Analizzare la vittoria dell’Inter sull’Atalanta per 1-0 di ieri è un esercizio di una facilità estrema. Una partita di quelle canoniche indirizzate sullo 0-0 che poteva essere risolta solamente da un episodio su palla inattiva, poiché le fasi difensive di entrambe le compagini hanno annullato le rispettive fasi offensive.
Nel primo tempo, l’Atalanta ha avuto gli episodi su palla inattiva con Zapata e Toloi, ma la bravura di Handanovic unita a un gran bel pizzico di fortuna li hanno resi vani. Cosa non accaduto, purtroppo, nel secondo tempo, con l’unico tiro in porta dell’Inter, quello di Skriniar, avvenuto sugli sviluppi di un calcio d’angolo, terminato alle spalle di Sportiello.
Una partita che comunque lascia diverse consapevolezze, ad entrambe le formazioni. Vediamole brevemente.
1) La consapevolezza che l’Atalanta siede con merito al tavolo delle grandi. Delle squadre uscite sconfitte da San Siro sponda interista in campionato, la Dea è sicuramente quella che ha fatto meglio e che ha costretto (ribadiamo, costretto) l’Inter a impostare una partita catenacciara.
2) La consapevolezza che il catenaccio non è una bestemmia e può e deve essere adottato quanto occorre. L’Inter ne aveva necessità ieri sera ed è stata brava a volerlo utilizzare.
3) La consapevolezza che, se vinci una partita in questo modo, poco da dire, è il tuo anno per lo scudetto. Auguri all’Inter Campione d’Italia 2020/2021.
4) La consapevolezza che, se il Milan ha reagito brillantemente alla sconfitta nel derby ed è difficile pensare che la Juventus possa completamente sbracare in campionato, la lotta per il quarto posto dell’Atalanta è ristretta con le due romane e il Napoli.
5) La consapevolezza che, se siamo in uno stato di diritto e non nel paese del Marchese del Grillo, una delle due romane (quella con la maglia biancoceleste) debba giocoforza avere qualche punto di penalizzazione per il caos tamponi (in realtà, carte alla mano, dovrebbe essere declassata all’ultimo posto, ma non vorremmo chiedere troppo).
6) La consapevolezza che il turno è stato positivo, dato che Verona e Sassuolo hanno perso. Perché l’Atalanta deve sempre prima guardarsi alle spalle e difendere il suo piazzamento europeo, arrivando il prima possibile a quota 60 punti.
7) La consapevolezza che la nostra kriptonite si chiama “pullman”, perché l’unico mezzo che hanno le squadre avversarie per fermarci, che si chiamino Inter o Udinese, è creare la densità nella propria trequarti.
8) La consapevolezza che Gasperini debba inventarsi un altro capolavoro per capire come creare il grimaldello adatto per scardinare le porte di tutti i pullman del mondo.
9) La consapevolezza che l’Atalanta è forte e se la può andare a giocare senza paura e senza pressioni a Valdebenas, mentre quell’altra squadra romana, sempre quella con la maglia biancoceleste, andrà a Monaco di Baviera in gita premio.
10) La consapevolezza che ci siano tante finali da qui in avanti. Ma quella con la “F” maiuscola ci aspetta il 19 maggio.
Gasperini: “Spiace solo per il risultato, contento della prestazione, ne usciamo più consapevoli. Inter? Si vede che è il loro anno”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua squadra con l’Inter per 1-0, rilasciate ai microfoni di Sky.
Sulla partita: “Spiace solo per il risultato, ma sono contento della prestazione. Abbiamo perso per un episodio, mentre nel primo tempo siamo stati noi a non sfruttare due palle clamorose su calcio d’angolo. La sconfitta ci va stretta. Siamo stati bravi a non concedere contropiede e a rimanere equilibrati una volta sotto. Usciamo comunque bene da questa partita, con più convinzione e con quella giusta arrabbiatura“.
Sull’aver costretto l’Inter a giocare bassa: “Quando una squadra gioca così bassa, non puoi presentarti da sola davanti al portiere ma devi sfruttare le poche occasioni che ti concede. Poi, passati in svantaggio, o sei abile nello stretto o ti affidi ai cross“.
Sull’Inter e lo scudetto: “Se vincono queste partite così, allora è il loro anno“.
