Partiamo da una sana dose di autocritica. Raccontare il calcio significa qualche volta cadere nella retorica di frasi preconfezionate. Tra queste, vi è l’abusata “con questa vittoria, la squadra X lancia un segnale al campionato“.
Però, a costo di scadere nella retorica, ci prendiamo questa frase abusata e la appiccichiamo alla descrizione vittoria dell’Atalanta per 4-1 a Marassi con il Genoa.
Il successo su un campo dove Inter e Juventus avevano pareggiato e il Milan aveva vinto con un regalo arbitrale non è un semplice segnale. E’ un “segnalone” al campionato.
Questo perché è stata una vittoria assolutamente meno netta di quanto dica il punteggio ma è stata una vittoria dove tutte le individualità a disposizione di Gasperini hanno mostrato il meglio del loro repertorio.
Carnesecchi ha dato tranquillità al reparto e ha risposto presente quando c’è stato bisogno di rispondere presente (spettacolare il suo intervento decisivo su Gudmundsson), De Ketelaere e Koopmeiners si sono inventati due reti di una rara bellezza e i sostituti sono entrati con efficacia e concretezza chiudendo i giochi nel recupero (con il primo gol atalantini di El Bilal Touré).
Certo, questa Atalanta (e meno male, verrebbe da dire) non è ancora perfetta. Rimane, ad esempio, il difetto del quarto d’ora iniziale del secondo tempo che puntualmente viene concesso agli avversari e in questo caso ha portato al gol del momentaneo 1-1 dell’ex di turno Malinovskyi.
Un difetto che va corretto prontamente. Perché, dopo la partita di sabato prossimo contro il Sassuolo, inizia il tanto famoso “ciclo terribile” che potrebbe davvero definire, in un senso o nell’altro, la stagione. E sarebbe un peccato gettare la minestra per un acino di sale mancante o superfluo.
Immagine tratta dalla Pagina Ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio
