USG – Atalanta 1-0, l’editoriale – Palladino, perché?

Come con il Lecce qualche anno fa in campionato, come con l‘Inter nella semifinale di Supercoppa Italiana l’anno scorso. Con l’aggravante non minima che si trattava di una partita di Champions League che avrebbe potuto (e attenzione, la rete dello Sporting a Bilbao al 93′ non diventi un alibi) spalancare all’Atalanta le porte degli ottavi di finale.

Invece, Palladino ha trattato questa sfida come fosse un’amichevole infrasettimanale, cambiando ben 8 uomini 8 rispetto alla vittoriosa partita con il Parma. E se lanci questo messaggio a una squadra che già di suo ha tanti problemi di tenuta mentale e di concentrazione, lanci il “liberi tutti”.

All’USG non è sembrato vero, è bastato spingere un po’ sul pedale dell’acceleratore per concludere la sua Champions League a testa alta con un successo di prestigio. L’Atalanta invece è tornata a essere quella di Pisa, quella di Genova, quella di Verona. Molle, inconcludente, pavida. E non svegliata neanche da una vagonata di risultati positivi.

Quindi, inutile continuare a scrivere parole per descrivere questa figuraccia. Ne aggiungeremo solo una, da destinare al principale responsabile della mancata prestazione di ieri: Raffaele Palladino, perché?

Lascia un commento