Hateboer in Olanda, rischio operazione?

Hans Hateboer sarebbe in Olanda per un consulto medico per l’infortunio al metatarso del piede sinistro. Queste sono le indiscrezioni che filtrano da Zingonia.

L’esterno destro nerazzurro è fermo ai box dalla vittoria della Dea a San Siro contro il Milan per 3-0 dello scorso 23 gennaio a causa di questo fastidiosissimo problema. Si deciderà in questi giorni se optare per l’intervento chirurgico oppure per una terapia conservativa.

Nel primo caso, la stagione di Hateboer potrebbe considerarsi conclusa. Nel secondo, l’esterno olandese potrebbe rivedere il campo solo ad aprile inoltrato. Si attendono sviluppi.

Caos tamponi, cosa rischia la Lazio

E’ oramai notizia di ieri che la Lazio sia come società sia nelle sue principali figure, il presidente Claudio Lotito, il direttore sanitario Ivo Pulcini e il medico sociale Fabio Rodia, è stata deferita dal Procuratore Federale della FIGC Giuseppe Chiné per aver schierato in distinta nelle gare di campionato contro Torino (Torino-Lazio 3-4, 1/11/2020) e Juventus (Lazio-Juventus 1-1, 8/11/2020) calciatori positivi al tampone per diagnosticare la presenza del Covid-19.

Alla società biancoceleste sono contestate le violazioni dell’art.4 del Codice di Giustizia Sportiva, dell’art. 44 comma 1 delle NOIF della FIGC e dell’inosservanza del protocollo anti Covid-19 firmato l’1 settembre 2020. Secondo il Corriere dello Sport, la Lazio potrebbe rischiare non solo le sconfitte a tavolino nelle partite considerate (che priverebbe i biancocelesti di 4 punti in classifica) ma anche una considerevole penalizzazione.

Una situazione che comprometterebbe la corsa europea della compagine di Lotito. L’Atalanta, diretta concorrente dei biancocelesti, assiste interessata alla vicenda.

Atalanta, ripresa degli allenamenti verso il Napoli. Azzurri, fuori anche Petagna

Trascorso un giorno di riposo, l’Atalanta ha ripreso gli allenamenti per preparare la sfida di campionato contro il Napoli di domenica prossima alle 18. Tutti in gruppo nella formazione di Gasperini, eccezion fatta per Hateboer fermo ai box. Domani è previsto a Zingonia un allenamento mattutino.

Frattanto, continuano i problemi in casa Napoli. Oltre Lozano, domenica mancherà anche Petagna. L’attaccante partenopeo, ex di turno, sarà fermo ai box almeno per tre settimane a causa di una distrazione del retto femorale destro.

Cagliari-Atalanta 0-1, l’editoriale – Muriel, la semplicità del calcio

Il plotone d’esecuzione era già pronto per uscire nel piazzale. Dopo la sconfitta con la Lazio e la clamorosa rimonta subita dal Torino, l’Atalanta stava per compiere un altro mezzo passo falso nella sua corsa verso le altissime posizioni della classifica.

Lo 0-0 contro il Cagliari avrebbe significato 2 punti persi da Roma e Napoli e 2 punti guadagnati dal Sassuolo nei confronti dei nerazzurri, con Gasperini al muro per il troppo turnover messo in campo alla Sardegna Arena. Nelle canne dei fucili ci sarebbero state poi altre critiche del tipo “Pessina che non rende a centrocampo come sulla trequarti“, “Sutalo non può giocare esterno destro quando si è obbligati a vincere“, “Ilicic quando è svogliato è un peso“.

Invece, proprio quando pareva essere tutto pronto per una settimana di polemiche, ci ha pensato un quasi trentenne colombiano che quando entra in campo è più letale della “ciabatta della mamma” (citazione della pagina Facebook “Chiamarsi Bomber“).

Già, si possono fare tutte le elucubrazioni mentali che si vogliono sul calcio, ma tutte cadono quando si ha a disposizione un calciatore come Luis Muriel. Una sua perla ieri ha tolto le castagne dal fuoco al 90′ all’Atalanta, la sua tredicesima perla stagionale, la quinta da subentrante.

Una rete dove Muriel ha dimostrato – semmai ce ne fosse stato ancora bisogno – la sua indubbia tecnica. Dribbling a un paio di avversari e staffilata imprendibile per Cragno, un gol eccezionale.

