Una volta può essere sfortuna, due volte può essere casualità, tre volte può essere disattenzione. Ma se il bilancio dell‘Atalanta in cinque partite (delle quali tre in casa) disputato contro le sette avversarie cosiddette “big” (vale a dire le sei che condividono con la Dea l’avventura europea in questa stagione più la Juventus) è di appena un punto (ottenuto contro gli stessi bianconeri), no, non può essere solo frutto del caso.
E’ vero, con il Napoli l’Atalanta ha giocato alla pari e solo il clamoroso errore di Carnesecchi l’ha costretta nuovamente alla sconfitta. Ma così come l’errore di Adopo ha costretto alla sconfitta a Firenze. E così ancora come un errore di reparto ha fatto sì che Vecino segnasse il gol vittoria della Lazio.
Il discorso è semplice, oseremmo dire banalmente semplice. Così come l’Atalanta punisce le squadre di A cosiddette “medio-piccole” quando queste ultime sbagliano, così viene punita dalle grandi quando è essa stessa a sbagliare. Il livello di queste gare è talmente alto che basta un dettaglio per far inceppare tutto.
Ma questo significa che delle 8 sorelle l’Atalanta è la più debole del lotto visto che non può permettersi il lusso di potersi concedere neanche un attimino di distrazione? Esattamente, significa proprio questo.
Perché il mercato deficitario condotto in estate sta presentando il suo conto. Ed è un conto salatissimo. In difesa, occorreva il leader difensivo e non è stato preso. Si sapeva che Toloi e Palomino potevano fermarsi più volte ai box in stagione e non solo non è stato rinforzato numericamente il reparto ma è stato pure ceduto Okoli in prestito, tant’è vero che sull’1-1 con il Napoli Gasperini è stato costretto a rimpiazzare Kolasinac con il baby Bonfanti.
In attacco, Zapata è stato ceduto ma non è arrivato nessuno a suo posto e quindi, se si vuol concedere un turno di riposo a Scamacca ancora frastornato dopo l’opaca prestazione a Leverkusen con la Nazionale, Gasperini è costretto a utilizzare De Ketelaere prima punta.
Lo stesso tecnico aveva più volte chiesto alla società di risolvere il dualismo Carnesecchi-Musso con la cessione di uno dei due e invece sono rimasti entrambi ed entrambi hanno un carico eccessivo di ansie, pressioni e conseguenti insicurezze (vedi ieri).
Risultato? Nel calcio non si improvvisa nulla e se l’Atalanta è ancora in piena zona europea deve ringraziare il cammino altalenante della Fiorentina e delle romane e il suo quasi percorso netto con le medio-piccole.
Ma logica fa pensare che non sempre potrà andare così. Quindi, gli scontri diretti avranno il loro bel peso. L’Atalanta faccia tesoro degli errori in maniera da poter finalmente racimolare qualcosa contro le grandi.
Immagine tratta dalla pagina ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio
Atalanta-Napoli 1-2, l’editoriale – Il conto salatissimo del mercato
