In un’intervista a Bergamo TV, l’AD dell’Atalanta Luca Percassi ha confermato che la compagine di Gasperini terrà il suo ritiro estivo a Zingonia e non a Clusone. Questo perché la palestra e gli spogliatoi che la Dea usa abitualmente nel centro della Val Seriana sono “precettati” quest’anno dall’hub della campagna vaccinale contro il Covid-19.
De Roon, le scuse e la squalifica: 4 turni per l’olandese
Il centrocampista dell’Atalanta Marten De Roon si è scusato, attraverso la sua pagina Instagram, per l’attimo di follia (colpo al volto a Krunic) che gli è costato il cartellino rosso diretto e la successiva spallata all’arbitro Mariani.
Scuse accettate dalla tifoseria atalantina, ma non certo dal giudice sportivo che ha comminato a De Roon 4 turni di squalifica per avere, come recita il dispositivo, “al 48° del secondo tempo, a giuoco fermo, colpito volontariamente la nuca di un avversario con un pugno, senza conseguenze lesive e, per avere, all’atto del provvedimento di espulsione, spinto leggermente con l’avambraccio il Direttore di gara“.
Fermati per un turno anche Toloi e Freuler, ammoniti ieri da diffidati. In pratica, mancano tre mesi alla prima di campionato 2021/2022, ma Gasperini è già in emergenza formazione. (si fa per dire).
Gasperini: “Questa la qualificazione in Champions League più bella e più dura. Non lasciamo che la delusione di quello che non abbiamo raggiunto prevalga sulla soddisfazione di quanto costruito”
Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, subito dopo la sconfitta con il Milan per 2-0.
Sul bilancio della stagione: “La ciliegina poteva essere portata da qualche partita che non abbiamo vinto, ma la torta c’è, è a 4 piani ed è molto bella, siamo felicissimi di tutto questo. Ora c’è voglia di andare in vacanza, dato che non abbiamo mai smesso se non due settimane ad agosto. Abbiamo giocato 70 partite e nessuno avrebbe potuto immaginare che l’Atalanta potesse fare a meno di Gomez e Ilicic. E invece la squadra è diminuita in qualità, ma è cresciuta nel suo complesso e con 90 gol fatti è di nuovo il miglior attacco“.
Sulla qualificazione in Champions League: “Questa delle tre è la più dura e la più difficile ed è quella a cui tengo di più“.
Sulla partita: “La squadra è stata brava anche stasera, ha fatto la sua partita. D’accordo, non abbiamo raggiunto il secondo posto ma siamo stati bravi a essere fuori dalla mischia della qualificazione Champions League all’ultima giornata“.
Sul momento storico dell’Atalanta: “Scudetto? Penso sinceramente che l’Atalanta si trovi già al piano più alto, tutto quello che ci siamo conquistati ce lo siamo creati strada facendo. In questo momento credo che sia importante avere la soddisfazione riguardo quanto ottenuto maggiore della delusione di quello che non siamo riusciti a raggiungere. Ricordiamo che lottiamo con grande società“.
Atalanta-Milan 0-2, il tabellino. Nerazzurri ancora sul podio della Serie A, 3°
Il tabellino di Atalanta-Milan 0-2, tratto da calcionews24.com
ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi (86′ Palomino), Romero, Djmsiti; Maehele (79′ Pasalic), De Roon, Freuler (87′ Miranchuk), Gosens; Malinovskyi, Pessina (45′ Muriel); Zapata. A disp.: Sportiello, Rossi, Caldara, Ilicic, Lammers, Hateboer, Ruggeri, Stualo. All: Gasperini
MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Bennacer (61′ Meite), Kessie; Saelemaekers (79′ Dalot), Brahim Diaz (61′ Krunic), Calhanoglu; Leao (79′ Mandzukic). A disp.: Tatarusanu, A. Donnarumma, Romagnoli, Kalulu, Tonali, Castillejo, Hauge, Maldini. All.: Pioli
MARCATORI: 42′, 90+3′ rig. Kessié
AMMONITO: Freuler, De Roon, Mandzukic, Toloi, Dalot
ESPULSO: 90+2′ De Roon
ARBITRO: Mariani
Atalanta, i convocati per il Milan
L’Atalanta ha comunicato i convocati per la partita di domani sera contro il Milan, valevole per la 38/a e ultima giornata di Serie A 2020/2021, in programma al “Gewiss Stadium” di Bergamo alle ore 20:45 Sono 22 i calciatori chiamati, assenti Kovalenko e Hateboer.
PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata
Luca Percassi: “Ringrazio tutti, qualificazione in Champions come trofeo. Gasperini? Rimarrà, ma nei matrimoni tutti devono essere felici. A Reggio Emilia gara condizionata dagli episodi. Domani l’Atalanta farà l’Atalanta”
La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Milan dell’AD dell’Atalanta Luca Percassi, che ha parlato al posto del tecnico Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com
Sul cambio di programma: “Ho chiesto personalmente al mister di fare io la conferenza al nome della società, dopo la gara di Genova e quella con la Juve non avevamo parlato. Ci sembrava farlo oggi, di fronte a un’ennesima stagione giocata a livello straordinario. Vogliamo ringraziare tutti di cuore per quanto fatto, mister, giocatori. Hanno fatto qualcosa di straordinario“.
Sull’umore della squadra: “Parlare di ciliegina sulla torta è riduttivo, se faccio il ragionamento di cosa abbiamo vissuto nell’ultimo anno, in un anno solare si è giocata una stagione e mezza. Siamo arrivati ai quarti col PSG, siamo arrivati in finale di coppa Italia contro la Juventus facendo una gara importante, vedo tanti motivi di festeggiare, siamo una medio-piccola realtà del calcio europeo. Tutto quello che stiamo facendo è frutto del lavoro, non dobbiamo mai dare per scontato. Sappiamo cosa vuol dire competere in serie A, l’obiettivo che dichiara mio papà, la salvezza, è un obiettivo vero. Siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo, non vediamo cose negative. Partecipare alla Champions League vale come un trofeo, i nostri tifosi sono molto contenti“.
Sull’obiettivo secondo posto: “Stiamo parlando di un’Atalanta molto competitiva, ma ci rendiamo conto che stiamo giocando contro squadre comunque forti e con tanti campioni, avere a una giornata dalla fine la qualificazione in tasca ci rende orgogliosi. Domani daremo il massimo, giocheremo contro una squadra forte. Ma l’Atalanta domani farà l’Atalanta“.
Sul futuro: “L’obiettivo è sempre quello di crescere, i risultati degli ultimi anni sono incredibili. L’Atalanta partirà per salvarsi, è un dogma che non cambieremo mai. Partiamo sempre da questo obiettivo, l’Atalanta è una realtà medio-piccola. In tutte le stagioni parti da zero e devi arrivare a 40 punti, non ci siamo mai posti un obiettivo diverso da quello che ho detto prima. I risultati ci hanno permesso di comprare e vendere giocatori, tutto ciò ci ha migliorato. Abbiamo meritato sul campo di essere e dove è, ma abbiamo conquistato con enorme fatica“.
Su Gasperini: “L’Atalanta ha la fortuna di vivere in un contesto di lavoro che è quello che è. Bergamo fa del lavoro la sua prima caratteristica, l’Atalanta vuole rappresentare al meglio la propria città. Si deve lavorare, punto. Non ci sono scorciatoie, l’Atalanta deve lavorare tutti i giorni, abbiamo nel nostro allenatore la perfetta guida. Rimarrà? Assolutamente sì. Incontri in programma? Il calcio è fatto per essere smentiti. La nostra certezza è il mister, abbiamo un vissuto talmente importante che decidiamo di ripartire da lui ogni stagione. Ci dà molti stimoli, ripartiamo da lui. Ci parliamo tutti i giorni, non sarà necessario fare un punto a fine stagione, avendo viaggiato tanto ci sono stati momenti di confronto. Abbiamo un rapporto lungo e duraturo. Credo che il mister, in cuor suo, sappia benissimo quanto vale l’Atalanta, cosa l’Atalanta abbia rappresentato anche per lui. Ma questo è un matrimonio, non c’è uno più o meno felice. I matrimoni se si fanno vuol dire che tutti sono contenti e felici“.
Sul momento più bello e più brutto della stagione: “Il momento più emozionante riguarda martedì sera, quando i tifosi sono venuti a salutarci a Reggio Emilia. Abbiamo avuto da parte di tutta la nostra tifoseria una responsabilità incredibile. Sappiamo quanto l’Atalanta ha portato felicità nelle case dei bergamaschi. Martedì sera è stato un momento significativa, la tifoseria ci manca tantissimo ma ha rispettato le vittorie più belle con l’atteggiamento più bello. Vederli l’altra sera per me è stato un momento toccante. La speranza, per il prossimo campionato, è quello di tornare alla normalità. Momenti brutti? Non ne ricordo. Ricordo solo momenti di responsabilità da parte della società per ottenere ciò che abbiamo ottenuto. Sappiamo chi siamo“.
