Atalanta-Udinese 3-2, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Udinese 3-2, tratto da calcionews24.com

ATALANTA (4-2-3-1): Gollini ; Toloi , Romero , Palomino, Gosens (dal 46′ Djimsiti); De Roon, Freuler; Malinovskyi, (dal 77′ Maehle sv), Pessina (dal 77′ Pasalic sv), Muriel (dal 46′ Ilicic ); Zapata (dall’85’ Miranchuk). All. Gian Piero Gasperini.

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Nuytinck (dal 70′ Samir), Bonifazi; Molina, De Paul, Walace (dall’82’ Arslan sv), Pereyra, Zeegelaar (dal 59′ Stryger Larsen); Braaf (dal 70 Forestieri), Okaka (dal 59′ Llorente). All. Luca Gotti.

RETI: 19′, 43′ Muriel (A), 45′ Pereyra (U), 61′ Zapata (A), 71′ Stryger Larsen (U).

ARBITRO: Gianluca Manganiello di Pinerolo.

AMMONITI: Pereyra, Samir (U).

Atalanta, i convocati per l’Udinese

L’Atalanta ha comunicato l’elenco dei convocati per la sfida di domani contro l’Udinese valevole per la 30/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati. Unico assente Hans Hateboer. Rientrano infatti, rispetto alla sfida col Verona, sia Gosens che Sutalo. Nessun problema per Toloi e Pessina. Questi i calciatori chiamati:

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “Toloi e Pessina? Valuteremo. Problema alla caviglia per De Roon. Vaccini ai calciatori? No, servono ad altri”

La conferenza della vigilia di Atalanta-Udinese del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com.

Sulla partita e sull’Udinese: “Difficile prevedere la partita che sarà, l’Udinese è un’ottima squadra. Si vede che è una squadra di valore e che sarebbe uscita dalle zone basse, ora è più tranquilla ma non per questo sarà meno pericolosa“.

Sulle difficoltà: “C’è l’ambiente, l’avversario, ma dobbiamo spostare l’attenzione sulla partita. Sarà così per tutte le gare che restano, tutte sono complicate e difficili. Arriviamo da un buon momento, non solo per i risultati ma anche per le condizioni. Queste motivazioni sono superiori a tutti i tipi di dubbi che possono nascere“.

Su come ha ritrovato i nazionali: “Dal punto di vista fisico stanno tutti bene, De Roon ha un problema alla caviglia ma potrebbe recuperare. Ieri si sono allenati in 5 su 12, oggi si alleneranno gli altri 7 e domani giochiamo. Oggi è il primo vero giorno di raduno. Non ho visto tutte le partite, ma globalmente hanno fatto tutti bene. Gosens ha recuperate, era partito con questo acciacco, ma ora sta bene. Maehle ha segnato, Ilicic ha giocato tutte e tre le partite. Ha giocato meno Kovalenko, ma gli altri hanno fatto bene“.

Su Toloi e Pessina
: “Abbiamo ritardato l’allenamento perché stiamo aspettando indicazioni. Iniziamo più tardi per attenderli. Non possiamo fare tantissime cose, dobbiamo preparare tatticamente la partita di domani. Valuteremo le situazioni di campo, le due-tre alternative che possiamo utilizzare. Abbiamo comunque delle alternative“.

Sui calciatori che hanno giocato tutte e tre le partite: “È un motivo di riflessione, vediamo. In questo momento faccio fatica. Stasera valuteremo“.

Sul mercato: “Ho già detto quello che penso, poi penseremo al mercato. Ora abbiamo dieci partite, la concentrazione è sul risultato. Il mercato diventa secondario, se ne parlerà a campionato finito“.

Sulla tradizione favorevole nel finale di stagione: “Questa è una stagione diversa, ci sono altre situazioni. Tante squadre sono più vicine, sarà molto combattuto e battagliato. Domani c’è qualche punto interrogativo, poi ci sarà continuità. Quando inizierà lo sprint finale ci sarà continuità, non bisogna guardare troppo la classifica. Le partite sono tutte difficili, non sarà facile fare previsioni. Ci sono tante squadre nel mezzo, difficile prevedere“.

Su Hateboer e Sutalo: “Per Hateboer è ancora abbastanza presto, ha tolto il tutore e ha cominciato a camminare. Vedremo le progressioni. Sutalo? Ha recuperato bene, gioca oggi con la Primavera“.

Sull’eventualità dei vaccini ai calciatori: “Mi sembra molto difficile, i vaccini sono pochi. Vanno indirizzati a chi è più esposto, speriamo che possano arrivare più vicini. In qualche modo siamo molto tutelati e controllati, speriamo che si risolva tutto. Abbiamo fatto 100 tamponi a testa dall’inizio del lockdown“.

Sull’eventualità della finale di Coppa Italia a Reggio Emilia: “Vedremo, ancora non è ufficiale

Toloi e Pessina, tamponi negativi

Tamponi negativi. Questo il responso per Rafael Toloi e Matteo Pessina, sottoposti quest’oggi alla procedura di riscontro di eventuale positività al COVID-19 dopo il focolaio che ha colpito la Nazionale con la quale i due atalantini sono stati impegnati fino a ieri.

