Atalanta-Sporting Lisbona 2-1, l’editoriale – Chi di concretezza ferisce, di concretezza perisce. E una riflessione

L’avevamo scritto sette giorni fa, affinché l’Atalanta passasse il turno con lo Sporting Lisbona avrebbe dovuto essere decisamente più concreta nello sfruttare le occasioni da rete. E la profezia, nel primo tempo, si stava avverando a favore della compagine di Amorim.

Atalanta che costruiva almeno tre occasioni (una con Scamacca, una con Djimsiti e una con Kolasinac) ma che non trovava la rete del vantaggio e Sporting che passava avanti alla prima occasione con Gonçalves che nell’occasione si procurava anche uno stiramento.

Poi, nella ripresa, il vento della concretezza ha cambiato direzione e ha preso la via di Zingonia. Lo Sporting Lisbona ha avuto più predominio territoriale ma è stata l’Atalanta abilissima a concretizzare le due occasioni create prima con Lookman e poi con Scamacca.

Nella parte finale della ripresa, però, la compagine di Gasperini ha concesso colpevolmente degli spazi ai portoghesi che si sono divorati due occasioni con Paulinho splendidamente ipnotizzato da Musso prima e che spara in curva dopo. Un campanello d’allarme per il prossimo turno.

Però una cosa va detta: la formazione iniziale con Scalvini, Koopmeiners e De Ketelaere fuori e il cambio di Scamacca in corso d’opera certificano un dato oggettivo: l’Europa League è il terzo obiettivo dell’Atalanta dopo il campionato e la Coppa Italia.

Attenzione, non vuol dire che la Dea tirerà i remi in barca ma se ci sarà una manifestazione dove le energie saranno gestite sarà questa. Pronti (e felici) di essere smentiti.

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