda Cristiano Ronaldo“. Parole non del primo che capita, ma di Rio Ferdinand, leggenda del Manchester United e della Nazionale Inglese.

Nel suo podcast Presents Five, Ferdinand si è soffermato sull’ex atalantino, fresco nuovo acquisto dei Red Devils, affermando che l’ivoriano gli ricorda il Cristiano Ronaldo che giunse allo United nel 2003. “Non voglio mettergli pressioni – ha dichiarato l’ex difensore inglese – ma Diallo davvero mi rammenta Ronaldo quando arrivò a Manchester. In alcune sue giocate mi ricorda il portoghese“.

Non solo elogi, però. Ferdinand ha indicato senza mezzi termini quale sia la strada da percorrere per Diallo. “Ha tutte le capacità per diventare un grande giocatore, ma dovrà mettersi a lavorare duramente“, ha chiosato.

Dybala il casus belli per Gomez alla Juventus?

Lesione di basso grado del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro e almeno 1 mese di stop. Questa la diagnosi per Paulo Dybala, attaccante argentino della Juventus infortunatosi nel corso della partita di domenica scorsa contro il Sassuolo.

Uno stop che è quello al momento più grave della sua stagione, ma non è certo l’unico della Joya, che ha dovuto saltare già la prima gara del campionato contro la Sampdoria per l’infortunio occorsogli nel ritorno degli ottavi di Champions League con il Lione dello scorso 7 agosto e anche la sfida contro il Parma per affaticamento muscolare.

Insomma, una fragilità fisica che sta preoccupando i dirigenti della Juventus. I quali, stando alle voci di Radio Mercato, potrebbero virare sul Papu Gomez per avere un’alternativa che sia subito pronta e affidabile. Il numero 10 dell’Atalanta oramai è separato in casa e si sta allenando con la Primavera di mister Brambilla, ma la società di Percassi non si smuove dalla richiesta di 10 milioni di euro cash.

Una cifra che la Juventus, allo stato attuale, non può permettersi di spendere e quindi si va sempre di più verso lo scambio con Bernardeschi come unica eventuale proposta bianconera. Da convincere, però, ci sarebbe l’ex viola che vorrebbe rimanere a Torino. Una classica situazione, insomma, da ultimi giorni di calcio mercato.

Scelta tecnica non accettata? La risposta del Papu su Instagram

Stavamo soffrendo, il Papu non ha voluto accettare di sacrificarsi per dar una mano a De Roon e Freuler. La sua esclusione è quindi solo una scelta tecnica.

Parole di Gian Piero Gasperini post Benevento-Atalanta. Parole alle quale il Papu Gomez ha risposto tramite Instagram. Una risposta affidata a una serie di video di Ajax-Atalanta nei quali si vede come spesso e volentieri l’argentino sia tornato a centrocampo a dar una mano ai compagni. Ennesima puntata, quindi, di questa telenovela tra il Vate di Grugliasco e il Papu.

Benevento-Atalanta 1-4, l’editoriale – Ilicic da Premio Strega

Il primo sorso affascina, il secondo Strega“. Era il periodo di Carosello, il programma che negli anni Sessanta e Settanta, vedeva diversi attori noti dell’epoca interpretare piccoli filmini con lo scopo di reclamizzare alcuni prodotti. Tra questi, il liquore Strega, ancora oggi vero e proprio vanto di Benevento, che prende il nome dalle tante leggende che vedono la città sannita centro della “stregoneria” italiana e che aveva raggiunto fama nazionale proprio grazie allo slogan inizialmente riportata.

Un liquore che, per volere di Guido Alberti, comproprietario della casa produttrice dello stesso (e poi futuro attore) dal 1947 dà anche il nome al più famoso premio letterario italiano. Premio destinato all’autore italiano del libro più interessante dell’anno. Un premio che, se avesse una sua metafora calcistica, sarebbe destinato a Josip Ilicic.

Ieri, nella terra delle Janare, a stregare gli occhi di tutti ci ha pensato il numero 72 dell’Atalanta. Una vittoria, quella della Dea a Benevento, che porta decisamente il suo marchio di fabbrica. Un gol (il primo), una rete propiziata (la seconda di Toloi) e un assist per il terzo gol, di Zapata. Questo solo per fermarsi ai meri dati statistici.

In aggiunta ai freddi numeri, una prestazione da vero e proprio leader della squadra. Cercato e trovato dai compagni, temuto dagli avversari con raddoppi della marcatura (qualche volta diventata anche tripla), Ilicic sembra davvero essersi definitivamente alle spalle il brutto periodo dell’estate scorsa. E l’assenza forzata di Gomez potrebbe avere anche responsabilizzato maggiormente.

Non è un caso, poi, che l’unico periodo di appannamento ieri dell’Atalanta a Benevento, ossia il primo quarto d’ora del secondo tempo nel quale gli Stregoni sono momentaneamente pervenuti al pareggio, sia coinciso con l’unico periodo della gara nel quale Ilicic si è “assentato” cambiando zona del campo. Tornato lo sloveno sull’esterno destro non c’è stata partita.

