Lecce-Atalanta 0-2, l’editoriale – Il sollievo della “musichetta”

Due erano le curiosità riguardanti l’impegno dell’Atalanta a Lecce. In primis, la reazione della squadra dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Juventus. In secundis, quanto turnover avrebbe fatto Gasperini in vista dell’altra finale, quella di mercoledì di Europa League contro il Bayer Leverkusen.

Ebbene, le risposte ci sono state. Partiamo dalla seconda curiosità. Il tecnico piemontese (squalificato, in panchina è andato Gritti) tra titolarità e subentri ha ricorso a diversi elementi della rosa scarsamente impiegati come Bonfanti (titolare), Adopo e Bakker, risparmiando tutta la gara a elementi importanti come Ruggeri e Lookman.

Per quanto riguarda la reazione, un po’ di ripercussioni psicologiche ci sono state. Ma non tanto per la sconfitta quanto per l’infortunio occorso mercoledì scorso a Marten De Roon.

I calciatori dell’Atalanta ieri hanno giocato con il pedale dell’acceleratore lievemente schiacciato proprio per evitare di subire infortuni che avrebbero loro compromesso sia la presenza in campo mercoledì sia, eventualmente, anche la partecipazione a un Europeo che è dietro l’angolo.

Fortunatamente, anche i calciatori del Lecce già salvo non si sono dannati l’anima e allora, a parità di carica agonistica, prevale la squadra più tecnica. L’uno-due a inizio ripresa del duo De Ketelaere-Scamacca ha chiuso la partita a favore della Dea (unico brivido il palo di Piccoli su punizione all’87’) e ha spalancato all’Atalanta le porte della quarta qualificazione in Champions League della propria storia.

Un traguardo che certifica la più bella stagione della pluricentenaria storia della Dea. Un traguardo con la quale la squadra di Gasperini fa ciao ciao ai “bachechisti” e che è importantissimo sia per il presente che per il futuro della società di Percassi.

Eh, ma l’Atalanta non vince mai niente“. Intanto c’è quella musichetta che si sentirà a Bergamo in uno stadio finalmente pieno e completo. Una musichetta che sa di sollievo. E che fa rosicare i gufi.

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