Sta purtroppo diventando un teorema. Dopo Celtic e Torino, anche ieri è arrivata un’ennesima prova. Se l’Atalanta gioca in casa contro squadre che si chiudono a doppia mandata e non riesce a trovare il guizzo giusto per andare in vantaggio (oppure se si fa inopinatamente raggiungere come avvenuto contro i granata) è destinata al pareggio.
A maggior ragione questo accade se là davanti manca il calciatore più tecnico della rosa, vale a dire Ademola Lookman. A maggior ragione questo accade quando la testa di tutti (società e tecnico in primis) è proiettato al ritorno dei playoff di Champions League in casa con il Bruges di martedì prossimo.
A maggior ragione questo accade se gli errori commessi in questo mese e mezzo si riverberano sul campo con tutta la loro potenza. Se nell’ultima mezz’ora di gara devi sperare in un guizzo di Palestra e Vlahovic (con tutto il rispetto per i ragazzi) perché non hai altro è evidente come il mercato invernale abbia indebolito il tasso tecnico della rosa.
Così come è evidente che se ci sono stati diversi infortuni muscolari vi sia una responsabilità di Gasperini e dello staff tecnico. Con il tecnico piemontese che ha voluto rimediare allo scarso turnover effettuato in stagione con uno eccessivo (soprattutto a centrocampo con la duplice contemporanea rinuncia a De Roon e a Ederson e con Sulemana tirato fuori dalla naftalina) messo in opera contro i sardi.
Siamo costretti a ripeterci: la sensazione che società e tecnico non siano da qualche tempo a questa parte sulla stessa lunghezza d’onda è forte. Speriamo che rimanga tale. E che martedì un risultato positivo possa attenuarla.
