Di motivazioni per spiegare la differenza dei risultati tra le ultime due gare esterne concluse in goleade a Verona e a Empoli e tra le ultime due interne impattate sullo 0-0 con il Cagliari e con il Venezia ieri ve ne sono a iosa. Noi decidiamo di sottolineare quella più semplice: il pallone che non è voluto entrare.
Mentre al “Bentegodi” e al “Castellani” si è trovato quasi subito il gol del vantaggio che ha tolto ai calciatori in campo l’ansia di sbloccare il punteggio ed è diventato tutto facile, in casa (dove in campionato nel 2025 non si è mai vinto) sia con i sardi che ieri con i veneti l’Atalanta ha avuto le sue brave occasioni ma non è riuscita a concretizzare.
E mano a mano che scorrevano i minuti il nervosismo è aumentato mentre aumentava dall’altra parte la fiducia del Venezia nello strappare un punto che avrebbero potuto anche essere tre se non fosse stato per un paio di interventi di Carnesecchi e per l’imprecisione dei propri attaccanti.
Quindi, occasione persa. Occasione persa per il contemporaneo (e auspicabile) pareggio tra Napoli e Inter. Occasione persa perché alimenta le speranze di una Juventus – prossima avversaria della Dea – che in caso di vittoria contro il Verona potrebbe rientrare clamorosamente in corsa per lo scudetto (i bianconeri si troverebbero a -6 dall’Inter capolista e a -3 dall’Atalanta).
Ma – più per l’occasione persa – il rammarico e la preoccupazione nelle menti dei tifosi atalantini sono sorti a causa di una prestazione nel complesso non certo eccelsa da parte dall’Atalanta.
E questo fa sorgere spontanea una domanda: questa squadra e questo allenatore sono ancora sul pezzo o ci sta già un clima da “rompete le righe”? Un dubbio che viene da alcuni calciatori sottotono come Ederson e De Ketelaere e da un Gasperini apparso stranamente “sereno” nel post-partita.
E che comunque – “serenità” a parte – ogni domenica ci mette del suo come la sostituzione di Retegui che non sta né in cielo né in terra dato che questo centravanti, senza altri impegni oltre il campionato, deve rimanere sempre in campo. O come la collocazione di Maldini sulla quale però il tecnico di Grugliasco ha fatto “mea culpa” in sala stampa.
Ecco perché le prossime tre partite con Juventus, Inter e Fiorentina saranno decisive in ottica quarto posto (rimaniamo con i piedi per terra). Se le cose dovessero precipitare, vediamo se in società ci terranno davvero ai 18 milioni per la Champions League prendendo l’unica decisione possibile da prendere.
