Torino-Atalanta 0-3, l’editoriale – Né esaltarsi né sminuire

Forse aveva proprio ragione chi – dopo la netta sconfitta in casa del PSG in Champions League e alcune scelte di formazione non proprio comprensibili – sosteneva che Ivan Juric pensasse già alla gara con il Torino.

Ebbene, il dato di fatto è emblematico. Otto minuti di pura estasi nerazzurra tra il 31′ e il 39′ del primo tempo (e di puro dramma sportivo granata) nei quali la formazione atalantina ha raccolto il meglio e in maniera cinica e concreta le occasioni prodotte nonostante le assenze già conosciute e quelle arrivate in corso d’opera come Hien e Zalewski.

Il Torino, non pervenuto, ha provato ad alzare la testa nella ripresa anche favorito da un’Atalanta un tantinello distratta ma la sua reazione si è fermata sui guantoni di un Carnesecchi sempre più reattivo e che ha avuto la sua sublimazione nel rigore parato a Zapata.

Insomma, un successo convincente che spazza le Cassandre del post PSG. Però l’invito espresso da questi schermi dopo il duro ko del “Parco dei Principi” rimane tale. In questa fase di inizio stagione occorre equilibrio.

Non bisogna esaltarsi dopo questa vittoria né però bisogna sminuire un successo in trasferta su un campo comunque ostico come quello del Torino evidenziando solo le difficoltà della squadra di Baroni.

In questo periodo della stagione bisogna avere la forza di rimanere quanto più asettici possibile e aspettare i test più probanti che sono prossimi. Il tris Juventus – Club Brugge – Como dirà molto sul prosieguo del campionato e della Champions League dell’Atalanta.

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