Sì, lo sappiamo, il titolo del pezzo è banalissimo e scontatissimo. Ma non ci è venuto nulla di più impattante del fenomeno naturale protagonista ieri al “Bentegodi” per descrivere la brutta sconfitta dell’Atalanta in casa dell’Hellas Verona per 3-1.
Gli scaligeri trovano il primo meritato successo in questo campionato colmando e surclassando il divario tecnico con gli avversari mettendo in campo una ferocia, un furore agonistico e un’intensità esponenzialmente maggiore.
A questo si è aggiunto un mix di fortuna (vedi la parata di Montipò sul colpo di ginocchio di De Ketelaere nella ripresa con pallone che rimane in campo per pochi centimetri) e un episodio arbitrale (quello del tocco di mani di Bella-Kotchap su Samardzic) a favore e la frittata è stata completa.
Nebbia anche nel provare a cercare spiegazioni perché – come ha candidamente ammesso Palladino – non ci sono spiegazioni che possano giustificare questa non prestazione da parte dell’Atalanta.
Noi proviamo umilmente e sommessamente a provare a cercarne una nello scarso turnover messo in piedi dal tecnico ex Fiorentina in queste partite. Difficile credere che Brescianini e Musah abbiano giocato pochissimo in queste ultime uscite ma tant’è. Ed è difficile credere che De Roon e Djimsiti debbano essere spremuti sempre ma tant’è.
Palladino – che ha comunque molti meriti finora – impari in fretta a gestire il minutaggio del gruppo, responsabilizzando tutti. Perché risulterà difficile uscire dalla nebbia se saranno sempre i soliti a tirare la carretta.
