Napoli-Atalanta 3-1, l’editoriale – Urge un 2 ottobre 2016 bis

Chi sa un pochino di calcio sa benissimo che era difficile ipotizzare un risultato positivo dell’Atalanta al “Maradona” contro il Napoli. Questo per tre motivi: 1) la forza tecnica dell’avversario; 2) i partenopei che non potevano più permettersi il lusso di sbagliare; 3) la cabala positiva all’Atalanta nell’impianto di Fuorigrotta e che quindi prima o poi avrebbe dovuto avere termine.

Quindi, la sconfitta per 3-1 di ieri che ha bagnato l’esordio di Palladino come allenatore dell’Atalanta non lascia stupefatti. Nonostante questo, si sono intraviste cose positive.

La gara è stata – anche se qualcuno storcerà il muso a queste parole – sostanzialmente equilibrata. Primo tempo di marca napoletana che, al piccolo trotto, essendo la Dea totalmente inesistente ha capitalizzato (ma purtroppo in questo momento all’Atalanta gira così) le tre occasioni che ha creato.

Tre occasioni figlie – nella doppietta di Neres – di una brutta prestazione di Ahanor (che ci può stare a 17 anni, ci mancherebbe altro) e di un errato disimpegno che ha portato al gol di Lang.

Nella ripresa di marca atalantina, Scamacca ha subito trovato il gol del 3-1 e in altre tre occasioni (due con De Ketelaere e una con lo stesso Scamacca) si è sfiorato quel 3-2 che avrebbe messo un po’ di pepe alla parte finale della partita.

Questa la parte positiva. La parte negativa è semplice semplice: l’Atalanta non può permettersi due lussi. Non può permettersi innanzitutto di giocare solo un tempo. E poi non può permettersi di giocare senza centravanti.

Anzi, i lussi sono tre. Non può permettersi una riconoscenza all’infinito. Quindi, caro Mister, con la Fiorentina bisognerà imitare quello che fece Gasperini in quel famoso 2 ottobre 2016 con il Napoli. Serve gente che lotta e che ha fiato. Il curriculum vitae dei calciatori non porta punti in classifica.

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