Atalanta-Club Brugge 2-1, l’editoriale – Gioventù e usato sicuro. Ma quanti infortuni…

Si dice che una buona squadra di calcio deve essere formata da una “giusta mistura” dal punto di vista anagrafico. Cioè devono esserci giovani rampanti e di talento ma anche marpioni esperti che possono cavare le castagne dal fuoco nei frangenti difficili.

L’Atalanta che ieri si è tolta una gran soddisfazione battendo il Club Brugge in rimonta per 2-1, centrando così la prima vittoria in questa edizione della Champions League e, soprattutto, vendicandosi sportivamente parlando dell’eliminazione dello scorso febbraio, rappresenta per filo e per segno questa “giusta mistura“.

L’asse mancino tutta incoscienza ma anche tutta qualità formato da Ahanor e Bernasconi unito all’usato sicuro Mario Pasalic che ha svoltato la gara procurandosi il rigore (netto) dell’1-1 e siglando la rete del 2-1 ha guidato la squadra di Juric ieri.

La gioventù dei due ha dato brio e velocità alla manovra, l’esperienza del croato ha condotto l’undici atalantino nel difficile finale del primo tempo dopo il vantaggio di Tzolis per poi capitalizzare nei momenti opportuni.

Insomma, vittoria doveva essere per mettere a referto tre punti fondamentali nella corsa ai playoff e vittoria è stata. Ma ha portato con sé anche altri due infortuni pesanti come quelli occorsi a Kossounou e Bellanova.

Due nomi che si aggiungono a Scalvini, De Ketelaere, Scamacca, Ederson, Hien e Zalewski. Otto infortuni non traumatici in un mese o poco più di stagione ufficiale. Troppi, davvero troppi. Con questi numeri non si tratta più di mera sfortuna. Con questi numeri chi di dovere – dicasi preparatori atletici – dovrebbe ammettere di aver sbagliato tutto. E dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni.

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