Su Zapata: “Non sarebbe uscito se non si fosse fatto male, speriamo nulla di grave“.
Su una frase da lui pronunciata in gara: “Ho detto che non mi piaceva questo atteggiamento? Non potete (rivolto al giornalista, ndr) estrapolare una frase da un discorso più lungo e pronunciato in chissà quale momento. Ripeto, sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi“.
Inter-Atalanta 1-0, il tabellino
Il tabellino di Inter-Atalanta 1-0, tratto da calcionews24.com
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi (dall’85’ D’Ambrosio ), Barella , Brozovic (dal 77′ Gagliardini), Vidal (dal 53′ Eriksen), Perisic (dall’85’ Darmian); Lautaro (dal 77′ Sanchez), Lukaku. All.Antonio Conte.
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Romero, Djimsiti (dall’81’ Palomino); Maehle, de Roon, Freuler (dall’81’ Pasalic ), Gosens; Malinovskyi (dal 46′ Ilicic), Pessina (dal 73′ Miranchuk); Zapata (dal 70′ Muriel). All. Gian Piero Gasperini.
MARCATORE: 54′ Skriniar (I)
ARBITRO: Maurizio Mariani di Aprilia.
AMMONITI: Antonio Conte (all. I), Romero (A).
Atalanta, i convocati per l’Inter
L’Atalanta ha reso noti i convocati per la sfida di domani sera (fischio d’inizio ore 20:45) a Milano contro la capolista Inter. Sono 23 i calciatori chiamati. Assenti i soli Hateboer e Sutalo, rispetto al Crotone rientrano Kovalenko, Lammers e De Roon, che ha scontato la squalifica. Presente anche il primavera Ghislandi. Questo l’elenco completo dei convocati.
PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Ghislandi, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata
Gasperini: “Duelli individuali? Sarà Inter-Atalanta. Milanesi candidati allo scudetto. Pressioni? Giochiamo per noi”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia di Inter-Atalanta, tratte da tuttomercatoweb.com.
Sulla partita: “Ma domani il match ci potrà dire molto sulle nostre condizioni. Incontriamo una squadra meritatamente prima in classifica, hanno cambiato marcia nelle ultime settimane e hanno preso un buon margine sulla Juventus. È sicuramente la candidata per vincere il campionato, ma ci sono ancora 13 giornate. Non abbiamo mai vinto a San Siro con l’Inter da quando sono a Bergamo? Se c’è una legge dei grandi numeri prima o poi arriverà la volta buona“.
Su eventuali pressioni: “Noi facciamo un campionato su di noi, non per fare favori o dare dispiaceri ad altre. Domani giocheremo contro la prima in classifica, è una gara fondamentale per l’Atalanta per vedere come giochiamo al cospetto di queste squadre. Chiaro che se hai un buon atteggiamento a San Siro puoi avere maggiore fiducia“.
Sul duello Gollini-Sportiello: “Chi giocherà? Giocherà o Gollini o Sportiello. Marco ha fatto due buone partite, anche se non è stato impegnato molto. Anche col Crotone è stato decisivo, sta attraversando un buon momento, dunque merita delle chance di giocare. Se hai due buoni portieri puoi sfruttare il momento buono di uno dei due, non puoi sfruttare i cambi come in altri ruoli, ma possono giocare a periodi alterni. Anzi può essere stimolante per chi deve recuperare“.
Sulla cooperativa del gol: “Riuscire ad essere ai vertici per numero di gol realizzati è una soddisfazione, è un segnale di fiducia visto che in tanti riescono a segnare. Questa squadra mi sta dando soddisfazioni: per fare bilanci ci vuole tempo, ma questa che stiamo costruendo è una buona striscia anche per l’atteggiamento. In questo momento stanno bene un po’ tutti, c’è un bel clima. Poi ci sono le partite, ma c’è una crescita da parte di tutti, mi viene in mente Miranchuk. Cerchiamo sempre qualche accorgimento, anche se l’impostazione è quella. Le ultime partite con l’Inter sono state molto buone, abbiamo perso l’ultima del campionato scorso, ma ci sono stati due pareggi sempre in rimonta. L’Inter e la Juve hanno qualcosa in più, noi ci siamo avvicinati negli scontri diretti che abbiamo giocato contro di loro“.
