Ma non aspettatevi che Palladino diventi il Ranieri della scorsa stagione

10 novembre 2024: dopo 12 partite tra campionato ed Europa League con 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte come bilancio, la Roma decide di esonerare Ivan Juric e di affidare a Claudio Ranieri la sua panchina.

Come è poi proseguita la storia lo sappiamo tutti. La Roma di Ranieri recupera posizioni su posizioni e arriva alle soglie di quella che sarebbe stata una clamorosa qualificazione in Champions League, con il suo cammino che si interrompe dopo la splendida realizzazione di Ibrahim Sulemana nello scontro diretto di Bergamo vinto dall’Atalanta di Gasperini.

10 novembre 2025: dopo 15 partite tra campionato e Champions League con un bilancio di 4 vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte, l’Atalanta esonera Ivan Juric e affida a Raffaele Palladino la sua panchina.

L’incipit della storia, dunque, è esattamente come quella di 365 giorni or sono a Roma. Però, appunto, l’incipit. Non si pretenda che Palladino diventi a Bergamo improvvisamente il Ranieri 2.0

Innanzitutto perché sarebbe ingiusto pretendere dall’ex tecnico della Fiorentina la qualificazione alle coppe europee. Per un semplice dato numerico. La sua Atalanta parte da 13 punti, in tredicesima posizione, con un distacco di 6 lunghezze dalla zona europea.

Ergo, è come se partisse da un -6 in campionato prossimo all’inizio, una “penalizzazione” non pesante ma certamente da non sottostimare.

Palladino però dovrà adempiere a diversi doveri. In primis, dovrà ricompattare la frattura all’interno dello spogliatoio (soprattutto quella tra “senatori” e “giovani”). Poi, dovrà restituire alla squadra il piacere di giocare e ai suoi tifosi il piacere di vederla giocare, due qualità annacquate dalla parentesi di Juric.

In parallelo, comunque, bisognerà portare a casa dei risultati sportivi. In campionato, l’obiettivo sarà tornare a essere competitivi per la zona Coppe. In Champions League, strappare il pass per i playoff. In Coppa di Lega travestita da Coppa Italia vincere il turno degli ottavi con il Genoa e giocarsela nel probabile quarto con la Juventus.

Questi quindi gli obiettivi di questa prima (non totale) stagione di Raffaele Palladino a Bergamo. Per il bene dell’Atalanta speriamo che li raggiunga. Ma, sottolineiamolo nuovamente, non aspettiamoci Ranieri.

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