Atalanta-Inter 0-2, l’editoriale – Concentrazione sul “possibile” (ma l'”impossibile” non è sfumato ancora). E il segreto di Pulcinella svelato dal Gasp…

La kriptonite sta a Superman come l’Inter di Simone Inzaghi sta all’Atalanta di Gian Piero Gasperini. La partita di ieri ha visto l’ottavo successo di fila dei meneghini sui bergamaschi e del tecnico piacentino su quello piemontese. Un successo che ha mostrato la forza dell’Inter ma anche l’arguzia della formazione milanese.

Inzaghi aveva preparato la partita al solito modo: aggredire l’Atalanta, trovare subito uno-due gol e gestire il risultato. E ci stava quasi riuscendo, dato il palo colpito da Thuram.

Poi l’Atalanta, passato lo sbandamento iniziale, aveva risposto e aveva iniziato a giocare alla pari con l’Inter. Sfiorando anche il vantaggio con Pasalic.

Allora Inzaghi ha utilizzato le armi dell’arguzia e dell’esperienza. Che, condite a un pizzico di fortuna, hanno portato al gol del vantaggio di Carlos Augusto con i milanesi più furbi nel gestire i cinque minuti di sospensione per soccorrere un tifoso prima del calcio d’angolo di Calhanoglu.

E poi hanno “provocato” la sciocca reazione di Ederson, giustamente espulso dall’arbitro Massa. Dea in 10, secondo gol di Lautaro Martinez e fine dei discorsi.

Sogno finito? Nì, perché 6 punti da recuperare con 9 gare da giocare non sono un distacco abissale da colmare. Però rimane un obiettivo “impossibile”.

L’Atalanta fa bene a concentrarsi sul “possibile”, cioè sulla qualificazione alla prossima Champions League. Probabilmente basteranno 73 punti, però per non sapere né leggere né scrivere sarebbe meglio toccare quota 75.

Questo vuol dire portare a casa altri 17 punti, “impresa” assolutamente alla portata della squadra di Gasperini. Gasperini che ieri, in puro stile mourinhiano, ha svoltato le attenzioni di tutti sul suo futuro svelando quello che da tempo è un segreto di Pulcinella.

Quando ha parlato di “diversità di idee” e che altri devono prendere scelte, impossibile non identificare in Luca Percassi il destinatario della missiva. Che i rapporti tra i due non siano proprio così forti lo si sa. Che l’AD non si metterà in ginocchio sui ceci per convincere Gasperini a rimanere pure (d’altra parte il “ce ne faremo una ragione” pronunciato prima della gara di Empoli è lapalissiano).

Ebbene, Percassi jr sappia una cosa: si prenderà una bella responsabilità nel caso. E, già che ci siamo, ne sappia anche un’altra. La panchina dell’Atalanta diventerebbe la più bollente di tutta la Serie A quindi, con tutto il rispetto, non potrà venire al suo posto il primo Gilardino di turno.

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