Atalanta-Fiorentina 2-0, l’editoriale – Dea sulla buona strada ma non guarita

Finalmente. Dopo più di due mesi dall’ultima volta, l’Atalanta torna a respirare anche in campionato battendo una Fiorentina sempre più in crisi e avvicinandosi a zone di classifica più consone.

Vittoria tutto sommato meritata. Certo, c’è stato un buon mix di concretezza e di fortuna che hanno dato una mano agli uomini di Palladino. La Dea ha capitalizzato quasi tutte le occasioni create, ha trovato la rete del vantaggio con un cross sbagliato di Kossounou che si è infilato nel sette e ha colpito nel momento opportuno nella ripresa con Lookman.

La Fiorentina, dal canto suo, ha pure creato delle occasioni ma ha sbattuto su un Carnesecchi in giornata di grazia e sul palo colpito da Kean su un colpo di testa sugli sviluppi di una punizione.

Quindi, si è data continuità al successo di Francoforte e continua la campagna di entusiasmo portata da Palladino in quel di Zingonia. Però, attenzione, il rischio di commettere quello che sarebbe un errore clamoroso è forte.

Ossia quello di considerare l’Atalanta guarita. Niente di più falso. E per due motivi. Il primo l’abbiamo testé sciorinato, quello dei rischi corsi. Il secondo è che Palladino sembrerebbe aver individuato un undici titolare e un elenco di subentranti.

Ebbene, l’undici titolare è composto tutto da calciatori della scorsa stagione (e questo dovrebbe far riflettere chi ha fatto mercato in casa Atalanta). E il gap tra questi e i subentrati attualmente è molto evidente.

Ragion per cui tocca a Palladino velocizzare questo processo di integrazione dei nuovi con la vecchia guardia per ottenere così un gruppo di 22 calciatori veramente intercambiabili. Fino ad allora potremmo solamente dire che l’Atalanta si trova sulla buona squadra. Ma certamente non è guarita.

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