Diciamo la verità, con la mente siamo tutti tornati a sei anni e mezzo fa. Ossia all’eliminazione ai rigori da parte del Copenaghen nei playoff per entrare in Europa League.
Nessuno, infatti, si aspettava di uscire dalla Champions League a opera del Club Brugge ma i belgi, con un mix di bravura e fortuna, hanno avuto la meglio quindi onore a loro.
Un’eliminazione che però porta con sé un’importante conseguenza positiva: l’Atalanta d’ora in avanti giocherà una volta a settimana. Avrà quindi il tempo di allenarsi e di recuperare energie e infortunati. E quindi di poter conseguire un ottimo risultato in campionato. Proprio come accadde nella stagione post Copenaghen che condusse alla prima storica qualificazione in Champions League. Ma questo a condizione che…
- Gasperini torni a concentrarsi sul campo, prendendo decisioni sensate, gestendo meglio gli uomini a disposizione, smettendo con gli allenamenti che producono infortuni muscolari a iosa. E smettendola con le ripicche verso la società e le dichiarazioni pubbliche che rischiano di minare lo spogliatoio (tipo quella su Lookman ieri).
- La società – già principale responsabile dello scellerato NON mercato invernale – non si faccia impietosire dalla piazza. Se con Empoli e Venezia non si portano a casa 6 punti, si prenda l’unica decisione possibile anche se impopolare.
- La squadra getti il cuore oltre l’ostacolo e concluda il torneo al massimo delle sue possibilità.
Se si verificheranno queste tre condizioni, una Copenaghen 2.0 sarà possibile. Altrimenti si rischia il disastro sportivo.
