Indovinate chi è paradossalmente il più contento della netta sconfitta dell’Atalanta di ieri in casa con il Torino per 3-0? Il copatron della Dea Antonio Percassi.
Perché? Perché il suo mantra degli ultimi anni, ossia “prima la salvezza“, è finalmente diventato realtà. In quanto una squadra che subisce 6 sconfitte in 14 giornate deve necessariamente preoccuparsi di raggiungere quota 40 punti il prima possibile.
E lo è ancora di più quando le ultime partite hanno messo a nudo l’ultima scellerata settimana di mercato con un reparto difensivo ridotto all’osso e con uno Zapata non troppo frettolosamente ceduto (decisione che andava presa, le due reti di ieri non cambiano la nostra opinione) ma sicuramente non rimpiazzato (troppo difficile riportare Piccoli a casa?).
In un quadro desolante si aggiungono le scelte e le dichiarazioni dell’allenatore Gian Piero Gasperini. Quando una squadra è in palese difficoltà fisica e mentale, la prima cosa che insegnano a Coverciano è la “creazione di densità”.
Ossia, schierarsi con un modulo che copra il campo e che faccia tenere compatta la squadra: un 4-4-2 o un 4-5-1, insomma. Invece, il tecnico di Grugliasco insiste con la difesa a tre con De Roon braccetto e Scalvini centrale e i risultati si sono visti.
Poi, dichiarare a dicembre che deve verificare con la società se ha le stesse visioni su alcuni calciatori è da far accapponare la pelle. Certe cose si dicono a giugno, non dopo un terzo di campionato, caro mister, e dai!
Ecco perché ora davvero conta prima la salvezza. No, non è più una frase scaramantica. Ma una triste realtà.
Torino-Atalanta 3-0, l’editoriale – Percassi contento, si lotta per la salvezza
