Lecce-Atalanta 0-3, l’editoriale – Calma, ma la Dea è cacciatrice

A Lecce-Atalanta, partita valida per la 31/a giornata di Serie A 2025/2026, chiedevamo la risposta a un quesito: la Dea è più “preda” o più “cacciatrice” in questo finale di campionato? La risposta è stata evidente: “Via del Mare” sbancato con facilità con un rotondo 3-0 e sesto posto della Roma (con scontro diretto all’Olimpico tra due settimane) a -1.

Lo dicevamo come una cantilena lo scorso mese: l’Atalanta non può fare a meno contemporaneamente di Ederson, De Ketelaere e Raspadori altrimenti diventa una normale squadra di centro classifica. I tre “tenori” alzano in maniera evidente il tasso tecnico della compagine di Palladino e rendono la Dea competitiva ad alti livelli e – diciamolo a bassa voce – “ingiocabile” per le squadre di bassa classifica.

Il Lecce, infatti, solo nel primo quarto d’ora ha provato a impensierire l’Atalanta ma poi è stato un monologo nerazzurro con i tre gol e altre diverse occasioni nelle quali la Dea avrebbe potuto ampliare le distanze.

Protagonista nello stadio che per primo l’ha visto calciatore importante in Italia è stato anche Nikola Krstovic. Il montenegrino ha siglato il gol del 2-0, ha sbagliato un altro paio di gol ma ha mostrato sempre grande rispetto verso il pubblico leccese.

Così come è stato rispettoso e commovente allo stesso tempo l’omaggio che l’Atalanta – rappresentata da Capitan De Roon – ha fatto alla memoria di Graziano Fiorita, il fisioterapista del Lecce venuto prematuramente a mancare alla vigilia di Atalanta-Lecce dello scorso campionato.

Ora però occorre calma. L’Atalanta c’è ed è cacciatrice. Ma il Lecce è stato test probante fino a un certo punto. Il momento della verità è nelle prossime due settimane: Juventus in casa prima e Roma fuori dopo. Dopo questi 180 minuti più recupero capiremo se la caccia della Dea potrà essere fruttuosa.

Lascia un commento