Atalanta-Lazio 3-1, l’editoriale – Resistere alla tentazione

Il ragionamento sarebbe troppo semplice: magnificare De Ketelaere, fare il
centocinquantesimo paragone tra il comportamento del belga nell’Atalanta e quello dello
stesso calciatore lo scorso anno al Milan e dimenticare la prestazione di squadra.

Ma siccome – Deo Gratias – siamo diversi dal mezzo di comunicazione che deve soddisfare
l’ignoranza sportiva culturale dell’italiano medio, al primo posto mettiamo la grande prova
dell’Atalanta che ha demolito ieri la Lazio.

Un successo netto, chiaro, limpido che avrebbe potuto essere anche più rotondo. Non c’è
stata storia, la formazione di Gasperini entrava in area con facilità, ha gestito la sfida con
facilità e si è concessa anche il lusso di “soffrire” gli ultimi dieci minuti dopo l’unica ingenuità della sfida, il fallo evitabile di Djimsiti su Immobile che ha portato al rigore del 3-1 trasformato dal centravanti laziale.

Poi, se a questa prestazione di squadra si aggiunge la super prestazione individuale come
quella di De Ketelaere, la situazione è ovviamente più semplice.

Il belga – che come premesso giudichiamo solo da atalantino – ieri è stato superbo e
stupendo. Leader tecnico, immarcabile, autore di una grande rete (quella del 3-1) e anche
grande personalità, come quella dimostrata realizzando il rigore del 2-0.

CDK è stato quindi megafono del segnale forte che l’Atalanta ha lanciato al campionato.
Sarà durissima, ma per l’Europa (quella minore, alla fine come dicono i benpensanti le
capitoline e il Napoli sopravanzeranno l’Atalanta) la Dea c’è.

Immagine tratta dalla pagina ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio

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