Su un eventuale rimpianto: “Forse l’andata col Real Madrid, è stata la partita più condizionata. Ma ti rendi conto che quando giochi contro queste squadre un dettaglio fa la differenza. Col Real alla fine abbiamo preso un gol un po’ infelice“.
Su come sta la squadra: “Sono partite cariche di tensione e aspettative, ma siamo abituati a giocare ogni tre giorni, la gara con la Juve deve farci fare delle riflessioni per migliorarci, ma si pensa a domenica“.
Sugli errori arbitrali nella finale di Coppa Italia: “Sono due episodi che purtroppo hanno condizionato la gara, al di là del valore dell’avversario. La Juve è una squadra di grandi campioni, abbiamo pareggiato a Torino, vinto in casa e perso mercoledì. Sono gare equilibrate. Sono due episodi che hanno pesato sul risultato, ma non è nostra abitudine sbraitare. Se ci sono degli errori si commentano da soli“.
Sui singoli: “Sulle scelte della formazione non le so mai, sono scelte totalmente sue. Manca ancora un giorno e mezzo. Gosens? So che non dovrebbe avere problemi. Muriel e Zapata? hanno giocato molto bene, hanno fatto circa 50 gol a stagione, sono un valore importante. Malinovskyi? Ha confermato quello che ci aspettavamo, ovvio che l’evoluzione e l’adattamento ha portato alla consacrazione di un ragazzo. Ma ha entusiasmo e vuole essere sempre protagonista. Lo dimostra anche la moglie, per noi hanno un gran valore queste cose.
Sulle mancate vittorie: “Vedo tanti trofei nella bacheca dell’Atalanta. Ci sono tre qualificazioni in Champions League, per me valgono come trofei. L’unica provinciale che ha partecipato. Non sono deluso di non aver vinto la Coppia Italia, sono dispiaciuto. Poi giocheremo la Champions col pubblico, giocare contro l’Ajax senza tifosi in curva per noi è stato un dispiacere. Pensare di rigiocare la Champions a Bergamo sarà qualcosa di affascinante“
Atalanta-Juventus 1-2 (finale di Coppa Italia), l’editoriale – La sindrome di Gas(Cuper)ini
Si tratta di una delle frasi più trite e ritrite e delle più abusate quando si vuole affrontare un qualsivoglia discorso. Purtroppo, però, si tratta anche di una frase assolutamente vera. I numeri non mentono mai.
E i numeri dicono che ieri Andrea Pirlo ha vinto la sua seconda finale su due disputate (dopo quella di Supercoppa Italiana vinta con il Napoli), mentre Gian Piero Gasperini ne ha perse tre su tre: la Supercoppa Italiana alla guida dell’Inter contro il Milan nel 2011 e le due finali di Coppa Italia con la Lazio nel 2019 e ieri.
A questo punto, il sospetto che il Vate di Grugliasco sia un allenatore capace di ottenere un grandissimo 30 (cinque qualificazioni europee delle quali tre in Champions League consecutive non sono nulla, assolutamente, sono semplicemente Leggenda e tali rimarranno), ma che non consentirà mai all’Atalanta di fare 31, ossia di vincere manifestazioni che si basano su finali in gare secche.
La dimostrazione non deriva solo dall’interpretazione della gara di ieri, ma dall’altro ieri, vale a dire dalla conferenza stampa. Se continui a ripetere frasi del tipo: “La Coppa Italia sarebbe una ciliegina, ma la torta è ben altro” oppure “preferisco sempre la qualificazione Champions alla Coppa Italia“, logico che nello spogliatoio si insinui il tarlo: “ok, se la vinciamo bene, non la vinciamo comunque abbiamo già fatto una grande stagione“.
Sono frasi che non andrebbero mai dette se si vuole caricare un gruppo in una partita come una finale, perché inconsciamente possono indurre nella squadra degli alibi. E purtroppo Gasperini è incappato nuovamente nella sindrome di Hector Cuper. Come l’ex allenatore del Valencia e dell’Inter del 5 maggio 2002 che vanta decisamente più sconfitte che successi nelle finali, così il tecnico piemontese commette degli errori importanti nelle partite che assegnano i trofei.
Ieri, tanto per dirne due, uno tra Muriel e Ilicic avrebbe dovuto partire dall’inizio e almeno uno tra Malinovskyi e Pessina sarebbe dovuto restare in campo al 65′, per tamponare la crisi fisica che la Dea sta avendo in questo finale di stagione in questo periodo.
