Buona la prima. Nel senso della prima delle tre sfide stagionali con la Lazio che per l’Atalanta potrebbero valere una buona fetta di partecipazione alle prossime Coppe Europee.
All’Olimpico la Dea si è imposta per 2-0 grazie al rigore di Ederson e al gol di Zalewski e si è portata a casa tre punti fondamentali da una partita più equilibrata di quanto possa dire il punteggio.
L’Atalanta ha avuto due meriti: uno dipendente da lei e uno no. Il primo è stato quello di aver serrato le fila nei momenti in cui la Lazio ha schiacciato il pedale dell’acceleratore mostrando, nuovamente dopo Como, quella lucidità nei momenti di sofferenza delle partite che può diventare una caratteristica fondamentale in questa ultima parte di stagione.
E ha avuto il merito – non dipendente dalla propria volontà – di essere stata fortunata come dimostrano i pali colpiti dalla Lazio con Taylor e Ratkov e che avrebbero potuto cambiare il corso delle cose se fossero entrati in porta. Però, per fortuna della Dea, non è andata così.
Però, oltre ai meriti, ci sono anche dei demeriti. Ne sottolineiamo uno su tutti: l’approccio molle. Dopo le ammonizioni occorse a Djimsiti e ad Ahanor nei primi venti minuti, tutti noi avevamo pensato alla solita Atalanta dimessa quando si tratta di giocare prima della Champions League.
Invece fortunatamente si è rivista l’Atalanta compatta di Como e la si è sfangata. Però a questo punto corre d’obbligo l’avvertimento: se martedì a Dortmund si scenderà in campo con lo stesso approccio, i gialloneri tedeschi maramaldeggiaranno contro gli uomini di Palladino.
Quindi, bisognerà essere concentrati e sul pezzo fin dal fischio iniziale. Se si vuole portare a Bergamo ancora aperto il discorso qualificazione agli ottavi.
