Il calcio è semplice. Qualche volta può sorprendere ma spesso e volentieri segue una logica. E logica vuole che la seconda classificata della Bundesliga se gioca in casa senza (quasi) nessuna assenza contro la sesta della Serie A che deve rinunciare per infortuni ai suoi due calciatori di maggiore qualità vinca e pure facilmente.
E ieri a Dortmund è accaduto semplicemente questo. Il Borussia, senza fare troppi sforzi, sfruttando la superiorità tecnica e un Guirassy straripante, ha vinto 2-0 contro un’Atalanta generosa ma che ha pagato duramente le assenze. Sia quelle di De Ketelaere e Raspadori, sia quelle in campo di alcuni fisicamente presenti ma troppo distratti come Kossounou e Scamacca.
Fine. Aggiungere altre parole per descrivere questa partita apparirebbe superfluo. Però, visto che non possiamo scrivere un telegramma, ci proviamo. Cercando di allargare lo sguardo al futuro.
Innanzitutto, al ritorno. Se esiste un minimo appiglio per provare a ribaltare il tutto bisogna aggrapparsi alla presunzione del Borussia. Tutti noi abbiamo avuto la sensazione che se i tedeschi avessero accelerato la punizione per l’Atalanta sarebbe stata ancora più pesante.
Invece, i gialloneri si sono limitati a una vittoria tranquilla ma non certo rassicurante. L’hanno fatto per presunzione? L’hanno fatto per risparmiare energie per la Bundesliga? Non si sanno i motivi ma l’hanno fatto. Ed è stato un errore che, chissà, Eupalla potrebbe far pagare loro.
E poi un consiglio a Palladino. In questo momento vi è abbondanza di esterni ma alcuni calciatori (De Roon, Kossounou, Scamacca) sono in debito d’ossigeno e ci sono gli assenti sovranominati.
Quindi, non sarebbe più saggio optare per un 4-4-1-1 con un Ahanor terzino sinistro, una coppia centrale formata da Hien e Djimsiti, uno Scalvini spostato in mediana per far rifiatare De Roon e un Samardzic libero di agire centralmente senza compiti difensivi alle spalle di Krstovic?
Il tecnico napoletano ha più volte ribadito di non avere tabù verso la difesa a quattro. Ecco, potrebbe essere questo il periodo di dimostrarlo.
