L’Atalanta ha terminato ieri il precampionato perdendo per 2-1 contro la Juventus il Trofeo Bortolotti edizione 2025. Una partita sostanzialmente equilibrata nel primo tempo, con due occasioni gol da una parte e dall’altra. Nella ripresa, i cambi hanno squilibrato tatticamente l’Atalanta e la Juventus ne ha approfittato con le reti di David e Vlahovic e solo lo spunto di Samardzic ha reso meno amaro il punteggio.
E andiamo dritto al punto. C’è una configurazione tattica che – in questo periodo storico – rende l’Atalanta totalmente vulnerabile. Ossia, quella che prevede il centravanti adattato e Scalvini contemporaneamente in campo.
Con questa configurazione – cavolate di Ederson a parte in Germania – si sono presi 4 gol a Colonia e 2 ieri (sebbene sulla rete di David Nico Gonzalez che fa la sponda appare leggermente in fuorigioco).
Perché? Perché Scalvini si sgancia ma (ed è evidente che sia così dopo aver giocato pochissimo lo scorso anno) non è reattivo come prima, davanti non c’è un centravanti vero che possa far salire la squadra, si perde palla e si aprono le praterie dietro.
E Juric non se n’è accorto? Certo che se ne sarà accorto e speriamo non ripeterà l’esperimento nelle gare ufficiali. Così come se n’è accorto – come tutti noi – che la squadra è totalmente incompleta.
Il tecnico croato si è dimostrato essere tutt’altro che uno “yes man” e sia ieri che qualche giorno fa a “L’Eco di Bergamo” ha detto come questa squadra sia incompleta e che, allo stato attuale, non possa essere minimamente competitiva per la parte sinistra della classifica.
Maniavantismo? Certo, un po’. Ma anche onestà intellettuale. I “belli addormentati” Luca Percassi e Tony D’Amico sembrerebbero essersi svegliati con Zalewski. Ma non basterà solo l’esterno oramai ex Inter ad alzare il tasso qualitativo della squadra.