Quest’Atalanta, alla quinta vittoria in sette partite dopo la qualificazione agli ottavi di Champions League, si gode quindi il suo Josip ritrovato. Ma, volendo fare le pulci, un quesito si pone: bene il ritorno ad alti livelli dello sloveno, ma non è che l’Atalanta stia diventando Ilicic-dipendente? Saranno le prossime partite a dirimere questo dubbio.

Ah, sì, ci sarebbe anche Muriel che, entrando dalla panchina, ha nuovamente segnato con un gol stupendo. Ma questo evento sta quasi diventando una “non-notizia”. Sperando che resti tale fino alla fine della stagione.

Gasperini: “Contento per Ilicic, fatta un’ottima gara tutti. Gomez? Fuori per scelta tecnica”

La conferenza stampa di Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della sua Atalanta sul Benevento per 4-1

Sulla partita: “Fatico a trovare dei difetti. Fatta un’ottima gara e non era facile perché il Benevento veniva da ottimi risultati. Siamo stati ancora più bravi dopo aver subito il gol dell’1-1, volevamo vincere. Paura di non farcela sull’1-1? Il calcio è così, il rischio di abbattersi c’era, per questo siamo stati ancora più bravi. Abbiamo dato una risposta tecnica in quel momento della gara“.

Su Ilicic: “Sono molto contento per lui, è in un gran momento e tutti ne traiamo beneficio. Poi, non può giocare 90 minuti tutte le partite, quindi tendo a togliergli qualche minuto“.

Su Malinovskyi: “Ruslan è un titolare, come Muriel. Riesce subito ad entrare in gara ed è importante per noi“.

Sul momento della squadra: “Ce lo stiamo godendo. Si tratta di un momento favorevole sia come espressione di gioco che come risultati. Abbiamo la determinazione giusta in questo periodo“.

Sulla staffetta colombiana Zapata-Muriel: “Sono tutti e due multo utili, stanno segnando entrambi e va bene così

Sul Papu Gomez: “Qualche periodo fa stavamo soffrendo e in quel momento Gomez non si adattava. Il mio era sempre ed esclusivamente un motivo tecnico, vedevo che il centrocampo soffriva molto e ho fatto una scelta per aiutare di più De Roon e Freuler. L’abbiamo fatto anche in passato, solo che stavolta la decisione non è stata accettata“.

Benevento-Atalanta 1-4, il tabellino

Il tabellino di Benevento-Atalanta 1-4, tratto da calciomercato.com

Benevento (4-3-2-1): Montipò; Maggio, Glik, Barba, Foulon (45′ Pastina); Dabo (57′ Hetemaj), Schiattarella, Ionita (79′ Del Pinto); Improta, Sau (57′ Insigne); Lapadula (57′ Di Serio). All. Inzaghi

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Romero, Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler (87′ Depaoli), Gosens (72′ Mahele); Pessina (63′ Malinovskyi); Ilicic (87′ Miranchuk), Zapata (72′ Muriel). All. Gasperini

Marcatori: 30′ Ilicic (A), 50′ Sau (B), 69′ Gosens (A), 86′ Muriel (A)

Arbitro: Manganiello di Pinerolo

Ammoniti: 16′ De Roon (A), 24′ Foulon (B), 26′ Palomino (A), 53′ Lapadula (B), 56′ Dabo (B)

Atalanta, i convocati per Benevento

L’Atalanta ha diramato la lista dei convocati per la sfida di domani al Benevento, valida per la 17/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati. A parte gli epurati Papu Gomez e Piccini, è assente per infortunio Pasalic. Questo l’elenco completo dei convocati.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Depaoli, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Pessina, Malinovskyi, Miranchuk
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “16-17 calciatori mi bastano. Benevento? Partita difficile”

La conferenza stampa della vigilia di Benevento-Atalanta del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com

Sul Benevento: “Si tratta di una squadra veloce, è pericolosa anche sulle palle inattive. Dobbiamo essere pronti, abbiamo visto come gioca. Hanno vinto 6 partite, sono parecchie per una neopromossa. Stanno facendo un buon campionato, domenica ci sono stati diversi risultati a sorpresa in alto, c’è battaglia ed equilibrio in tutte le zone della classifica. Sarà una partita difficile“.

Su Pippo Inzaghi: “C’è stato un periodo in cui è venuto a trovarci due anni fa, ha una passione incredibile. Qualcuno che lo conosceva meglio non pensava che potesse diventare allenatore, ma lui ha il calcio nella testa. È partito forse molto in alto, ma ha avuto l’umiltà di andare in altre categorie per poi risalire“.

