Atalanta-Lazio 0-0, l’editoriale – L’amaro in bocca delle fotocopie

Come col Pisa, come a Parma. Lo 0-0 interno con la Lazio è il terzo pareggio consecutivo dell‘Atalanta dopo quelli conseguiti a Torino con la Juventus e in casa col Como ma come andamento della gara e sapore alla fine ricorda i primi due (in ordine cronologico) segni X del campionato.

Perchè mentre il pareggio in casa di Madama e quello interno contro i lanciatissimi lariani sono stati salutati col sorriso considerate le condizioni al contorno (forza degli avversari più le tante assenze in casa nerazzurra), il risultato ad occhiali con la compagine di Sarri lascia l’amaro in bocca. Ed è stato una fotocopia delle prime due giornate.

Di nuovo dinanzi un avversario non irresistibile (non ce ne vogliano i tifosi biancocelesti ma la Lazio attuale ha tantissimi problemi), di nuovo una rinuncia totale a giocare nel primo tempo, di nuovo un arrembaggio più di cuore che di testa nella ripresa.

E di nuovo un portiere avversario sugli scudi (Provedel si unisce a Semper e a Suzuki nell’elenco) e di nuovo la sfortuna a far da capolino, vedi il legno colpito da Zappacosta.

Certo, rimane la platonica consolazione di essere l’unica squadra ancora imbattuta in Serie A ma questa sequela di pareggi rischia di far impantanare l’Atalanta in un limbo dal quale potrebbe essere complicato sollevarsi. Juric, dal canto suo, non ha convinto pienamente nelle sostituzioni.

Perchè soli 4 cambi? Perchè privarsi della tecnica di Samardzic volendo far rifiatare Lookman e insistere su Maldini facendo solo del male a quest’ultimo? Perchè non gettare nella mischia la dinamicità di Musah?

Probabilmente l’Atalanta paga la mancanza di abitudine del tecnico croato a gestire il doppio impegno ma speriamo che si faccia in fretta l’esperienza. Con Slavia Praga e Cremonese altri due pareggi, meglio essere chiari, equivarrebbero a due sconfitte.

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