Un gol che vale 3 punti di platino per la classifica dell’Atalanta, che finalmente ha una settimana piena per preparare un impegno importante come lo scontro diretto in campionato contro il Napoli. Un gol che dimostra una verità inconfutabile: tutte le discussioni sul calcio cessano dinanzi alla tecnica e alla classe dei protagonisti in campo. E Luis Muriel è uno di questi.

Gasperini: “Partita incanalata verso il pari, risolta da una grande giocata”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua squadra a Cagliari per 1-0.

Sulla partita: “Gara incanalata sul pareggio, risolta da una grande giocata. Noi comunque nel secondo tempo abbiamo costruito occasioni che avremmo potuto realizzare, poi l’abbiamo risolta nel finale con un gran gesto tecnico. Comunque sono tre punti importanti per il campionato“.

Sul Cagliari: “Una squadra che sta attraversando un momento difficile, ma che ha tutte la capacità di rialzarsi. Capisco il loro dispiacere, oggi ha giocato come fosse l’ultima spiaggia anche se non sono assolutamente convinto che siano all’ultima spiaggia. Hanno lottato strenuamente e ci hanno reso la vita difficile“.

Sul Napoli, prossimo avversario
: “Oramai noi e il Napoli dovremmo fare un torneo a parte per le volte che ci incontriamo. Sarà una sfida tra squadre che hanno gli stessi punti in classifica, siamo tutte e due in zona Champions, in alta classifica è un bel campionato“.

Sul torneo di Serie A
: “Abbiamo finalmente superato il tour de force della Coppa Italia, finale a parte che sarà a maggio. Ora possiamo avere la testa solo sul campionato. Il Real Madrid? Partita che si prepara da sola“.

Cagliari-Atalanta 0-1, il tabellino

Il tabellino di Cagliari-Atalanta 0-1, tratto da calcionews24.com

CAGLIARI (3-4-2-1): Cragno; Walukiewicz (90′ Cerri), Godin, Rugani; Zappa, Nandez, Marin (85′ Deiola), Lykogiannis; Nainggolan (79′ Duncan), Joao Pedro; Simeone (79′ Pavoletti).
A disposizione: Aresti, Vicario; Tripaldelli, Calabresi, Asamoah, Carboni; Tramoni, Pereiro.
Allenatore: Di Francesco.

ATALANTA (3-4-1-2): Sportiello; Djimsiti, Romero, Palomino; Sutalo (62′ Maelhe), Pessina (46′ De Roon), Freuler, Gosens; Pasalic (46′ Mirancuk); Ilicic (69′ Muriel), D. Zapata (85′ Malinovsky).
A disposizione: Rossi, Gollini, Lammers, Caldara, Kovalenko, Ruggeri.
Allenatore:
 Gasperini.

MARCATORI: 90′ Muriel (A)

AMMONITI: 8′ Walukiewicz (C), 44′ Romero (A), 60′ Rugani (C), 68′ Ilicic (A), 69′ Lykogiannis (C), 88′ De Roon (A).

ARBITRO: Piccinini di Forlì

Atalanta, i convocati per il Cagliari

L’Atalanta ha comunicato i convocati per la sfida di domani al Cagliari, valevole per la 22/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 22 i calciatori chiamati. Assenti lo squalificato Toloi e l’infortunato Hateboer. Presente Maehle. Questo l’elenco completo dei convocati.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “Troppe aspettative su di noi. Hateboer non recupera per il Real. Kovalenko? Per me è centrocampista”

La conferenza stampa dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, alla vigilia dell’impegno di campionato in quel di Cagliari, tratta da tuttomercatoweb.com

Sul momento della squadra
: “La soddisfazione di essere arrivati in finale è tanta, era un obiettivo su cui siamo stati sempre concentrati. Non era facile raggiungerlo, abbiamo superato ostacoli difficili con Lazio e Napoli. L’essere arrivati in finale ci dà una grande soddisfazione, ma anche la garanzia di avere un obiettivo forte su cui concentrarci. Ora possiamo pensare al campionato, ci siamo presentati in alcuni appuntamenti determinanti che ci hanno fatto pagare qualcosa in campionato, ora possiamo concentrare le nostre energie anche sul campionato. Poi il Real Madrid si presenta da solo. La serie A è molto lunga, siamo rimasti agganciati al gruppo. Dovremo essere bravi a partire da domani, sarà una gara difficile“.

Sulla dimostrazione di affetto dei tifosi alla vigilia della semifinale: “Non eravamo abituati, c’era un po’ di preoccupazione per la gente anche per via delle regole. Abbiamo perso la dimensione del pubblico, non sappiamo più qual è la reazione della gente. La percepiamo solo attraverso a quello che si scrive, spesso abbastanza distorto e eccessivamente polemico. Era la prima volta che vedevamo tutto questo entusiasmo. Speriamo di tornare presto col pubblico negli stadi, ma la situazione attuale ha stravolto tutto. Senza il pubblico vale tutto molto meno, speriamo che almeno per la finale ci possa essere un po’ di gente. Non dipende chiaramente da noi, ce lo possiamo augurare“.

Sui cali di tensione
: “Secondo me è fisiologico, lo hanno avuto tutte le squadre, a parte il cammino straordinario del Milan. Tutti attraversano un periodo simile, pensare di fare 13 partite sempre al meglio è complicato, gli avversari sono agguerriti. Abbiamo fatto delle partite, quelle in cui siamo inciampate, con squadre che non hanno avuto quel quantitativo di partite. Una classifica da settimo posto sembra una delusione, viaggia un po’ controcorrente. Ci vogliono caricare, ma noi siamo una squadra molto serena. Cerchiamo sempre di rimboccarci le maniche per fare il nostro percorso, ora sarà un po’ più lineare e cercheremo di avere più continuità per recuperare qualche cosa. Gli obiettivi importanti li abbiamo centrati“.

Sugli indisponibili: “Sutalo doveva giocare col Torino, poi alla vigilia calciando in terra si era procurato una contusione. Pensavamo ci volesse più tempo, ma nel giro di pochi giorni è migliorato. È arrivato come difensore centrale, poi ha giocato bene esterno. Lo fa anche in under 21, c’era solo questo problema fisico. Maehle, invece, non era nella condizione di giocare. Ha un taglio sul collo del piede, ha un dolore nel momento del calciare. Si è procurato un taglio sul collo del piede. Ora ha tolto i punti. Ieri stava meglio, da un giorno all’altro ci sono miglioramenti. In conclusione, abbiamo recuperato un po’ tutti, mancano solo gli squalificati“.

Sul Cagliari: “Di solito di mezzo ci va sempre l’allenatore, ma la società ha valutato le capacità di Di Francesco. Si conosco bene, hanno fiducia in questo allenatore. Secondo me è un bel segnale avergli rinnovato il contratto“.

Sui singoli: “Pessina? Sul giocatore avete già detto tantissimo voi, a me fa piacere per il giocatore. Lui si sta imponendo bene, ha fatto due gol. Se ci dà gol in più tutti possiamo trarne qualcosa in più. Abbiamo un bel numero di giocatori in quel ruolo, abbiamo un certo equilibrio. Poi gli altri potranno darci qualcosa in più. Zapata? Duvan non ha saltato una partita, magari ha fatto degli spezzoni o è uscito. Ma è sempre stato presente, ha delle caratteristiche importanti. Non sempre può essere al top, ma il suo utilizzo è sempre utile. Poi l’altra sera è stato determinante, ha fatto un gol un po’ fuori dai suoi schemi. Lui è sempre così, è sempre molto sereno. Ma anche Muriel. Non hanno mai problemi, ma sul suo impegno e sul suo attaccamento non ci sono dubbi. Verso questi atteggiamenti sei sempre propenso, poi i gol e gli assist sono fondamentali. Non mi soffermo mai su una prestazione, ma l’atteggiamento è sempre importante. Quando entra dalla panchina rende di meno? Rispetto a Muriel, sì, ma qualche vola ha fatto bene anche subentrando. Kovalenko? Era fermo da dicembre. Sull’aspetto atletico ha qualche difficoltà, ma sta lavorando molto in queste due settimane. Tecnicamente è un giocatore valido, lo scopriremo. Indubbiamente è un centrocampista, non credo sia così offensivo. Fa tutte e due le fasi, ci fa più comodo come centrocampista. Non abbiamo avuto il tempo di utilizzarlo in un’amichevole, speriamo la prossima settimana di provarlo a campo intero. De Roon e Freuler? Quando loro sono in campo sto tranquillo, devo avere di cercare la squadra migliore possibile. Le altre cose vanno conquistate, poi se ci sono infortuni è diverso. Malinovskyi? Stiamo facendo un po’ di casino perché ci sono sempre tanti giocatori e mi chiedete sempre di chi gioca meno. È un problema che abbiamo creato noi e che a volte stravolge la realtà del campo. Noi cercheremo di andare in campo con chi dà il massimo, chi sta fuori è perché gioca chi dà di più. Tutta questa giostra distoglie sempre un po’, c’è sempre una speranza nella prospettiva. Noi dobbiamo fare risultati e punti adesso, dobbiamo cercare di arrivare agli obiettivi. Non è più negli obiettivi ragionare in prospettiva, ma pensiamo al presente“.

