Atalanta-Benevento 2-0, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Benevento 2-0, tratto da sportface.it

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Palomino, Romero, Hateboer ; Pessina (59′ Pasalic ), De Roon , Freuler , Gosens (59′ Djimsiti); Malinovskyi (59′ Ilicic); Muriel (66′ Miranchuk), Zapata 5,5 (89′ Lammers).
Allenatore: Gasperini.
A disposizione: Rossi, Sportiello, Maehle, Sutalo, Caldara, Kovalenko

BENEVENTO (5-3-2): Montipò ; Improta, Tuia, Glik, Caldirola, Barba (73′ Letizia); Dabo (85′ Tello sv), Viola (58′ Ionita), Hetemaj (73′ Depaoli); Gaich (58′ Caprari), Lapadula.
Allenatore: F. Inzaghi.
A disposizione: Manfredini, Lucatelli, Insigne, Sanogo, Diambo, Di Serio.

ARBITRO: Davide Massa

IL TABELLINO

RETI: 22′ Muriel (A), 67′ Pasalic (A).

AMMONIZIONI: 40′ Tuia (B), 51′ De Rooon (A), 56′ Barba (B), 60′ Ionita (B), 80′-82′ Caldirola (B), 81′ Ilicic (A).

ESPULSIONI: 82′ Caldirola (B)

Atalanta, i convocati per il Benevento

L’Atalanta ha comunicato i convocati per la sfida di domani contro il Benevento, in programma alle ore 15 e valevole per la 36/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati. Assente l’infortunato Toloi. Questo l’elenco dei calciatori.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “Testa al Benevento, le partite non sono facili”

La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Benevento del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla situazione dopo la vittoria col Parma: “Sì, sono soddisfatto dopo la partita col Parma. La squadra è in condizione, sente le motivazioni e siamo alla volata finale. Manca solo Toloi, ma potrebbe aggregarsi al gruppo già giovedì. Siamo pronti“.

Sulla vittoria del Milan con la Juventus: “Così netta no, ma era tra i risultati possibili. Quando il risultato viene sbloccato le partite in questo periodo prendono delle pieghe imprevedibili, strane. In quella partita il Milan ha fatto un grande colpo“.

Sulla partita col Benevento: “Dobbiamo giocare queste partite non con undici ma con sedici giocatori come è successo a Parma. Li conosciamo bene, il Benevento arriva da un momento di grande polemiche, noi dobbiamo pensare alla nostra situazione e al nostro gioco. Le partite in serie A non sono mai semplici, sono sempre da giocare, ma abbiamo anche i mezzi per vincere“.

Sul momento della stagione: “I risultati di domenica cominciano ad essere quasi definitivi, sia nelle zone alte della classifica che nella parte bassa. Potrebbero già esserci dei verdetti, sapevamo che poteva essere una settimana decisiva un po’ per tutti. Sei punti per la Champions aritmetica? La matematica dice questo, è chiaro che la nostra concentrazione è sulla gara di domani col Benevento. Ci si può mettere in una situazione di vantaggio“.

Sui gol dalla panchina: “Contento? Assolutamente sì, serve la partecipazione di tutti, da chi gioca dall’inizio fino a quelli che entrano dopo. Chi viene sostituito non è mai per demerito, nelle ultime gare servirà l’apporto di tutti“.

Sull’esperienza in Europa: “La pressione in Europa è servita per fare esperienza, ci ha aiutato a crescere e ci ha dato maggiore sicurezza. Adesso mancano poche partite, ci portiamo dietro tutto, ma dobbiamo concentrarci su questa gara, vogliamo chiudere e conquistare un traguardo fantastico“.

Sui 100 gol dell’Atalanta: “Ci fa grande piacere, per noi è motivo di grande orgoglio. Sarà determinante segnare altri gol da qui alla fine, ci manca qualche vittoria per arrivare al traguardo“.

Parma-Atalanta 2-5, l’editoriale – Buona la prima delle ultime decisive tre

Quando affronti una squadra decisamente meno forte di te da parte e, allo stesso tempo, già retrocessa e quindi priva di stimoli di classifica, hai tutto da perdere. Quindi, per non saper né leggere né scrivere, devi subito far vedere chi comanda.

