Sono tre le versioni con le quali è possibile commentare quanto accaduto ieri sera al “Gewiss Stadium” di Bergamo tra Atalanta e Lecce, sfida conclusasi sull’1-1.
Per chi crede, era impossibile ipotizzare una vittoria atalantina. Graziano Fiorita avrà sicuramente protetto da Lassù il suo Lecce, costretto ieri a giocare una partita surreale a causa di una Lega Calcio vergognosamente insensibile e cinica. E gli ha regalato un punto importantissimo nella corsa salvezza dei salentini.
Chi invece è più razionale, onestamente ammette che la vigilia anomala di questa partita e l’atmosfera surreale presente allo stadio (unita alla stupidità di lanciare i fumogeni al 15′) ha inevitabilmente condizionato i calciatori atalantini che hanno commesso davvero troppi errori tecnici non da Atalanta. Ed il Lecce, motivatissimo per le note ragioni, ne ha giustamente approfittato.
Poi c’è la versione di un diretto interessato: Gian Piero Gasperini. Il mister ieri ha lanciato un campanello d’allarme non da poco. E l’ha lanciato in maniera netta e perentoria, affermando come nota troppa presunzione in seno alla squadra, come se il traguardo della Champions League fosse stato già tagliato.
Nulla di più sbagliato se la squadra pensasse veramente questo. Dietro corrono (vediamo oggi cosa faranno Bologna e Lazio) e come manca poco ad arrivare per la quinta volta in sette anni nella massima manifestazione continentale così manca poco a vedersi soffiare questo obiettivo.
Perciò, tutti sul pezzo. Perdere una qualificazione in Champions League quando il calendario ti propone Monza, Genoa e Parma e solo la Roma come ultimo impegno ostico sarebbe un tonfo clamoroso. E che aprirebbe – nel caso – doverosi processi.