Proprio come accaduto sabato a Marassi, così anche ieri a Reggio Emilia l’Atalanta è scomparsa dal campo una volta raggiunto quel fatidico minuto. E se al “Ferraris”, pur soffrendo, si è portata a casa la vittoria che è valsa la terza qualificazione in Champions League, contro la Juventus il calo è risultato decisivo per la sconfitta.
Certo, altre due componenti hanno fatto la differenza in una partita equilibrata come quella di ieri (le due squadre si sono spartiti i tempi, più equilibrata di così?). Spiace dirlo, ma anche l’arbitro ha avuto il suo corso. Non ci attacchiamo al fallo o presunto tale di Cuadrado su Gosens, poiché il gol di Kulusevski è arrivato una quarantina di secondi dopo. Però, il rigore su Pessina per fallo di Rabiot è netto poiché l’atalantino stava dinanzi alla porta e non aveva alcun interesse a gettarsi in area. Massa è stato assolutamente negligente (eufemismo) in quel frangente.
E poi la cronica mancanza di concretezza dell’Atalanta. La Dea è stata sorprendentemente cinica a Genova, ma ieri almeno una delle tre occasioni capitate a Palomino, Zapata e Freuler andava messa dentro.
Peccato, quindi. L’Atalanta resta una bellissima ostrica con un guscio meraviglioso, ma la perla della Coppa anche questa volta è sfuggita. La stagione finirà domenica sera col Milan. Sì, d’accordo, sarebbe importante terminare al secondo posto. Ma non facciamo gli ipocriti. Nessuno si strapperà i capelli se la Dea dovesse perdere. Tranne Andrea Agnelli.
Gasperini: “Partita decisa dagli episodi, come il rigore non dato su Pessina”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta contro la Juventus nella finale di Coppa Italia per 2-1.
Sulla partita: “C’è delusione, ma è stata una gara tirata e anche bella, non è stata fortunata negli episodi per noi, come in occasione del rigore negato su Pessina. Poi nella ripresa è diventata più difficile, siamo calati un po’ e loro hanno trovato questo bellissimo gol con Chiesa“.
Sul rigore non fischiato nel primo tempo su Pessina: “Io anche dal vivo ho avuto la sensazione che fosse rigore. Dal modo in cui è entrato Rabiot ed è caduto Pessina si percepiva, la cosa era abbastanza evidente“.
Su quale sconfitta pesa di più tra questa e quella con la Lazio di due anni fa: “Due anni fa fu clamoroso, un episodio che avrebbe cambiato del tutto la partita. Questo è un episodio che avrebbe potuto cambiare la partita, ma entra tra i rigori dati e non dati“.
Sul non riuscire a vincere un trofeo: “C’è difficoltà a vincere se non sei una big, è dai tempi dell’Hellas o della Samp. Noi siamo molto felici di essere arrivati a questo livello o di poter giocare questo tipo di partita. Quando si parla di vittorie si parla solo di Scudetto e Coppa Italia e sono ad appannaggio di pochissime società. Noi dalla gara di stasera usciamo sicuramente a testa alta“.
Sulla poca incidenza dei cambi dalla panchina: “Non è facile determinare ogni volta quando si entra dalla panchina. Poi è entrato anche Pasalic, magari poteva aiutarci ma non c’è stato troppo tempo. Muriel è entrato bene come sempre, ha avuto anche qualche buono spunto, stasera a un certo punto la gara è girata un po’ così ma non c’è da rimproverare nulla a nessuno. Pessina? Stasera grande partita, sta disputando una stagione notevole“.
Atalanta-Juventus 1-2, la Coppa Italia è dei bianconeri. Grazie lo stesso, ragazzi
Il tabellino di Atalanta-Juventus 1-2, finale di Coppa Italia, tratto da tuttomercatoweb.com
Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Toloi (31′ st Djimsiti), Romero, Palomino; Hateboer (31′ st Ilicic), De Roon, Freluer, Gosens (38′ st Miranchuk); Malinovskyi (23′ st Muriel), Pessina (23′ st Pasalic); Zapata. Allenatore: Gasperini
Juventus (4-4-2): Buffon; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Danilo; McKennie, Rabiot, Bentancur, Chiesa (29′ st Dybala); Kulusevski (37′ st Bonucci), Ronaldo.
