Atalanta-Verona 2-2, l’editoriale – Difetti cronici (e acuti)

Inutile girarci attorno. Quando Koopmeiners si è divorato l’ennesimo gol della sua pessima serata dal punto di vista realizzativo abbiamo tutti pensato: “queste reti non segnate le paghiamo“.

E la sentenza nella ripresa è puntualmente arrivata con l’uno-due del Verona firmato da Lazovic e Noslin che ha impattato le reti dell’Atalanta nel primo tempo siglate da Scamacca ed Ederson.

Due reti gialloblu corrispondenti a due punti persi che compromettono in maniera quasi definitiva la rincorsa al quinto posto della Dea e rinfocolano le speranze di Lazio e Napoli di sorpasso in classifica.

Una partita dove l’Atalanta ha esibito due difetti cronici che oramai sono radicalizzati nelle menti e nelle gambe dei calciatori. In primis, la mancanza di concretezza. Il primo tempo doveva terminare 4-0 con le occasioni prodotte, con Koopmeiners che si è mangiato l’inverosimile.

Ma anche nella ripresa, nonostante il pareggio scaligero, ci sono state occasioni con Miranchuk e con Holm mancate per mancanze di cattiveria e per un Montipò sul pezzo.

In secundis, il blocco psicologico una volta subita una rete. Per la sesta volta in campionato l’Atalanta ha subito un uno-due nel giro di dieci minuti. Una caratteristica che rende impossibile qualunque sogno di gloria. E nel dato non citiamo le occasioni in cui gli uno-due sono stati sfiorati (ci tornano in mente Lisbona in Europa League nella fase a gironi e Genova in campionato).

Una fragilità mentale impressionante nei numeri e che rende difficile ipotizzare una conclusione positiva di questa comunque buonissima stagione.

Ma oltre ai difetti cronici, l’attualità mette in evidenza due difetti “acuti”. Il quarto di finale di Europa League con il Liverpool, vuoi o non vuoi, assorbe tante energie fisiche e mentali che tendono a far “scoprire” la coperta di Zingonia facendo perdere punti pesanti in campionato.

E poi la finta rosa numericamente ampia. Finta perché, per un motivo o per l’altro, ben quattro calciatori non stanno avendo minutaggio e in un tour de force questo fattore pesa.

Se Gasperini si fidasse di Adopo, Bakker, El Bilal Touré e Palomino gli avrebbe sicuramente concesso possibilità in questa striscia di partite continue, anche da titolare. E invece giocando quasi sempre gli stessi la coperta delle energie è quella che è, vale a dire molto corta.

A questo aggiungiamo che Ademola Lookman appare involuto come la scorsa primavera e il quadro non certo incoraggiante è completo. Morale della favola? Ci vorrà l’ennesimo “miracolo gasperiniano” per non rimanere a fine stagione con il più classico dei pugni di mosche in mano.

Immagine tratta dalla Pagina Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio

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