Quando un insegnante incontra uno studente che rappresenta un canonico caso di “può fare, ma non si applica“, può mettere in atto diverse strategie per cercare di ricondurlo sulla retta via.
Tra le tante, anche l’incoraggiamento e l’enfatizzazione degli aspetti positivi del discente, con la malcelata speranza che, prima o poi, possa mettere la testa a posto impegnandosi, spinto dal clima di positività, a colmare le lacune. Quando però si nota che un atteggiamento del genere non porta a buon fine, l’insegnante è costretto a cambiare registro e a sottolineare il comportamento non certo irreprensibile del discente con l’unica arma a sua disposizione: il brutto voto.
Ecco spiegato, quindi, il 4 in pagella al mercato invernale 2021 dell’Atalanta. Un voto che potrebbe sembrare eccessivamente negativo e, per qualcuno, totalmente irrealistico. Ma ragioniamo. L’operazione Gomez in uscita è stata gestita alla perfezione. L’Atalanta non si è piegata all’illogica richiesta dell’argentino di liberarsi gratis, né ha rinforzato una diretta concorrente in Italia, ma ha incassato quasi quanto sperato cedendo il Papu al Siviglia, quindi all’estero. Né si poteva pretendere di trovare a gennaio un giocatore di pari valore tecnico, perché ovviamente d’inverno chi ha i buoni giocatori se li tiene e per liberarsene, ne duplica o triplica la valutazione.
Bene anche l’ingaggio di Maehle, l’esterno che è l’erede di Timothy Castagne, capace di giocare su entrambe le fasce e che già sembrerebbe essersi adattato ai dettami di Gasperini. Un ingaggio però avvenuto colpevolmente con 6 mesi di ritardo, considerate le bocciature di Mojica, Piccini e Depaoli.
Ecco, magari almeno quest’ultimo – e siamo alla prima nota dolente – poteva essere tenuto quantomeno in rosa. Nel mese di dicembre, nelle rarissime volte in cui è stato impiegato, Depaoli non è dispiaciuto. Ora invece, nella batteria degli esterni, è stato inserito il pur bravo Matteo Ruggeri come quarto. Il ragazzo di San Giovanni Bianco rappresenterà – ce lo auguriamo tutti – il futuro dell’Atalanta ma ricordiamoci che (almeno attualmente) non siamo più la Dea che si salva a marzo-aprile e può sfruttare le ultime partite di campionato senza obiettivi per mettere in mostra i gioielli di Zingonia. No, quest’anno ci sarà da lottare fino all’ultima giornata punto a punto e quindi la pressione si farà sentire e magari uno più esperto sarebbe stato utile.
Ma l’errore da matita blu della dirigenza sul mercato è stato, per l’ennesima volta, l’assenza dell’ingaggio di un centrocampista di ruolo capace di costituire un’alternativa per De Roon e Freuler. Un errore imperdonabile. Eppure, questa stagione ha dimostrato come l’Atalanta soffra terribilmente senza il suo Capitan Futuro olandese. Quattro partite senza De Roon in campionato e in Champions, con un bilancio di una vittoria sofferta contro il Crotone, due pareggi altrettanto sofferti con Inter e Ajax, il capitombolo interno con il Liverpool.
E anche quando in Coppa Italia, con Cagliari e Lazio, l’olandese era stato inizialmente risparmiato, Gasperini ha dovuto forzatamente buttarlo nella mischia affinché raddrizzasse le pieghe non certo positive che stavano prendendo queste partite.
Possibile che tra A, B ed estero non ci sia stato un profilo del genere immediatamente pronto? Conoscendo Giovanni Sartori, impossibile che non ci abbia pensato. Alt! So che state urlando: “Kovalenko! Pezzo di imb******, è arrivato Kovalenko!“. Sì, so che è arrivato Kovalenko con 6 mesi d’anticipo.
Ma ci sono due problemini: 1) Kovalenko arriva dall’Est Europa e sappiamo come i calciatori di questo tipo non si ambientino subito (e lo dovreste sapere anche voi, con Miranchuk e Malinovskyi in rosa); 2) L’ucraino sarà anche un bravissimo calciatore (ce lo auguriamo tutti), ma è un trequartista. Cioè un doppione di Pasalic e Pessina, niente di più niente di meno. E come accade a Supermario e a Matteo, che quando giocano a centrocampo spariscono puntualmente dai radar, difficile ipotizzare che non capiti la stessa medesima situazione a Kovalenko.
Non ci rimane che affidarci a Vate Gasp, che magari riuscirà a trasformare l’ucraino nel nuovo Rijkaard. Anche se bisognerà affidarsi anche a Lassù, nello sperare che a De Roon e a Freuler non accada nulla. Perché poi vi vorrei vedere se col Real Madrid dovesse entrare forzatamente Gyabuaa (così come con il PSG entrò forzatamente Da Riva). In quel caso, come la metteremo nome?