L’Atalanta vittoriosa a Parma con un netto 5-2 ha applicato pienamente quella che è una delle tante leggi non scritte del calcio: bisogna far subito far capire all’avversario la legge del più forte. La Dea la ha applicata alla lettera. Sono bastati 11 minuti ai bergamaschi per sbloccare il risultato. E chi se non l’uomo del momento, Ruslan Malinovskyi, poteva sbloccare la gara con il solito tiro da lontano preciso nell’angolino?

Schiodato il risultato dallo 0-0, la partita non ha più avuto storia. L’Atalanta ha controllato agevolmente e ha fatto tutto da sola. Quando ha voluto segnare, lo ha fatto, con Pessina, la doppietta di Muriel e Miranchuk che sta diventando l’uomo di fine goleada. Quando ha voluto farsi segnare, lo ha fatto, regalando due buchi che hanno consentito a Brunetta e a Sohm di siglare i loro primi gol in Serie A.

In soldoni, l’Atalanta sale a 72 punti, seconda in classifica in condominio con il Milan che ha dominato lo scontro diretto con la Juventus, imponendosi con un secco 3-0. Proprio i bianconeri sono ora a fortissimo rischio esclusione, poiché hanno un calendario tutt’altro che agevole, dovendo affrontare il Sassuolo a Reggio Emilia e un’Inter che non vede l’ora di buttare fuori gli eterni rivali fuori dalla Coppa dalle Grandi Orecchie (chiedete info a Conte e Marotta).

L’Atalanta però deve solo pensare a sé stessa. Mercoledì si giocherà contro il Benevento, alla probabile ultima occasione in chiave salvezza. Sarà durissima, ma non sono ammessi altri risultati che non siano i 3 punti a fine gara. Se si vuole sperare di riascoltare quella musichetta

Atalanta, i convocati per il Parma

L’Atalanta ha comunicato i convocati per la sfida di domani contro il Parma, in programma alle ore 15 e valevole per la 35/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati. Assenti lo squalificato Gollini e l’infortunato Toloi. Questo l’elenco dei calciatori.

PORTIERI: Gelmi, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Muriel: “Voglio restare a Bergamo e vincere lo scudetto”

Luis Muriel ha rilasciato alcune dichiarazioni alla trasmissione “Balon Dividido” di ESPN Colombia. Queste le sue parole principali:

Sull’Atalanta: “La società ha fatto passi da gigante negli ultimi anni sia a livello italiano che europeo. Ora siamo tutti concentrati per centrare il secondo posto“.

Sul suo momento: “All’Atalanta sono riuscito ad esprimermi come mai mi era accaduto da altre parti. Ho già fatto molti gol ma voglio rimpinguare il mio bottino“.

Sul suo futuro: “Sto benissimo a Bergamo. Voglio restare e voglio vincere lo scudetto il prossimo anno“.

Su Zapata: “Con lui c’è una grande intesa. Riesco a riconoscere in anticipo le giocate che vuole farmi fare e questo è un grande vantaggio“.

Su un possibile ritorno in Colombia: “Non è nei programmi immediati, ma se dovessi ritornare in Colombia mi vedrei o nel Deportivo Calì o nello Junior, che è la squadra della mia famiglia“.

Toloi, guaio muscolare. Finale di stagione a rischio

Brutta notizia in casa Atalanta. Rafael Toloi, uscito al 79′ della sfida con il Sassuolo di domenica, sarebbe incappato in un guaio muscolare che renderebbe difficile la sua disponibilità per il finale di stagione. Si attendono comunicazioni ufficiali in merito da parte della società.

Sassuolo-Atalanta 1-1, l’editoriale – Non c’è tempo (né motivi) per rammaricarsi

Le partite di calcio hanno diverse caratteristiche. La principale? Quella di essere “storia a sè”, vale a dire che molte gare possono terminare con lo stesso punteggio ma avere andamenti totalmente diversi.

Una premessa doverosa per far capire come l’1-1 di ieri a Reggio Emilia contro il Sassuolo ha in comune solo il punteggio con il pareggio di Roma di due giornate fa. Il vero rammarico, il pesante rammarico rimane per la sfida dell’Olimpico. Il punto contro la formazione di De Zerbi, invece, non deve far storcere il muso, nonostante Muriel abbia sciupato un calcio di rigore. E questo per una serie di ragioni.

