L’analisi di PSG-Atalanta è assolutamente facile da fare. Ha giocato una squadra che in questo momento è la più forte d’Europa e del mondo contro una compagine impaurita e disorientata e in piena fase di cambiamento. Il risultato finale è stata la logica conseguenza di quest’oggettiva osservazione.
Detto questo, abbiamo sempre scritto che Juric non debba essere caricato di pressioni ma che, nel contempo, non debba essere lui stesso a scavarsi la fossa da solo.
Perché è vero che a Parigi al 90% si sarebbe perso e che Torino domenica sarà molto più importante ma rinunciare all’esperienza di Zappacosta per sperimentare Bernasconi (che comunque non è dispiaciuto) e giocare “uomo contro uomo” con i parigini ha significato “morte sportiva” annunciata e goleada annunciata. Con ciliegine amare su una torta ancora più amara gli infortuni occorsi a Scalvini e a De Ketelaere.
Insomma, una serata no che deve essere archiviata alla svelta. A Juric il compito di trovare un equilibrio tecnico/tattico che ancora non c’è (ergo, centrocampo a tre). Alla tifoseria il compito di essere più equilibrata e meno pessimista nei giudizi. Cerchiamo tutti un equilibrio. E chissà che il ritorno di Ademola Lookman possa contribuire in tal senso.