Atalanta-Napoli 3-1 (Coppa Italia), l’editoriale – Pessina, l’equilibratore con qualità che fa sorgere un dubbio. E due paroline a “mamma RAI”

Per tutto il mondo, la sigla “PES” significa il famoso videogioco di calcio (PES è acronimo di Pro Evolution Soccer) prodotto da Konami che da anni contende a FIFA di Electronic Arts il ruolo di numero uno tra le piattaforme virtuali che riproducono lo sport più diffuso del mondo.

Per tutto il mondo, tranne a Bergamo. Sotto le Mura Venete, PES è semplicemente il semplice soprannome di Matteo Pessina, la scoperta più bella dell’Atalanta 2020/2021.

Una scoperta che ieri ha trascinato la Dea alla sua quinta finale di Coppa Italia della storia (appuntamento il 19 maggio contro la Juventus, probabilmente a Milano), grazie alla doppietta nella semifinale di ieri contro il Napoli, vinta dalla banda Gasperini per 3-1.

Fino a ora, il monzese classe 1997 era stato ricoperto di elogi per un altro motivo. Rispetto al Papu Gomez, del quale ha raccolto la pesante eredità dal punto di vista della posizione, garantiva più equilibrio nel delicato compito di raccordo tra la fase di costruzione e quella offensiva. Tant’è vero che è diventato, per gli addetti ai lavori, l'”equilibratore” dell’Atalanta.

Ieri non solo Pessina ha confermato di saper applicare questo ruolo, ma ha dimostrato comunque di avere prodromi di buona qualità tecnica. Se non sei uno che è capace di dare del “tu” al pallone, lo slalom speciale con i difensori del Napoli nella funzione di paletti e il tocco sotto a beffare Ospina in uscita, non lo riesci a fare.

Intendiamoci, dal punto di vista tecnico il Papu resta superiore a Pessina. Ma, sottolineiamolo con forza, solo per ora. All’età del nostro numero 32, l’argentino stava vivendo la prima delle sue tre stagioni a Catania. Dimostrando di avere buone doti, ma era ancora un lontanissimo parente dell’attuale “tuttocampista”. Quindi, se Gomez ha avuto un’evoluzione importante, perché non la può avere Pessina? Nel post partita, Gasperini ha battuto l’accento più volte proprio su questo punto.

Tant’è vero che un dubbio sorge spontaneo. E se la cessione del Papu fosse dovuta esclusivamente a un motivo tecnico e non (almeno non solo) a motivi disciplinari? L’argentino ha speso parole al miele nei confronti della società e di Gasperini nel famoso video realizzato nel giorno del suo addio, ieri sui social ha messo i “mi piace” a tutti i post realizzati dall’Atalanta per celebrare la finale. Vuoi vedere che, alla fin fine, le parti in causa si sono lasciate in buoni rapporti?

Da un dubbio a una certezza. Ieri, a “mamma RAI”, la qualificazione in finale dell’Atalanta non è andata proprio giù. Chiaro, l’ennesima finale Juventus-Napoli avrebbe portato ben altri ascolti rispetto a Juventus-Atalanta. Ed ecco spiegato perché ieri De Capitani in telecronaca pareva un incrocio tra Alvino e Auriemma (storici telecronisti faziosi partenopei), cianciando di un “ottimo Napoli nel secondo tempo” (obiettivamente, a parte il forcing dei primi 10 minuti della ripresa nella quale Lozano aveva riaperto il match e il grande intervento di Gollini su Osimhen, la squadra di Gattuso non è pervenuta), fino ad arrivare al lapsus freudiano, con l’urlo “Osimhen” quando Pessina stava depositando in rete il punto del 3-1.

Poi, nel dopo partita, la perla finale con la faccia da….di Marco Lollobrigida che prova a provocare Gasperini sul Papu Gomez, che l’ospite Teotino ha dato erroneamente già in finale di Coppa del Re (quando il Siviglia ha vinto solo la semifinale d’andata, battendo 2-0 il Barcellona). Il tecnico di Grugliasco, però, ha saggiamente percepito la trappola mediatica, rispedendola col sorriso al mittente.

Tranne pochi professionisti con la P maiuscola (Bisantis, Bizzotto, Bragagna, Repice, Volpi, non ce ne vengono in mente altri), la qualità dei giornalisti sportivi RAI è decisamente scaduta negli ultimi anni. Ma forse è una qualità che rispecchia la cultura e l’intelligenza della maggior parte degli italiani. Tendenti decisamente al basso.