Allenatore: Pirlo
Arbitro: Massa
Marcatori: 31′ Kulusevski (J), 41′ Malinovskyi (A), 28′ st Chiesa (J)
Ammoniti: Chiellini, De Ligt (J), Romero, Freuler, De Roon, Ilicic, Malinvoskyi (A)
Espulsi: Toloi (A)
Gasperini: “Scambio con la Juventus in vista dell’ultima di campionato? Stupidate. Coppa Italia ciliegina, ma la torta sono i 5 anni”
La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Juventus, finale di Coppa Italia 2020/2021, del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com
Sulla Coppa Italia: “Sarebbe un’ottima ciliegina, ma la torta è quella di questi 5 anni. La squadra è cresciuta tanto e ha già giocato grandi partite, penso anche alla Champions dove non alzi un trofeo ma sono grandi gare comunque. Quando giochi questo tipo di partite deve uscire un vincitore, quello cambia la visione di tutto ciò che è stato il precedente. Abbiamo eliminato Cagliari, Lazio e Napoli e abbiamo il diritto di giocarci questa partita. Sarà una finale molto bella e molto importante, mi auguro”.
Sull’avvenuta qualificazione in Champions League: “Io sono soddisfatto delle cose che abbiamo raggiunto. I trofei in Italia sono due, ma le soddisfazioni passano anche dalle prestazioni. In campionato abbiamo vinto 23 partite, lo scorso anno abbiamo fatto 78 punti… Non è come alzare la coppa per molti, ma se avessi dovuto scegliere fra Champions e Coppa avrei scelto la Champions”.
Sull’eventuale collegamento tra la finale e l’ultima di campionato: “Scambio con la Juventus? Sono stupidate, noi siamo responsabili del nostro destino così come Milan e Juventus. Sono state giocate 37 partite e siamo arrivati a questo punto. In entrambe le gare faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per vincere la coppa e arrivare secondi. Il resto sono illazioni di poco conto”.
Sul non aver vinto ancora una finale: “Se non altro per la legge dei grandi numeri… Ogni gara, ogni finale è diversa. Ci arriviamo dopo un percorso diverso, con una società, una squadra ed un ambiente che sono cresciuti tantissimo. Potrebbe essere il suggello che tutti ci chiedono, ma abbiamo la forza e la consapevolezza dei risultati che ci hanno portato fin qui”.
Su Pirlo: “Io credo che ognuno sia arbitro del proprio destino e del proprio lavoro. Pirlo ha avuto questa opportunità, il fatto che sia in finale vuol dire che ha capacità. Rispetto ai risultati che esige la Juve è un po’ in difficoltà, ma è ancora nelle condizioni di poter fare bene. Io ho fatto un altro percorso, ho un’altra età, ma ho le mie soddisfazioni. Se dovesse chiamarmi la Juventus al suo posto? Battendola domani faremmo una grande festa e non avremmo tempo per queste cose”
Sull’Atalanta che quest’anno si metterà dietro la Juventus in campionato: “Quest’anno siamo stati bravi, non eravamo mai arrivati davanti alla Juve anche perché aveva sempre vinto. Quest’anno ci siamo ripetuti e loro non hanno fatto come gli altri anni, ma questo non significa che la squadra e i giocatori non siano di valore. Significa solo che in campionato siamo stati più bravi. Atalanta favorita? Non penso, contro la Juventus non puoi essere favorito. E’ come col Real, sono squadra costruite con ambizioni e traguardi diversi, ma ovviamente pensiamo di poter vincere. Al di là del risultato del campionato, la Juve resta una grande squadra con giocatori molto forti“.
Sulle differenze con le gare di campionato: “Ogni gara ha la sua storia. Si gioca in finale secca, non è campionato. Credo che potrebbe essere una partita diversa anche se le squadre si conoscono bene e non cambieranno atteggiamento”.
Sulle differenze con la finale di due anni fa: “L’avversario, il contesto. E’ una gara secca, i valori delle squadre sono diversi. Quella non fu una gara giocata tantissimo, spero che domani sia più bella tecnicamente anche se spesso le finali sono così”.
Sugli arbitri: “Ogni tanto ci sono settimane meno fortunate di altre. Io finita la partita e detta la polemica di turno cerco di azzerare tutto, spero domani non ci siano episodi polemici, anche per gli arbitri stessi. A volte ci sono episodi difficili da interpretare”.
Sui tifosi che tornano allo stadio, seppur in minima parte: “Una piacevole novità, credo che ci abitueremo in fretta. Spero che il pubblico possa tornare stabilmente, è u elemento fondamentale e ci è mancato tantissimo da dopo Valencia. E’ una novità, ma la speranza è che si possano riaprire gli stadi e vedere i tifosi sostenere le proprie squadre”.
