Da “nemico” a beniamino in 24 ore, ecco chi è Mateo Retegui

Il calcio è strano, davvero strano. Fino a un mesetto fa per gli atalantini Mateo Retegui era un “nemico”, sportivamente parlando. Era il concorrente interno di Gianluca Scamacca in Nazionale agli Europei e perciò non risultava essere troppo simpatico.

E invece domenica a Parma il bruttissimo infortunio occorso al 9 atalantino con la diagnosi di rottura del crociato e, nel giro di poche ore, l’Atalanta che contatta il Genoa, gli dà sull’unghia 22 milioni e si porta via Mateo Retegui.

Nato a San Fernando in Argentina il 29 aprile 1999, Retegui compie la trafila del settore giovanile nel Boca Juniors e con gli Xeneizes esordisce in Prima Squadra il 17 novembre 2018 subentrando a Tevez in Boca Juniors – Patronato 1-0. Grazie a quella presenza risulta vincitore del torneo argentino 2018/2019.

Il Boca lo fa crescere mandandolo in prestito prima all’Estudiantes e poi al Talleres, dove disputa 45 partite segnando 8 reti complessive. Nel gennaio 2022 nuovo prestito al Tigre ed è la squadra dove Retegui esplode, laureandosi capocannoniere con 19 reti.

L’argentino continua a segnare anche nei primi mesi del 2023 attirando le attenzioni del CT della Nazionale Roberto Mancini che, sfruttando il passaporto italiano dovuto ai nonni e il fatto che l’Argentina non l’abbia mai considerato, lo convince ad accettare l’azzurro.

E Retegui – da illustre sconosciuto – fa il suo esordio in Nazionale in Italia-Inghilterra il 23 marzo 2023, partita valida per le qualificazioni a Euro 2024. Gli inglesi si impongono 2-1 ma proprio Retegui segna all’esordio in azzurro, facendo il bis quattro giorni dopo nel successo a Malta per 2-0.

Nell’estate del 2023 passa al Genoa, in Serie A, siglando 9 reti in 31 partite tra campionato e Coppa Italia. Partecipa agli Europei 2024 con la Nazionale e ora passa all’Atalanta.

Dal punto di vista tecnico, ricorda lo Scamacca arrivato a Bergamo 12 mesi fa, ossia un finalizzatore forte nel gioco aereo ma poco propenso a giocare per la squadra.

Quindi, va aspettato nel processo di “gasperinizzazione” e non immediatamente criticato, ci raccomandiamo. Perché le caratteristiche per far bene le ha tutte. Benvenuto Mateo!

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