Domani l’ATS si pronuncerà in merito a eventuali iniziative da intraprendere (ovvero, se isolare o meno i due atleti dal gruppo squadra).

UFFICIALE – Panchina d’oro, Gasperini concede il bis

Per il secondo anno consecutivo, Gian Piero Gasperini ha vinto la Panchina d’Oro, il prestigioso premio rilasciato al miglior allenatore della stagione dall’AIAC, l’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Il tecnico della Dea bissa quindi il successo ottenuto lo scorso anno e relativo alla stagione 2018/2019.

Il premio, considerata la situazione pandemica, verrà consegnato non a Coverciano ma direttamente al centro sportivo “Bortolotti” di Zingonia.

FOTO – L’abbraccio di Ilicic e Miranchuk in occasione di Russia-Slovenia

Si è disputato quest’oggi l’incontro tra Russia e Slovenia, valevole per la 2/a giornata del gruppo H per le qualificazioni ai prossimi Mondiali di Calcio Qatar 2022. Una partita che vedeva protagonisti due atalantini: Aleksej Miranchuk per la Russia e Josip Ilicic per la Slovenia.

Dall’incontro, sono usciti entrambi soddisfatti. Miranchuk, entrato al 49′ al posto di Golovin, perché la sua squadra si è imposta 2-1 grazie a una doppietta di Dzyuba, Ilicic perché ha realizzato il gol sloveno con uno splendido sinistro da fuori area. Una gara dove i due atalantini ne hanno approfittato anche per rinsaldare il loro spirito corporativo, scambiandosi un abbraccio come dimostra la foto tratta dalla Pagina Facebook “Sicilia Atalantina”.

Gasperini a Radio Deejay: “Bastos? Muro a pallavolo involontario. Gomez? Non l’ho mandato via io”

Sosta di campionato, ma Gian Piero Gasperini ha rilasciato un’interessante intervista a Radio Deejay, toccando vari punti. Eccola, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla titolarità di Miranchuk: “Speriamo avvenga presto, ma sta giocando e arriva da un altro campionato”.

Sul fallo di mano di Bastos: “No, era involontario. Era un muro a pallavolo. Mi ha fatto incavolare? Sì, era l’unico caso certo che fosse fallo di mano. No, non ce l’ho con la Lazio, non è che se non ci hanno dato il rigore è colpa della Lazio”.

Sulla partita di Madrid: “L’obiettivo era restare in partita almeno nel primo tempo e poi rischiare un po’ di più, era comunque difficile. Ci stavamo riuscendo bene. Dire che l’Atalanta fosse favorita era un po’ troppo. Il Real Madrid delle ultime partite lasciava un po’ desiderare, ma poi quando sono arrivati i momenti decisivi è cambiato tutto”.

Sulla Juventus e le voci di mercato: “Quinquennale alla Juventus? No, un quinquennale è troppo lungo (ride, ndr)”.

Sulla leggenda degli ex-atalantini che non renderebbero lontano da Bergamo: “No, mi sembrano tutti giocatori forti. Ad esempio Kessié. Anche Mancini alla Roma, ce ne sono tanti altri. Gagliardini non è esploso così, ma anche lo stesso Barrow”.

Sul cambio di Gollini: “Stavamo prendendo qualche gol di troppo rispetto alle occasioni che subivamo, c’era bisogno di un po’ di cambiamento per poi ripartire al meglio”.

Sulla permanenza a Bergamo: “Se non mi cacciano, vediamo (ride, ndr). Dieci partite sono tante”.

Sul Papu Gomez andato a Siviglia: “Non l’ho mandato io. Sarò sempre grato per tutto quello che abbiamo fatto in questi anni”.

Sull’Atalanta che gioca un calcio europeo: “L’Atalanta ha la sua identità e gioca sui suoi ritmi, ma in Italia non ci siamo solo noi. Forse ci danno fastidio le interruzioni. Ci piace quando ci lasciano giocare, le interruzioni ci danno fastidio”.

Su Pirlo: “Ho pensato che la società nei confronti dell’ex giocatore e della persona avesse una fiducia smisurata. Magari hanno l’idea che possa diventare un grande allenatore. Il fatto di conoscenze aiuta, ma l’allenatore è tutto un altro mestiere, ti devi formare. Lo puoi fare in tanti modi, magari partendo dalla Juventus”.

Sul suo miglioramento nella carriera: “Io ho fatto tutti gli scalini, sono partito dalle giovanili. Io credo di essere cresciuto sempre, sin da Crotone. Ma anche con i ragazzini, sperimentavo metodologie anche adesso. Ricordo un Genoa–Juventus dove avevo Burdisso e De Maio in difesa e ho giocato con la superiorità numerica da dietro, abbiamo retto una partita fantastica. Di lì siamo partiti ad alzare l’asticella. Anche quando ho cambiato molto contro il Crotone, lì è stato un passo fondamentale per crescere”.

