In rampa di lancio, ecco chi è Isak Hien

Matrimonio del quale si erano fatte le pubblicazioni in estate, ma che è stato celebrato in inverno, quello tra Isak Hien e l’Atalanta. Una celebrazione con lo sconto: dai 18 milioni chiesti in estate, l’Hellas Verona, stante la crisi societaria in atto, si è accontentata “appena” di 8 per cedere il difensore svedese all’Atalanta.

Nato a Stoccolma il 13 gennaio 1999 da genitori di origini africane, Hien compie la trafila delle giovanili in quattro squadre: il Kista SC, l’AIK (dove resta 4 anni tra il 2010 e il 2014), il Djursholm e il Vasalund. Con i rossoneri, squadra di Division 1 (l’equivalente della nostra Serie C) esordisce in una Prima Squadra nel 2017.

Veste la maglia del Vasalund per quattro stagioni, collezionando 100 presenze e 4 reti. A gennaio 2021, passa finalmente a giocare nel massimo campionato svedese, l’Allsvenskan, con la maglia del Djurgarden. Ma, per un gioco di liste, i primi mesi di quell’anno sfrutta la formula del “doppio tesseramento”, giocando 12 partite col Djurgarden e quattro ancora con il Vaselund.

I primi sei mesi del 2022 vedono Hien finalmente tutto del Djurgarden e il giovane svedese esplode definitivamente. 27 presenze tra campionati e coppe, 6 reti e prestazioni efficaci.

Nell’agosto del 2022 passa a titolo definitivo al Verona, contribuendo alla salvezza degli scaligeri con 32 presenze. Guadagna anche la Nazionale, esordendo in Serbia-Svezia 4-1 del 24 settembre 2022 e ottenendo fino a questo momento 8 presenze. Ora il passaggio all’Atalanta.

Attaccante fino a quando approdò al Vaselund dove divenne difensore, Hien fa della fisicità e della velocità i propri punti di forza. Tra quelli di debolezza, piedi non proprio educatissimi e sotto questo aspetto deve decisamente migliorare se vorrà fare breccia nel cuore di Gasperini. E occhio anche alla sua capacità di saper “prevedere” le azioni.

Due punti di forza, due punti di debolezza, dunque. Con la speranza che i primi possono mantenersi tali e i secondi possano accrescere.

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