Ci sono alcune parole e alcune lettere che vanno utilizzate in particolari momenti e in particolari situazioni. Ebbene, il passaggio in semifinale di Europa League dell’Atalanta ottenuto a spese della corazzata Liverpool merita l’appellativo “Storia” giustamente scritto con la lettera maiuscola.
Storia perché si è eguagliato il miglior risultato della Dea nelle Coppe Europee (la semifinale di Coppa delle Coppe con il Malines nel 1988), Storia perché si è eliminato una squadra fortissima e che fino a ieri era giustamente la più accreditata alla conquista del trofeo, Storia perché è una goduria sovvertire tutti i pronostici e far venire un travaso di bile a pseudo addetti ai lavori, pronti a sparare veleno nei confronti di Gasperini e dell’Atalanta (che gioia vederli abbozzare i loro ipocriti sentire ed esibire i loro assordanti silenzi).
Una Storia che la Dea si è assolutamente meritata dopo il trionfo di Anfield Road e con la coriacea partita di Bergamo. Passata in svantaggio con l’ingenuità del fallo di mano commesso da Ruggeri che ha provocato il rigore siglato da Salah al 7′, la squadra di Gasperini non si è disunita.
Ha sì quasi subito il gol del raddoppio in un paio di occasioni (clamorosa la rete mangiata da Salah), ma poi ha tenuto bene il campo, non subendo occasioni da gol e anzi sfiorando in un paio di volte quello che sarebbe stato un meritato pareggio. E al triplice fischio del francese Letexier è scoppiata la bellissima e giustissima festa al “Gewiss Stadium“.
Si è fatta la Storia. Ma è una Storia con i piedi per terra, marchio di fabbrica dell’Atalanta e degli atalantini. La società, lo staff tecnico e la squadra sanno che ci sono tre fronti aperti e, per un motivo o per l’altro, non bisogna scegliere.
In Coppa Italia vi è il durissimo tentativo di rimonta con la Fiorentina e, pur se dovesse riuscire, ci sarà molto probabilmente una Juventus che cercherà il tondino tricolore per salvare la stagione. In Europa League, l’ostacolo Marsiglia sarà tutt’altro che semplice e poi ci sarebbe nell’eventuale finale una tra Roma e Bayer Leverkusen, mica cotica.
E in campionato non ci si può rilassare, tutt’altro. Il quinto posto è ancora fattibile e da dietro sia Lazio che Napoli spingono. Insomma, questo finale di stagione potrebbe arricchire la bacheca dell’Atalanta ma vi è anche una percentuale concernente il rimanere con un pugno di mosche in mano. Un rischio calcolato per vivere serate come quella con il Liverpool.
Atalanta-Liverpool 0-1 (3-1), l’editoriale – La Storia con i piedi per terra
