Una delle massime di Gian Piero Gasperini da quando è a Bergamo è la seguente: “Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo“. Ebbene, la sconfitta di ieri dell’Atalanta a Bologna (la settima su diciassette partite, la quinta in trasferta) dimostra come i nerazzurri in questa stagione siano davvero pessimi studenti visto che non stanno imparando nulla di nulla.
Dal “Dall’Ara” sono riemersi due difetti che rischiano di condizionare pesantemente la stagione della Dea. E se la mancanza di concretezza nello sfruttare le occasioni è oramai una cronicità della Gasperini band e quindi i tifosi non si arrabbiano neanche più, vedere l’Atalanta così potenzialmente perforabile su ogni palla inattiva lascia un mix di desolazione e di rabbia.
E sebbene buttare la croce addosso a questo e a quello non sia nostra abitudine, siamo purtroppo costretti a fare un’eccezione nei confronti di Giorgio Scalvini. Caro Giorgio, sei un figlio di Zingonia, sei un calciatore che é già presente dell’Atalanta e della Nazionale (e sarà tanto futuro).
Ebbene, devi giocare sfruttando le tue peculiarità. Sei un ottimo braccetto, sei capace di fare diversi “coast to coast” e di inserirti in zona gol. Ma non sei un marcatore. Perché neanche in Promozione si prendono le reti che hai causato. Ovvero quelle di Giroud in Atalanta-Milan e di Ferguson ieri a Bologna (e in quei casi né Musso né Carnesecchi ti hanno aiutato, vero, ma è un altro discorso)
Quindi, una preghiera. Se mister Gasperini per un oscuro motivo non te lo dice, sui calci d’angolo mettiti a marcare…il palo. Almeno, contro un oggetto fermo dovresti cavartela egregiamente. Una volta, due, tre…poi magari pure dalle parti di Grugliasco capiranno l’antifona.
Bologna-Atalanta 1-0, l’editoriale – Sui calci d’angolo Scalvini stia sul palo
