Lazio-Atalanta 2-2 (semifinale andata Coppa Italia), l’editoriale – Ingiusto pretendere di più

Sinceramente? Ci stupiamo di chi si sia stupito. E ci stupiamo ancora di più di chi stia criticando la prestazione e il risultato ottenuto dall’Atalanta ieri a Roma contro la Lazio nella semifinale di andata di Coppa Italia.

Si affrontavano due squadre che stanno vivendo due momenti completamente diversi. La Dea è in pieno tour de force, è in corsa su tre fronti e vede assenti tre dei suoi quattro elementi più forti (e, a tal proposito, se la società ci facesse sapere qualcosa di più su Ederson perché – lungi da noi fare gossip – i tempi della sua assenza stanno contraddicendo la definizione “affaticamento muscolare” sarebbe cosa gradita).

Dall’altra parte, invece, la Lazio, semicitando Zaccagni, ieri si giocava una grande parte di stagione e ha giustamente fatto all in sulla sfida di ieri.

Ecco perché la compagine di Palladino doveva ottemperare a due scopi: lasciare aperta la qualificazione e risparmiare quante più energie possibili. Missione compiuta.

Durante la gara, l’Atalanta ha naturalmente alternato fasi di pressione a fasi di contenimento proprio per evitare di dissipare energie fisiche e mentali. Però, quando ha accelerato, ha dimostrato la sua maggiore qualità.

Due reti fatte rispondendo quasi immediatamente ai due gol laziali che sono sembrati più frutto di casualità e di errori gratuiti (soprattutto quello di Dia dopo lo svarione di Pasalic), un altro annullato per il mezzo ginocchio di Zappacosta in fuorigioco e una traversa colpita dallo stesso esterno nerazzurro.

Sull’altra sponda, solo una parata di Carnesecchi su un tiro di Taylor da fuori oltre ai gol e tanto generosa quanto infruttuosa pressione. Segno che i biancocelesti sono stati molto cinici da questo punto di vista.

Quindi, di cosa stupirsi? Di cosa lamentarsi? Certo, a tutti noi piacerebbe che la questione qualificazione si chiudesse già. Ma, per le condizioni al contorno che abbiamo detto e ridetto, non era possibile. Ed è ingiusto pretendere di più.

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