Chi ci segue sa benissimo che difficilmente indoriamo la pillola ma diciamo le cose come stanno. Ebbene, con lo 0-0 interno di ieri contro lo Slavia Praga l’Atalanta è al 75% fuori dalla Champions League.
Fissando a 11 punti l’asticella per l’ingresso nelle prime 24, la Dea dovrebbe mettere a referto 7 punti nelle prossime 5 partite.
E dando per proibitive Marsiglia fuori e Chelsea in casa, bisognerà quindi fare 7 punti tra Athletic Bilbao in casa ed Eintracht Francoforte e USG fuori.
Operazione difficile, operazione 25% ma non impossibile.
Certo, ci vorrà un’Atalanta decisamente diversa da quella di ieri che ha fatto un passo indietro rispetto alla prestazione di domenica con la Lazio.
Le occasioni mancate ci sono state (ah, Krstovic) ma ci sono state situazioni pericolose anche costruite dagli avversari. Ci sono stati numerosi errori tecnici nei passaggi. E c’è stato un palpabile nervosismo in alcuni calciatori atalantini.
Insomma, un passo indietro. E anche Juric è tornato a essere poco convincente nei cambi. Lo capiva anche un bambino che De Roon andava tolto in luogo di un Musah ancora inspiegabilmente ai box. E che senso ha avuto gettare in campo Samardzic al 90′?
Il tecnico croato ha confermato avere quest’atteggiamento più sparagnino. Inutile nascondersi, considerato che è reduce da un passato non proprio bellissimo calcisticamente scrivendo, Juric consciamente o inconsciamente tende a non scoprirsi.
Il problema è che questa strategia ti permette di subire poco ma ovviamente non ti consente di segnare tanto. E alla lunga questo non pagherà. Rendendo ancora più complicata l’operazione 25%.