Su cosa vi è da temere dell’Inter: “L’attacco sicuramente, ma non ci sono soltanto Lautaro e Lukaku. I nostri gol sono un po’ più distribuiti, ma la loro forza riguarda chi concretizza le azioni. Se sapremo imitare questa capacità avremo più chance“.
Sull’approccio alla gara: “Nell’arco della gara ci sono diversi momenti, dipende anche dal risultato. Ma quando hai acquisito dei comportamenti nei fai tesoro, vale per entrambe. Poi giocando così tante partite ci sono degli accorgimenti che possono portarti varianti. Hanno delle soluzioni diversi, ma vale anche per noi: ci sono Miranchuk, Ilicic, Pessina, ma vale anche per i difensori. Eriksen è un giocatore di valore, ma si sapeva. Ha delle capacità balistiche importanti anche sui calci piazzati, ha pure una precisione tecnica“.
Sui duelli individuali: “Hakimi-Gosens? Ci sarà un bel duello anche se i due hanno caratteristiche diverse, non dovremo concedere spazio ad Hakimi. Gosens ha avuto una grande evoluzione anche sul piano tattico, sarà uno degli aspetti di questa partita. Romelo-Lukaku? Lo vedremo domani. Però non ci saranno solo duelli individuali, sarà Inter-Atalanta. Le prestazioni individuali possono pesare, ma quella collettiva sarà determinante“.
Su Bastoni: “Già giovanissimo ha dimostrato il suo valore, è del 1999. Aveva 17 anni quando era qui, è chiaro che la sua evoluzione è importante ma si vedeva che era un predestinato, ora sta rispettando tutte le aspettative. È un ragazzo per bene, sano. Tutto ciò lo aiuta a crescere“.
Sugli indisponibili: “Solo Hateboer e Sutalo non saranno a disposizione“.
Atalanta-Crotone 5-1, l’editoriale – Ilicic, una nonna come professore
Quando una squadra affronta un’altra avendo a disposizione un innegabile vantaggio dal punto di vista della tecnica e dell’esperienza e la partita va come teoria vuole, ossia con la compagine più forte fare un sol boccone di quella più debole, parlarne in maniera approfondita rischia di diventare un esercizio stucchevole.
E ieri Atalanta-Crotone 5-1 va annoverata nell’elenco di quelle gare dove la squadra forte è riuscita a incamerare i 3 punti contro quella più debole senza particolari difficoltà e quelle poche che ci sono state sono avvenute per autentici regali della formazione dominante.
Di conseguenza, l’approfondimento su partite del genere va fatto non sull’andamento di squadra, ma su prestazioni di singoli che avevano, per svariati motivi, la lente d’ingrandimento addosso. Con buona pace di Gasperini che, da mesi oramai, si sta sgolando nell’affermare come la squadra venga assolutamente prima del singolo (e in linea generale siamo d’accordissimo con il Vate di Grugliasco).
In cima a questa particolare lista vi era assolutamente Josip Ilicic. Quanto possono essere liquide le situazioni nel calcio. Una settimana fa, lo sloveno era quello svogliato che non riuscì a inserirsi nello spirito di sacrificio che permeava l’Atalanta che stava cercando di resistere in 10 al Real Madrid, nell’andata dell’ottavo di finale di Champions League. Una svogliatezza che costrinse Gasperini a toglierlo dal campo nonostante lo stesso Ilicic fosse un subentrante, un evento che raramente si verifica in una partita.
Ieri, contro il Crotone, lo sloveno ha sciorinato una prestazione superba. 90 minuti in campo, 1 gol e 2 assist ma anche 2 assist per gli avversari, nel senso che da 2 suoi errori sono nati sia il gol di Simy (sebbene il carico da 90 sia sempre da attribuire all’incomprensione tra Romero e Freuler) sia un’altra azione pericolosa dei pitagorici nella ripresa.
Errori che però fortunatamente diventano minuzie quando da contraltare vi è una prestazione finalmente concreta e cazzuta in proiezione offensiva. Insomma, dalla “nonna” negativamente ammirata contro il Real al “professore” che ha impartito lezioni di calcio contro il Real. Ilicic è così, Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Con i tifosi della Dea che ovviamente sperano che la versione accademica dello sloveno resti quella predominante.
