Club Brugge – Atalanta 2-1, l’editoriale – Cosa vuoi discutere dopo un rigore del genere?

Eravamo pronti a scriverlo. Eravamo pronti a parlare di una prestazione non certo brillante dell’Atalanta in casa del Club Brugge per l’andata dei playoff di Champions League. Una prestazione non certo brillante ma che comunque stava producendo un pareggio molto importante in vista del ritorno.

E invece l’arbitro turco Umut Meler ha voluto diventare protagonista negativo della sfida regalando ai belgi al 93′ il calcio di rigore della vittoria. Una massima punizione fischiata per una presuntissima manata di Hien su Nilsson che non sta né in cielo né in terra.

Le parole dello “Zio” Beppe Bergomi – seconda voce Sky nella telecronaca – che ha affermato che se questo è rigore lui chiude con il calcio sono assolutamente esplicative.

Un episodio gravissimo che mette giocoforza in secondo piano un’Atalanta bruttina. Nel primo tempo la compagine di Gasperini sembrava essere con la testa dall’altra parte. Il Club Brugge ne ha approfittato, partendo a razzo, trovando meritatamente la rete del vantaggio con Jutglà e mettendo alle corde l’Atalanta.

Poi, però, è accaduto il solito copione che spesso si sta intravedendo nell’ultimo periodo. L’Atalanta mano a mano ha fatto valere la sua superiorità tecnica, ha trovato il gol del pari con Pasalic e nella ripresa ha sprecato tre occasioni per trovare il raddoppio. Nel finale, il fattaccio già citato.

Ora si trasformi la rabbia della partita in rabbia agonistica per il ritorno. Con la vera Atalanta e un vero arbitro per il Club Brugge non ci sarà partita.

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