Atalanta-Fiorentina 4-1, l’editoriale – Le porti 4 pere a Firenze. Ed è scongiurato il “pugno di mosche”

Il Maestro Odoardo Spadaro ci perdonerà se modifichiamo leggermente uno dei suoi tanti capolavori e precisamente “La porti un bacione a Firenze” per renderlo adattabile al successo dell’Atalanta per 4-1 contro la Fiorentina che spalanca alla Dea le porte della finale di Coppa Italia il 15 maggio contro la Juventus.

Le porti 4 pere a Firenze“, parole e musica di Gian Piero Gasperini, cantano Koopmeiners, Scamacca, Lookman e Pasalic. Questo il titolo della canzone modificata e che rende l’idea dei 180 minuti della semifinale.

Il piano dell’Atalanta è riuscito perfettamente. All’andata bisognava gestire e limitare i danni visti l’imminente quarto di finale di Europa League e questo è accaduto, grazie a un super Carnesecchi e a una Fiorentina che non ha sfruttato pienamente il suo predominio.

Al ritorno, con la benzina dell’entusiasmo derivante dal passaggio del turno continentale, non c’è stata storia. Carnesecchi è risultato quasi spettatore non pagante e l’Atalanta è stata straripante.

Certo, sono apparsi i soliti difetti della mancanza di concretezza e della distrazione su palle inattive in occasione della rete di Martinez Quarta. E altrettanto certamente l’espulsione di Milenkovic (sacrosanta) ha favorito l’Atalanta. Ma ieri la Dea ha finalmente interpretato la partita contro i viola come un derby, con la cattiveria agonistica di un derby. E il risultato finale è stato logica conseguenza.

Un risultato che evita all’Atalanta il rischio del “pugno di mosche”. La finale di Coppa Italia porta con sé la prima storica qualificazione alla Supercoppa Italiana. Un piccolo risultato ma significativo. In attesa di altri.

Immagine tratta dalla pagina ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio.

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