In primis, la statistica. Checché ne dica qualcuno, la legge dei grandi numeri nel calcio ha la sua importanza. L’Atalanta l’aveva sperimentata a suo favore poche giornate fa, battendo dopo 20 anni la Juventus in campionato grazie al gol di Malinovskyi. Il Sassuolo era reduce da 7 sconfitte consecutive contro la Dea e quindi era anche “logico” che volesse mettere un freno a questa emorragia di ko, sfruttando poi il momento favorevole di forma (gli emiliani erano reduci da quattro successi di fila e hanno oramai la Roma e la qualificazione in Conference League nel mirino).

Poi, per come si è messa la partita, con l’espulsione di Gollini (a proposito, l’estremo difensore ha ammesso la propria colpa chiedendo scusa ai compagni e ai tifosi). L’Atalanta in 10 però è riuscita a trovare il…10, nel senso del decimo gol di Robin Gosens che ha rotto finalmente la maledizione della doppia cifra e a giocare alla pari, nonostante l’inferiorità numerica, con il Sassuolo.

Fino a quando Pairetto (che nel primo tempo aveva negato un rigore a Zapata) ha concesso un generoso rigore alla truppa di De Zerbi che Berardi ha trasformato. Proteste nerazzurre che però devono necessariamente acquietarsi al rigore (anche qui, diciamolo, generoso) procurato e poi malamente sbagliato da Muriel.

Comunque, in soldoni, l’Atalanta aveva l’impegno decisamente più probante in questo turno di campionato tra tutte le concorrenti alla qualificazione alla prossima Champions League ed è riuscita a “salvarsi”. Con le altre che non è che hanno dimostrato grande prova di sé. Milan, Juventus e Lazio hanno sì vinto ma i rossoneri 2-0 col Benevento sciupando moltissimo, i bianconeri in rimonta e con polemiche a Udine affidandosi al “solito” Cristiano Ronaldo, la Lazio col patema d’animo col Genoa per 4-3. E il Napoli è stato bloccato all’ultimo secondo dal Cagliari sull’1-1, grazie al gol di Nandez che ha fatto esplodere di gioia i tifosi del Casteddu…e anche quelli della Dea.

E la serata domenicale è stata poi definitivamente rallegrata dalla sconfitta della Roma a Genova contro la Sampdoria per 2-0, che consente all’Atalanta di avere la sicurezza della fase a gironi di Europa League come ipotesi peggiore. Già, avete letto bene. Mal che vada, la Dea disputerà l’Europa League (che, sportivamente parlando, converrebbe anche di più della Champions, ma questo è un altro discorso). Un traguardo che già rende indimenticabile questa stagione.

Per farla passare da “indimenticabile” a “leggendaria” vi sono 4 partite di campionato e la finale di Coppa Italia del 19 maggio. Quindi, bisogna concentrarsi. Tempo e spazio per i rammarichi non ce ne sono.


Sampdoria-Roma 2-0, Atalanta nella peggiore delle ipotesi in Europa League

Sette giorni fa la certezza matematica della quinta Europa consecutiva, ora arriva quella dell’Europa League come peggiore ipotesi per l’Atalanta.

Uscendo sconfitta per 2-0 a Genova dalla Sampdoria (reti di Adrien Silva e Jankto per i blucerchiati) nel posticipo domenicale della 34/a giornata di Serie A 2020/2021, infatti, la Roma, attuale settima in classifica con 55 punti, non può più raggiungere l’Atalanta in classifica. Questo significa che la Dea, nella peggiore delle ipotesi, l’anno prossimo giocherà in Europa League.

Gasperini: “Potevamo vincere, siamo tutte lì”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo il pareggio della sua squadra sul campo del Sassuolo.

Sulla partita: “Abbiamo giocato 50 minuti in inferiorità e nonostante questo siamo andati in vantaggio. Abbiamo subito il pari su rigore e poi abbiamo avuto l’occasione del nuovo vantaggio. Nel finale abbiamo provato a vincere in parità numerica, ma è stata una partita complicata fin dall’inizio. Abbiamo comunque fatto un punto, ora pensiamo alle prossime“.

Sul rigore subito: “Parliamo della prossima partita, non voglio entrare in polemica. Siamo tutte lì e speriamo bene“.

Sullo scudetto dell’Inter
: “Penso che l’Inter lo scudetto lo avesse vinto, se non oggi matematicamente sarebbe stato domenica prossima. Ci interessa il nostro percorso e oggi, come a Roma, potevamo raccogliere il bottino pieno