Poi, menzione per altri tre singoli. Trasferiamoci in porta. Ieri, terza partita consecutiva in campionato da titolare per Marco Sportiello, la seconda di fila come uscita complessiva dell’Atalanta. Significa che Pierluigi Gollini è stato considerato “colpevole” da Gasperini del gol subito da Mendy in Champions e per questo è stato (momentaneamente?) accantonato? Difficile dare una risposta sicura su questo aspetto, ma vale la pena ricordare come il ruolo del portiere sia estremamente delicato e le gerarchie devono essere chiarite il prima possibile, per il bene dei due ragazzi.
Infine, complimenti a Davide Ghislandi, ennesimo figlio di Zingonia che ha esordito ieri in A subentrando a Gosens a 19 anni. Un passo importante per un processo che è, assolutamente, ancora in corso.
Gasperini: “Siamo in un buon momento. Classifica bella ma corta. Ilicic? Oggi più professore che nonna”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua squadra sul Crotone per 5-1, rilasciate ai microfoni di Sky.
Sulla partita: “Abbiamo fatto bene. Nel secondo tempo, ma anche nel primo dove abbiamo sbagliato diversi gol e anche la rete del loro momentaneo pareggio è stata frutto di un nostro errore. Siamo in un buon momento e cerchiamo di farlo durare a lungo“.
Sul campionato e la classifica: “La classifica è bella ma è anche corta. In pochi punti, ti puoi trovare in Champions come puoi essere fuori. Abbiamo però un vantaggio significativo per quanto riguarda l’Europa“.
Sull’Inter, prossima avversaria: “Giocheremo contro una squadra che è la più forte d’Italia, che ha accelerato nel momento esatto e che è la più seria candidata allo scudetto. Sarà un bel test in vista del ritorno del Real Madrid“.
Su Gosens: “Ha detto che se toccherà quota 10 gol, l’Atalanta potrà vincere lo scudetto? Allora ne faccia 30 (ride, ndr). Scherzi a parte, riesce sempre a inserirsi benissimo ed è un ragazzo straordinario con capacità realizzativa e di lettura dell’azione“.
Su Ilicic: “Ha fatto una partita di livello, sia sul piano tecnico che dinamico. Ha fatto gol, ha fatto assist sia per noi che per gli avversari (ride, ndr). Se continua ad allenarsi con intensità e non fa la nonna, come lo chiamo io, può fare il professore come ha fatto oggi“.
Su Muriel: “Ha segnato, ma ne ha sbagliato un paio facili nel primo tempo. Tende sempre ad accontentarsi quando segna, infatti non fa quasi mai doppiette o triplette“.
Atalanta-Crotone 5-1, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Crotone 5-1, tratto da calcionews24.com
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello; Palomino, Romero (dal 69′ Caldara), Djimsiti; Maehle, Freuler (dal 63′ Pasalic), Pessina, Gosens (dall’86’ Ghislandi); Ilicic, Malinovskyi (dal 63′ Miranchuk); Muriel (dal 69′ Zapata). All. Gian Piero Gasperini.
CROTONE (3-4-1-2): Cordaz; Magallan (dal 52′ Cuomo), Golemic, Luperto; Pedro Pereira, Zanellato, Henrique (dall’80’ Marrone), Reca (dal 46′ Rispoli); Messias; Simy, Riviere (dal 60′ Petriccione). All. Serse Cosmi.
ARBITRO: Simone Sozza di Seregno.
AMMONITI: Magallan, Riviere (C).
MARCATORI: 12′ Gosens (A), 23′ Simy (C), 48′ Palomino (A), 50′ Muriel (A), 58′ Ilicic (A), 85′ Miranchuk (A).
Atalanta, i convocati per il Crotone
L’Atalanta ha reso noto l’elenco dei convocati per la sfida di domani al Crotone (ore 20:45). Sono 20 i calciatori chiamati. Assenti Hateboer, Sutalo, Lammers e Kovalenko oltre allo squalificato De Roon. Rientra Zapata. Questo l’elenco completo dei convocati.
PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Ghislandi, Gosens, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri,Toloi
CENTROCAMPISTI: Freuler, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Muriel, Zapata
Gasperini: “Ilicic? Non parliamo sempre di un singolo. Non è pensabile che l’Atalanta possa sempre dominare”
La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Crotone del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com
Sulla partita di domani: “Partita trappola? Come tutte le partite del nostro campionato sarà una gara difficile. Domani dobbiamo prendere le precauzioni giuste, ma siamo anche in un buon momento. Siamo al massimo della fiducia, vogliamo proseguire su questo momento. Rispettiamo comunque il momento del Crotone, è stata una squadra sfortunata nei risultati. Ha fatto delle buone prestazioni anche se ha raccolto poco. Sono tutte componenti che conosciamo, vogliamo continuare quello che stiamo facendo“.
Sul Crotone e il cambio del tecnico: “Il cambio di allenatore porta maggiore attenzione e a una reazione. È una squadra, che come detto prima, ha dato sensazione di avere una buona condizione. Ha perso spesso nei minuti finali, per esempio“.
Sulla difesa e il cambio di posizione dei centrali visto a Genova: “Abbiamo fatto bene anche all’inizio, non è la prima volta che cambiamo. Abbiamo corso alcuni pericoli, ma non ho avuto la sensazione di essere partiti male, poi c’è sempre l’avversario di mezzo. Non è pensabile che l’Atalanta possa dominare sempre l’avversario. Le partite vanno viste nel complesso, ci si sofferma troppo su dei momenti in cui si soffre, ma è normalissimo. Riuscivamo a proporre poco in attacco, ma non soffrivamo il gioco. Abbiamo solo sofferto in alcune occasioni, ma di quanto tempo parliamo? Ho la sensazione che sull’Atalanta ci sia un po’ troppa presunzione. Sappiamo che dobbiamo soffrire e difenderci. Abbiamo sempre fatto qualche cambiamento, ad esempio la posizione di Pessina o degli attaccanti, sono quelli che ruotano di più. Poi c’è l’avversario che ha le sue caratteristiche. Più attenzione in difesa? È sicuramente un motivo, ma 14 gare sono ancora troppe per fare un bilancio. Si vedrà più avanti. È una squadra diversa, compatta, continua a creare situazioni da gol, è meno facile farci gol. C’è un buon equilibrio, c’è una buona mentalità e una condizione che sta crescendo, affrontiamo questi due mesi che saranno decisivi. Tra due settimane giocheremo a Madrid, un bel test“.
Sul momento della squadra: “Rispetto a un po’ di settimane indietro ci siamo rimessi in pari. Con qualcuno abbiamo un piccolo margine, con altri meno. Ci prenderemo un giorno di riposo già giovedì, non è tantissimo avere un giorno in più però rispetto a prima è diverso. Ti aiuta a superare lievi infortuni: non sono grandi infortuni, ma con un giorno in più recuperi meglio. Questo ci può aiutare, speriamo (ride, ndr)”.
Su Ilicic: “Se l’ho visto bene? Assolutamente sì, come ho già detto domenica sarà un valore importante per questa ultima parte di stagione. Ma parlate troppo del singolo. Questa squadra merita un po’ più d’attenzione, sposterei il focus anche su altri giocatori nonostante l’importanza dei singoli“.
Su Zapata: “Ha avuto un infortunio più lieve rispetto allo scorso anno, non ci sono queste preoccupazioni. Sta molto meglio. Oggi tornerà in campo, lo avrebbe potuto fare anche ieri. Dopo sei giorni potrebbe già essere arruolabile, lo scorso anno si partiva già da un recupero più lungo“.
Su Caldara: “Sta recuperando bene dopo l’ultimo intervento, si muove bene senza nessun tipo di fastidio. Speriamo che questo intervento abbia risolto i suoi problemi“.
Sull’importanza della vittoria di Genova con la Sampdoria: “Tutte le vittorie sono pesanti, vincere sta diventando complesso. I punti pesano per tutti in questa fase, superare gli avversari diventa difficile. Tutti perdono dei punti, risultati eclatanti non ce ne sono, sono tutti match equilibrati. È una fase molto lunga, vincere su campi difficili non è facile. Domani dobbiamo essere attenti e concentrati, dobbiamo avere una buona condizione fisica e mentale. Domani sarà un’altra partita ravvicinata, poi le gare si distanzieranno. Questo può essere un buon segno, abbiamo un po’ di emergenza con le assenze di Sutalo, Kovalenko, Hateboer“.
Sugli arbitri che parlano dopo le gare: “Possono fare ciò che vogliono. Mi interessano soltanto i 90′ in campo“.
