D’accordo, il Sassuolo privo (per scelta del suo allenatore) di diversi titolari e che sta vivendo un momento non certo floridissimo nella sua stagione non può rappresentare un importante banco di prova, ma l’Atalanta che ieri ha battuto i neroverdi e si è garantita i quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan a S.Siro mercoledì 10 alle ore 21 è piaciuta.
Si è vista una squadra in pieno controllo, che ha concesso il giusto agli avversari senza correre particolari pericoli e che soprattutto ha costruito diverse occasioni da rete aumentando la percentuale di concretezza delle stesse rispetto al solito.
Sugli scudi la coppia formata da Charles De Ketelaere e Aleksej Miranchuk. Il primo, giustamente risparmiato da Gasperini sabato scorso con il Lecce, si sta confermando essere jolly prezioso. Schierato prima punta ha segnato due reti, se n’è mangiato (ma oramai sembra essere una consuetudine) uno e soprattutto non si è fatto problemi nel duellare fisicamente con i difensori emiliani.
Il secondo ha leggermente ricordato (ricordato, ricordato, ricordato, lungi da noi voler fare qualsiasi paragone) Josip Ilicic nei movimenti – la partenza dal fronte destro dell’attacco – e nella conclusione con il sinistro nell’angolino destro.
Due prestazioni che fanno guardare al prossimo mese senza Ademola Lookman impegnato in Coppa d’Africa con cauto ottimismo (i test contro Roma e Milan saranno significativi in tal senso).
Tra tutti questi dubbi, una certezza c’è. Il “Gewiss Stadium” di Bergamo sta diventando un fortino contro le squadre della cosiddetta A2, ossia le compagini che non giocano in Europa più la Juventus.
Sei gare interne contro sei squadre appartenenti a questa categoria e sei vittorie. L’ultima ottenuta col Sassuolo segue i successi con Monza, Cagliari, Genoa, Salernitana e Lecce.
Se l’Atalanta dovesse continuare su questa riga e non perdere punti contro queste formazioni potrebbe davvero togliersi diverse soddisfazioni.
Immagine tratta dalla pagina Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio
Atalanta-Sassuolo 3-1, l’editoriale – Una certezza c’è
