I numeri hanno un grandissimo pregio: quello di non mentire mai. E allora scioriniamo i numeri di questo girone di ritorno dell’Atalanta
16 – i punti collezionati in 13 giornate, undicesimo posto
9 – i punti di vantaggio sulle quinte alla fine del girone d’andata, ora ne sono 2 con sette giornate ancora da giocare
0 – le vittorie conseguite al “Gewiss Stadium“
9 – gli infortuni muscolari, più o meno gravi, occorsi ai calciatori dell’Atalanta
3 – le occasioni (e neanche troppo nette) costruite con Fiorentina e Lazio.
Ebbene, caro Gian Piero Gasperini, se questi numeri non giustificano un crollo, dicci tu cosa rappresentano. O sei forse troppo preoccupato a litigare con i giornalisti per accorgerti che il giocattolo ti sta sfuggendo di mano (a proposito, piena solidarietà alla redazione del “Corriere della Sera edizione Bergamo“)?
Anche ieri, tranne nel finale dove si è cercato di salvare il salvabile, si è vista una squadra spenta, abulica, senza voglia (eccezion fatta per Kolasinac). Anche ieri si sono sbagliati i cambi con Retegui che evidentemente per contratto non può concludere una partita. Anche ieri si è combinata una frittata da terza categoria come il cambio di Lookman.
E hai voglia a dire che l’incertezza sul futuro di Gasperini non stia condizionando, sta condizionando eccome. Ah, poi l’allenatore non ci tratti come chi non abbia mai visto una partita in vita sua: definire questa come “una prestazione di livello” offende l’intelligenza dei tifosi. Almeno quelli che non sono adepti del culto della personalità gasperiniano.
Ora occorre un segnale. Rinnoviamo l’invito: conferenza stampa congiunta Gasperini-Luca Percassi per capire adesso cosa accadrà a giugno e per togliere alibi ai calciatori. Altrimenti con il Bologna il rischio di vedere l’ennesima replica è elevato. E, a quel punto, la società – se ha interesse ad andare in Europa – dovrebbe prendere l’unica decisione possibile.