Sul momento attuale della squadra e della stagione: “Abbiamo fatto una buona striscia, ma è un campionato a eliminazione. Nessuna ha toppato, sembra il campionato di due anni fa, c’erano tante squadre appaiate, poi siamo riusciti a prendere il terzo posto. Oggi è un campionato più raccolto: siamo distanti dalla testa della classifica, ma siamo dentro al gruppo della Champions. Non ci poniamo un traguardo, dobbiamo cercare di scremare la situazione. Resteranno molte squadre vicino, poi ci possono essere squadre come l’Inter in grado di fare 8 risultati di fila e salire in testa. Quando arrivi in primavera parte la volata, l’importante è arrivare inseriti a quel punto della stagione. Si gioca un calcio a novembre-dicembre, poi a marzo se ne gioca un altro. In questo momento abbiamo l’equilibrio giusto, ma non è detto che sarà sempre così. Dipende dall’avversario o da altre condizioni. Bisogna sempre cercare qualcosa per poter riequilibrare la situazione, andiamo alla ricerca dell’inserimento di Malinovskyi, di quello di Miranchuk. Vedremo con Maehle, recuperando Pasalic ci sarà una soluzione in più in mezzo al campo. Non c’è mai nulla di statico“.

Sul turnover: “Guardo il momento e la situazione, Palomino ad esempio sta molto meglio. Poi ci sono determinate situazioni come infortuni o squalifiche, gli incontri ravvicinati possono pesare, come le caratteristiche dell’avversario. Abbiamo fatto dei cambi anche a partita in corso. Con i 5 cambi il turnover lo fai in partita“.

Sul mercato: “Se serve un centrocampista? C’è una società che opera sul mercato, le domande vanno fatte a loro. Noi in questo momento stiamo cercando di recuperare Pasalic, oggi c’è un po’ di apprensione su Muriel, si trascina un piccolo problema muscolare. Siamo sufficientemente attrezzati sulla stagione, per il resto è tutto migliorabile, il mercato ti dà sempre l’opportunità di migliorarti. Non sono mai per chiudere prima o alla ricerca di mettere dentro giocatori per forza fino all’ultimo giorno di mercato. Mi piace che Maehle sia arrivato prima, poi non si sa cosa può accadere“.

Sulla rosa: “A gennaio ci sono tante partite, c’è qualche esubero soltanto sugli esterni. Non devono mai succedere infortuni, se togli qualche giocatore in esubero rischi. Alla fine saremo giusti, non capisco la necessità di avere 28 giocatori. È una cosa che continuo a non capire, anche se non si può avere una rosa insufficiente. Adesso andiamo avanti, poi c’è ancora tempo. Un ragazzo come Sutalo avrebbe bisogno di giocare, può fare bene. Ha bisogno di giocare per crescere, poi non so se arriverà o meno una società che lo vuole. Se lui gioca può rientrare nell’Atalanta. Non ho tutto quello spazio, non ho voglia e volontà di regalare spazio a tutti. Mi bastano 16-17 giocatori, ma noi abbiamo bisogno di fare risultati“.

Sui singoli: “Miranchuk? Non ha le caratteristiche di un attaccante come Ilicic, bisogna sempre cercare l’adattamento migliore per quel tipo di giocatore. Ilicic? Josip si è arrabbiato perché voleva fare gol domenica, ma quando fa assist va bene lo stesso. Maehle? L’inserimento non è mai immediato, ma già da uno spezzone puoi capire qualcosa“.

Sugli indisponibili: “Pasalic inizierà lunedì ad allenarsi con la squadra. Muriel verrà con noi, ma è in dubbio“.

Sugli impegni ravvicinati: “Ora dobbiamo giocare ogni tre giorni. Preferirei avere una settimana o 4-5 giorni per poter recuperare giocatori. È così un po’ per tutti, dunque va bene così. La prossima settima dobbiamo giocare con Genoa, Udinese e Milan. L’anticipo, col recupero in mezzo, diventa eccessivo. Andava bene non giocare a Udine in quel momento, poi c’è il rovescio della medaglia. È frutto di questa stagione, dobbiamo adattarci. Il trend positivo o negativo passa anche da queste cose“.

Commisso, lo zio d’America che risolve il dilemma Papu Gomez?

Due cose sono note oramai anche ai sassi della Val d’Aosta riguardo la vicenda Papu Gomez: 1) Percassi non lo cederà a meno di 10 milioni di euro; 2) l’argentino preferirebbe una destinazione vicino Bergamo, dicasi Inter o Milan.

Per quanto riguarda l’opzione 2), ci sarebbe un problema non da poco, però. E concerne le potenzialità economiche delle due società milanesi. Per diversi motivi, né la Beneamata, né il Diavolo possono sborsare la cifra richiesta dal Presidente dell’Atalanta. L’Inter avrebbe proposto contropartite tecniche che però non soddisfano la Dea, il Milan accoglierebbe l’argentino solo se riuscisse a liberarsi gratis, ipotesi al momento alquanto irrealistica.

Per la possibilità 1), invece, ci sarebbe una soluzione. Che ha il nome e cognome di Rocco Commisso. Il Presidente della Fiorentina avrebbe desiderio di regalare a Prandelli un colpo per alzare il tasso tecnico della squadra, indebolito dall’infortunio di Ribery e dal mancato inserimento di Callejon negli schemi dei viola. Un acquisto che servirebbe anche per calmare la piazza, che sta rumoreggiando a causa di un torneo che fino a questo momento non si può certo definire soddisfacente.

Gomez però avrebbe intenzione di lasciare Bergamo, intendendo proprio la città, ora? Staremo a vedere.