Atalanta – Bayern Monaco 1-6, l’editoriale – Tre categorie di differenza. E Capello va ancora ascoltato…

Tre categorie di differenza: sono quelle che ci sono attualmente tra Atalanta e Bayern Monaco. E ieri sera – abbiamo aspettato volutamente 24 ore per far sbollire la rabbia – si sono viste tutte.

La prima categoria è quella della differenza tra le due rose dove non c’è partita, ma lo si sapeva. La seconda categoria è quella dell’ampliamento di questo gap. Già a rose complete non c’è partita, figuriamoci se l’Atalanta viene privata dei suoi calciatori più forti come De Ketelaere, Raspadori, Ederson e Scalvini.

La terza categoria, spiace dirlo, l’ha creata del tutto Raffaele Palladino. La formazione presentata ieri non ha avuto né capo né coda ma ha significato semplicemente consegnarsi armi e bagagli a un massacro.

E sinceramente non ci è piaciuta la spocchia con cui Palladino si è rivolto a Capello che giustamente gli ha chiesto conto di scelte alquanto incomprensibili. Così non ci è piaciuta la spocchia di qualche addetto ai lavori che parla di un Capello superato. Don Fabio, piaccia o non piaccia, di calcio ne capisce. E va ascoltato. Sempre.

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