Percassi jr, la toppa peggio del buco

Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha concluso una delle settimane più difficili della gestione della famiglia Percassi dal 2010 iniziata con l’esonero di Juric e l’ingaggio di Palladino al suo posto, con una lunga intervista rilasciata ieri a quotidiani nazionali e locali. Un’intervista che – a nostro modo di vedere – ha prodotto una toppa peggiore del buco tecnico nel quale si è infilata la Dea.

Percassi (e su questo gli va dato onore) si è assunto tutte le responsabilità delle decisioni ma si è dato la zappa sui piedi. Andiamo con ordine.

L’AD atalantino ha affermato come sulla scelta di Juric sia pesata la conoscenza del tecnico croato da parte del ds D’Amico e la volontà della squadra (o di una parte di essa) di proseguire sulla stessa stregua di Gasperini.

Errore triplo: 1) prendere Juric dopo la sua sciagurata stagione precedente; 2) accettare acriticamente il consiglio di D’Amico come se Percassi l’anno scorso fosse vissuto su Marte e non fosse a conoscenza dei precedenti dell’allenatore croato; 3) non capire come, dopo un periodo così, bisognava rivoluzionare anche la mentalità tecnico-tattica e non prendere una brutta copia del tecnico piemontese.

Errore triplo che diventa quadruplo con l’ammissione dell’AD di aver contattato e incontrato Palladino a giugno e non averlo preso in quel momento storico.

E poi altri due errori da matita blu: è stato Gasperini a volersene andare comunicando la decisione due giorni dopo l’ultima di campionato con il Parma? Questo, caro Percassi, non è un alibi ma è un’aggravante. Perché una società che si rispetti deve aver sempre pronto un piano B in caso di mancato accordo.

Infine, l’errore più pesante: oltre a Juric doveva far fagotto da Zingonia anche D’Amico. Per quanto tempo dobbiamo ancora sopportare il suo tandem con Beppe Riso?

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