“Mirkoooo, Mirkooooo, che hai fatto? Tu i gol facili nun li sai fà e poi te inventi ste coseeeee“. Quando Mirko Vucinic giocava nella Roma, Carlo Zampa – simpatico giornalista/telecronista di fede giallorossa – soleva esultare così alle prodezze del centravanti, ricordandogli nel frattempo che era stato in grado di sbagliare gol più semplici.
Ebbene, dopo il successo netto in casa dell’Atalanta sulla Juventus per 4-0 ci è subito venuta in mente l’associazione con il centravanti montenegrino. La compagine di Gasperini è in grado di cannare partite (solo sulla carta) “facili” con Cagliari e Venezia in casa ma poi di schiantare a domicilio una squadra di Thiago Motta reduce da cinque vittorie consecutive in campionato e in odore di clamoroso reinserimento nella corsa scudetto.
Un reinserimento che rimane e rimarrà solo sulla carta mentre l’Atalanta in questa corsa è pienamente inserita, a -3 dall’Inter e a -2 dal Napoli. La partita non ha praticamente avuto storia. Anzi, l’Atalanta – se proprio bisogna trovare un difetto – ha avuto il torto di non concretizzare altre occasioni che avrebbero reso ancora più facile il match.
Ma, appunto, si tratta di pelo dell’uovo di una serata che rimarrà alla storia. Merito della squadra, merito di Gasperini che ha surclassato Motta con la mossa del “tridente lineare” atipico con Lookman e Cuadrado esterni alti sì ma che partivano più bassi e più vicini al centrocampo. A dimostrazione come la Dea abbia bisogno di continuare a rinnovarsi tatticamente per essere competitiva fino alla fine.
Ora Atalanta-Inter. Una sfida che va preparata mettendo in ciclo continuo le parole di Simone Inzaghi post Supercoppa Italiana. Quel “non c’è stata partita” da ricacciare in gola a lui e a “mister simpatia” Farris.
E, a proposito di “mister simpatia”, massima solidarietà al collega Massimiliano Nebuloni di Sky. Gasperini è unico e eccezionale ma certe cadute di stile deve evitarle. I giornalisti fanno i giornalisti. Se lui preferisce gli scendiletto e i trombettieri, è un problema suo.