Serie A, i diritti a DAZN per il triennio 2021-2024

DAZN si è aggiudicata i diritti in esclusiva (al 70%) della Serie A per il triennio 2021-2024. La piattaforma trasmetterà, per ogni giornata di campionato, 7 partite su 10 in esclusiva e 3 in co-esclusiva assieme a un altro operatore, probabilmente Sky. In pratica, si ribaltano gli attuali rapporti di forze tra le due offerte televisive. DAZN sborserà 840 milioni di euro a stagione.

L’offerta di DAZN è stata accettata quest’oggi dall’assemblea di Lega Serie A con 16 voti a favore e 4 contrari

Caos tamponi, ammenda alla Lazio e 7 mesi di inibizione a Lotito

Termina (a meno di clamorosi ribaltamenti da parte degli altri gradi di giudizio) in una bolla di sapone il caos tamponi riguardante la Lazio. La società biancoceleste era stata deferita per non aver comunicato la positività al COVID-19 di otto tesserati e per non aver isolato tali positivi dal gruppo squadra, come protocollo prevede. Uno di questi 8, Ciro Immobile, ha giocato lo scorso 1 novembre in Torino-Lazio.

La Procura Federale aveva chiesto 13 mesi di inibizione per Claudio Lotito, per il responsabile sanitario della Lazio Ivo Pulcini e per il medico sociale Fabio Rodia. La Disciplinare della FIGC ha parzialmente accolto le richieste. Lazio multata di 150000 euro, Lotito inibito 7 mesi, Pulcini e Rodia 12 mesi.

Atalanta, la convivenza possibile di valori e ambizione

Nel post partita targato Mediaset del quarto di finale in gara secca della Champions League 2019/2020 vinto in extremis e in rimonta per 2-1 dal PSG sull’Atalanta, quasi tutti gli opinionisti presenti in studio tessevano comunque le lodi della Dea per il prestigioso obiettivo raggiunto di essere tra le prime 8 d’Europa al primo tentativo. Tutti, tranne Sandro Sabatini. Quest’ultimo, noto giornalista, infatti asseriva: “No, smettiamola di dire che sia andato tutto bene. Non è andato tutto bene, se vinci 1-0 all’88’ e poi perdi 2-1 non è andato tutto bene. Per due motivi. In primis, perché non sappiamo se e quando all’Atalanta ricapiterà un’occasione del genere e poi perché si fa il male della Dea dicendo che sia andato tutto bene in quanto implicitamente le stiamo dicendo che va bene accontentarsi”.

Parole che risuonano nuovamente attuali alla luce del dibattito che – complice anche la sosta forzata del campionato di Serie A per gli impegni delle Nazionali – sta coinvolgendo la tifoseria atalantina in queste ore. Dibattito innescato da uno striscione apparso a Zingonia, dal testo: “Champions, Scudetto, Coppa Italia, ma va là, i nostri trofei sono il gioco e la mentalità”. A firmarlo, tal Elmo.

Prima o poi, si doveva arrivare a questo dilemma: “accontentarsi” (si fa per dire) delle qualificazioni europee e delle ottime figure nelle Coppe oppure provare a quagliare il momento più importante della storia dell’Atalanta rimpinguando un po’ la bacheca che, al momento, vede brillare “solo” la Coppa Italia 1962/1963 portata a casa alle spese del Torino quel 2 giugno 1963, grazie alla tripletta di Angelo Domenghini?

Le tesi di entrambe le fazioni in gioco meritano rispetto. I primi sostengono che l’Atalanta, numeri alla mano, nella maggior parte della sua storia abbia avuto la salvezza come unico obiettivo concreto (e, in alcuni casi, purtroppo, non conseguito) e quindi dobbiamo solo ringraziare società, allenatore e calciatori per quanto stiamo vivendo, senza voler per forza pretendere le vittorie. Siamo l’Atalanta, insomma, i valori vengono sempre prima.

I secondi, invece, mettono in evidenza una grandezza fisica fondamentale: il tempo. Proprio perché, sostengono, non sappiamo quando questo momento magico continuerà, è arrivato il periodo di concretizzare con almeno un successo questi anni meravigliosi. Portando ad esempio la Sampdoria di fine anni ’80, il Verona dello Scudetto, il Cagliari di Riva e via dicendo. Insomma, non è un reato essere ambiziosi.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Vero, siamo l’Atalanta e non dobbiamo mai dimenticarci dei nostri valori. Solo il pensiero di imborghesirci e di diventare tifosotti italiani medi capaci solo di contare (con la calcolatrice, perché se lo facessero autonomamente, campa cavallo), i trofei vinti dalle loro squadre senza pensare ad altro, ci fa venire l’orticaria. Però, allo stesso tempo, vogliamo anche tappare la bocca ai fenomeni dal ritornello facile: “bravi bravi, ma non vincete mai. A Zingonia vi è solo polvere in bacheca”. Il 19 maggio avremo un’occasione. Non sarà facile, perché della Juventus non ci si può mai fidare. Ma sarebbe bellissimo tornare a sfoggiare quella coccarda tricolore, anche se dovesse costare una partecipazione alla Champions League.